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La Cassazione stoppa gli autovelox a percentuale. Vedrete, i Comuni ora li spegneranno

Sui giornali di ieri ha avuto un po' di spazio la sentenza con cui la Cassazione penale ha confermato il sequestro di alcuni misuratori di velocità al centro dello scandalo scoppiato l'estate scorsa nel Casertano. Effettivamente la cosa meritava attenzione. Ma non per il fatto che vieterebbe di avvalersi di società private, come ha fatto capire il "Corriere della Sera": si sa da anni che i privati possono svolgere attività ausiliarie all'accertamento dell'infrazione, che resta di stretta competenza degli agenti. Il punto vero è che la Cassazione ha detto no a uno dei punti che più fanno arrabbiare i cittadini: i compensi ai privati calcolati come percentuale delle multe. E questo credo possa far saltare più di un contratto stipulato dai Comuni, quindi prevedo una diminuzione dei controlli.


Finora il no alle percentuali lo aveva scritto solo il ministero delle Infrastrutture, ma – come accade per quasi tutti i pareri ministeriali – i sindaci non vi hanno dato molto peso. Il fatto che si sia pronunciata la Cassazione forse peserà di più. Anche perché le argomentazioni dei giudici sono identiche a quelle del ministero: il Codice della strada consente solo un compenso fisso, perché esso rientra fra le spese di accertamento, che non variano secondo il numero di multe.

I Comuni (anche quelli che col compenso a percentuale non volevano incentivare i privati a fare agguati per fare più cassa anche loro) si oppongono a questo ragionamento. Quelli più in buona fede argomentavano che col compenso fisso alla fine i controlli gli costano, perché a lungo andare i guidatori si adeguano e il numero di multe diminuisce. Ciò deriva dal fatto che, nella migliore delle ipotesi, vogliono fare sicurezza stradale a costo zero. E invece no: la vera sicurezza costa. Vedremo chi potrà permettersela.

  • ZIOFESTER |

    QUANTE CHIACCHIERE

  • antonio |

    Giancar
    Non si sfondano le porte aperte.
    Lei ha riportato virgolettata una mia frase, ma forse non ha inteso che la chiave di volta è il “sarebbe” che sta a identificare la discutibile ipotesi su cui i nostri discettano o sentenziano.
    Ipotesi sciagurata in base alla logica. Una sciagura che basta e avanza.
    Il passo successivo è chiedersi perchè Ministro e Cassazione si producano in tesi insostenibili. Io insinuo che non sappiano fare di conto, ma è un paradosso.
    Sospetto un diversivo per fuorviare dal nocciolo del problema.
    Problema su cui i Comuni hanno dato contributo marginale, ma concorsuale, checchè Lei ne dica. Il problema è sottoesposto in due righe.
    Un apparato dello stato centrale ha organizzato una truffa per depredare il cittadino e far affluire soldi ai Comuni in astinenza da trasferimenti.
    Uno scenario che identifica da un lato il cittadino servo, dall’altro una combriccola di apparati burocratici parassitari con voracità crescente pur in periodo di crisi.
    Sa Giancar da cosa è sostenuto il Pil in questo momento.
    Tutti consumi stanno diminuendo, fuorché le tariffe, le bollette, le assicurazioni,le tasse,le imposte, le multe, una voracità fuori controllo.
    Lei sostiene che i Comuni sono il meno peggio. Concordo.
    Ma solo quando si situano a sostegno dell’interesse locale, nel rispetto degli intessi di terzi, non quando fanno a gara a chi più si abbuffa alla mangiatoia generale.
    Torniamo ai semafori, i Comitati hanno percorso tutte le strade antagoniste.
    L’altezza del palo, lo scarico dati, le notifiche illegittime, il taroccamento degli impianti,ecc.
    Tutte cose per cui non ho scritto un rigo, tutti profili incidentali validi tuttalpiù in ambito locale. Scemate. Tutti diversivi rispetto al corpo fondamentale della truffa, che interessa tutte le installazioni tutte le apparecchiature di controllo, in tutto il paese.
    Ho pubblicato ieri sul sito http://www.venetoonoline.info la Memoria tecnica di parte in difesa i Raoul Cairoli, patron di CI.TIESSE, delinquente in pectore, per l’incidente probatorio disposto dal G.I.P di Novara .
    Una ricognizione tesa a inquadrare il problema nella sua evoluzione storica.
    Ho evitato di individuare responsabilità personali, un compito che spetta alla perizia tecnica d’ufficio.
    Le multe alla mia famiglia non centrano nulla Giancar.
    Penso anche alla sua, per tutti pietà, per tutta la comunità che prima gioiosa, ora abbacchiata, che prima come ora va verso…..
    Una pulsione ideale che anche a Lei riconosco.
    Antonio Menegon

  • giancar |

    Antonio ha scritto:
    “Siccome la legge prevede che il 50% delle sanzioni erogate secondo il c.d.s. vada in opere migliorative di sicurezza e architettura delle strade, allora pagare la ditta privata mettiamo il 20% per il servizio svolto sarebbe lesione di legge”.
    E’ quello che dico sempre io egregio ingegnere.
    Per lei la matematica è la madre di tutte le opinioni, un ipotesi che porta sempre alla stessa tesi, i comuni agiscono in modo truffaldino.
    Determinare il tempo del giallo con una formula matematica può portare a risultati estremamente diversi tra di loro.
    Il mio calcolo basato sulla logica e sulla pratica mi da 4 secondi a 50 km/h a lei, inserendo una serie di variabili sempre più al limite del possibile e senza passare per una media ponderale, le da 9,25 secondi ma a seconda delle situazioni anche 10 – 12 -15 -20.
    In pratica con le sue tesi ci troveremmo in un ciclo semaforico con 10 secondi di verde/rosso e 20 secondi di giallo, ciò passeremmo tutti la giornata ad aspettare che il semaforo diventi rosso affinchè dall’altra parte scatti il verde.
    Chi ha ragione ? Io dico chi usa il buon senso, nulla più.
    E anche con la sua presente affermazione (nuova centuria) che ho virgolettato non stiamo messi meglio.
    Innanzi tutto chi ha noleggiato gli apparecchi di rilievo a percentuale sui rilievi non ha pagato gli apparecchi stessi, le manutenzioni e le tarature.
    Questi costi sarebbero stati rilevantissimi per l’acquirente se le sanzioni fossero state poche. Gli Enti si sono tutelati buttando il rischio sulle spalle della ditta fornitrice e levandoli dalle spalle della collettività.
    Il 50% degli introiti si ricava sia togliendo la percentuale per la ditta noleggiatrice che l’ammortamento dell’apparecchio acquistato da una ditta fornitrice.
    Inoltre lei dovrebbe sapere che nel 50% previsto dalla legge per le spese finalizzate alla sicurezza stradale c’è unche una quota, determuinata dal comune, per l’acquisto dei mezzi tecnici per la polizia locale (articolo 208 cds).
    Quindi che differenza c’è in contabilità se una quota delle entrate viene impiegata per il noleggio o per l’acquisto degli apparecchi ?
    La pubblica amministrazione non vuole i soldi vuole che la sicurezza la paghino i contravventori, come espressamente prescrive la legge, anche se a lei non piace.

  • Emax |

    La sentenza della Cassazione incomincia a dare i primi frutti: non si tratta di autovelox bensì dei “cugini” photored: si legge, infatti, sulla stampa che il comandante della polizia municipale di Messina ha disposto in autotutela di disattivare tutti i t-red installati sul territorio comunale.

  • giancar |

    si stima che i comuni (le polizie locali) facciano il 70% del controllo stradale sul territorio nazionale.
    Per questa attività non prendono unalira dallo stato anzi pagano l’accesso agli archivi telemmatici ove sono registrati i proprietari dei veicoli.
    Il compenso lo ricevono dai proventi contravvenzionale (dai contravventori) ai sensi dell’art. 208 del codice della strada.
    La legge stabilisce pertanto(a torto o a ragione) che la sicurezza stradale la debbano pagare coloro che non rispettano le norme.
    E’ inutile che strillino i comitati, la legge vale anche per loro ancora in italia.
    La funzione di polizia stradale è statale, lo dimostra il fatto che l’autorità competente a decidere del contenzioso è il prefetto.
    Detto ciò non mi scandalizzo, anzi mi chiedo come potrebbe fare un comune senza andare sotto corte dei conti, a spendere soldi che non incassa.
    Se qualche comune spegnerà gli apparecchi a seguito di norme o di sentenze statali pazienza, al loro posto potranno essere sempre usati quelli della polizia stradale che è la forza principe in materia stradale, dopo aver assunto almeno 20.000 nuovi agenti s’intende.

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