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Le ringhiere spacciate per guard-rail, le grandi opere, Calderoli e una ragazza che attende giustizia

Il suo nome non lo ricordo neanche più. Ma ora, a un mese di distanza da quando sono andato a denunciare a Mi Manda Raitre l'assurdità della sua morte, quella povera ragazza toscana mi è tornata fissa in mente. Perché il Governo l'ha tradita, ancora una volta. Lei è morta perché ha avuto la sola colpa di perdere il controllo della sua auto su un ponte della vecchia Aurelia dove invece di un guard-rail c'era una semplice ringhiera. Quasi come in un belvedere pedonale. La beffa è che la ringhiera ha anche retto abbastanza, evitando che l'utilitaria guidata dalla ragazza cadesse nel canale sottostante; solo che si è praticamente frantumata in tanti tubi, uno dei quali ha probabilmente colpito la giovane alla testa.

Quante ringhiere ci sono ancora in giro per l'Italia? Pensate con attenzione alle strade che percorrete ogni giorno e rispondetevi da soli. Poi prendete "Il Sole-24 Ore" del giorno di Pasqua e andate a pagina 4: in mezzo a un articolo che parla della possibile – anche se ancora problematica – ripartenza delle grandi opere annunciate l'anno scorso, leggerete che l'Anas continuerà a non avere un centesimo per mettere a norma le strade.

Avete letto bene: nemmeno un centesimo. Come denunciai in trasmissione, quest'anno lo Stato non ha trasferito nulla all'Anas per le manutenzioni straordinarie e le piccole opere. Per indorare la pillola, si era detto che soldi sarebbero arrivati nel corso dell'anno dal rinnovo di alcune concessioni autostradali (i canoni che i gestori pagano all'Anas per continuare a gestire un'arteria per un determinato, periodo, spesso lungo uno o più decenni). Ma già domenica 14 marzo l'esperto collega Alessandro Arona scriveva – a pagina 6 del Sole di quel giorno -che la principale concessione in scadenza, quella dell'Autobrennero, aveva scarsissime possibilità di andare in porto entro l'anno, a causa di tante complicazioni procedurali. A Pasqua il mio giornale ne ha dato la conferma.

Sempre a Pasqua, a pagina 5, appariva un'intervista in cui il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, si esibiva in una complicata proposta di riforma del fisco in cui dichiarava di voler garantire più fondi alle Province, che ormai gestiscono la maggior parte delle strade. Ma ha detto che vorrebbe farlo aumentando le imposte sui carburanti, cosa che sarebbe compensata dall'abolizione del bollo auto. Manovra sacrosanta. Ma andrebbe spiegato bene come si coprirebbe la voragine nei conti delle Regioni che verrebbe lasciata dal bollo. Quindi, per ora quella di Calderoli appare un'altra proposta di difficile attuazione, che forse serve solo a riempire più facilmente i giornali in un giorno di festa (quindi avaro di notizie "vere").

Ancora una volta, la sicurezza può attendere. Ancora una volta, quella giovane toscana è stata tradita: la sua morte è stata inutile.

  • diana |

    “Un autoarticolato ha perso il controllo sulla rampa di uscita della diramazione Nord di Roma ed è finito adagiato su un fianco, in bilico contro la ringhiera di protezione esterna del cavalcavia, rischiando di precipitare sul raccordo anulare”
    http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Roma-camion-in-bilico-sul-raccordo-anulare-rischia-di-precipitare-sul-Gra_313010633052.html

  • andrea105 |

    sarebbe sufficiente abolire le province (con legge costituzionale), intendo l’apparato “politico” ed i portaborse, non le funzioni (viabilità, motorizzazione civile ecc.., che potrebbero essere devolute a comuni e regioni, con intuibili risparmi e sinergie)
    [risponde Maurizio Caprino] Quelle stesse Province che in campagna elettorale (quella del 2008) la maggioranza aveva detto di voler abolire…

  • Fabrizio |

    Votate, votate, votate i partiti del Fare, dell’Amore e quelli legati al territorio… Visto che siamo sul blog Strade sicure del Sole24Ore, cominciamo a dire che l’avanzo primario con Padoa Schioppa era al 5% e adesso è stato azzerato. E non sono un comunista, anche se Vladimir2 la vendetta vuole farmi passare per tale…
    [risponde Maurizio Caprino] Per onestà devo dire che le manutenzioni stradali se la sono sempre passata male, con qualsiasi tipo di governo, per l’elementare ragione che non portano i politici a tagliare nastri (e quindi a sperare di catturare facile consenso). Resta comunque il fatto che un azzeramento secco ai fondi Anas non si era mai visto.

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