A che serve il Tutor a Torino se i pedoni muoiono lo stesso?

Torino si arrende: di fronte a 583 pedoni investiti (19 dei quali morti) nel 2009, l'assessore alla Viabilità ha detto che non autorizzerà più nuovi passaggi pedonali. Tanto chi guida se ne frega e non si riesce a reprimere questi comportamenti. Anzi: l'anno scorso sono state comminate più multe ai pedoni che attraversavano fuori dalle strisce (1.614) che ai guidatori che non hanno dato la precedenza a chi attraversava regolarmente (1.258). Senza contare che la sanzione non è poi chissa che cosa: 150 euro e decurtazione di cinque punti.

Sarebbe comunque interessante che l'assessore spiegasse com'è andata strada per strada. In particolare, sarebbe curioso sapere se la situazione è migliorata almeno a corso Regina Margherita e a Corso Moncalieri. Come vi ho scritto il 23 febbraio (http://mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com/2010/02/e-i-comuni-finalmente-diedero-i-numeri-ma-chiamparino-deve-un-paio-di-spiegazioni-sul-tutor.html), qui il Comune ha speso fior di quattrini per installare il Tutor. Su corso Moncalieri, poi, la Giunta si sta giocando la credibilità: è molto dubbio che sia lecito misurare la velocità in automatico su una strada con quelle caratteristiche.

  • Corrado |

    Rispondendo ad Enrico faccio presente che
    C.so Moncalieri non merita un controllo automatico soprattutto nel punto in cui è stato introdotto il sistema , non v’è alcun movimento pedonale se non di alcuni sparuti podisti ben protetti da alberi secolari. IN più si tratta di una strada urbana di quartiere e non di scorrimento . Il prefetto in deroga a chissà quale legge si è arrogato il diritto di considerarla tale (ho tutte le carte in mano, ma l’errore è palese NON si può comunque trasformare una strada urbana di quartiere in urbana di scorrimento… ) Il limite dei 70 è semplicemente una pezza ad un errore evidente che ha discriminato per alcuni mesi alcune migliaia di automobilisti. Il limite dei 50 (IN QUEL PUNTO) è ridicolo. Non c’è motivo non c’è movimento pedonale, non ci sono abitazioni su un lato, i marciapiedi sono ampi e ben protetti. In altri punti C.so Moncalieri invece merita un controllo maggiore, ma alcuni chilometri più avanti in zone come prime di Pza Gran Madre ad esempio. Si decidano o trasformiamo la strada in urbana di scorrimento e mettiamo il limite dei 70 oppure togliamo quella baracca utilizzata scorrettamente e mettiamo i controlli di polizia con il fermo a 50 con due pattuglie.

  • Giorgio Marcon |

    Non c’è dubbio Maurizio,
    ma vedi, a pensar male a volte si fa peccato, ma ci puoi anche azzeccare.
    Se si vuole fare sicurezza reale, ci sono mille modi, ma oggi la sicurezza non interessa al sistema, ma la prendono come alibi, in assenza di risorse.
    Invece di “spartirsi” “i pani e i pesci”, dovrebbero investire le risorse, di più in sicurezza reale.
    Te lo dimostreremo il 19
    Giorgio

  • ENRICO |

    Immagino che il Sig. Marcon volesse commentare l’articolo precedente e quindi non terrò conto del suo commento. Per quanto mi riguarda l’Egr. Dott. Caprino non sbaglia affatto ed a prova di ciò è sufficiente prendere visione di due recenti emendamenti al d.d.l. 1720 proposti dai senatori MURA e STIFFONI i quali hanno anch’essi ritenuto che, sarebbe opportuno modificare la Legge 168/2002 per concedere la possibilità di installare i sistemi automatici anche in centro abitato, laddove esistono realmente maggiori pericoli per la sicurezza stradale. In proposito evidenzio che a prova della maggiore ratio che assumerebbero tali installazioni in ambito urbano, vi è anche la circostanza che in tutti gli altri paesi occidentali, tali sistemi automatici per il controllo della velocità vengono installati anche all’interno del centro abitato, in prossimità di scuole, ospedali ed altri luoghi ove l’eccesso di velocità crea maggiori pericoli rispetto alle strade extra urbane secondarie o urbane di scorrimento, come previsto sino ad oggi in Italia. Ci si lamenta che i dispositivi sono stati piazzati dai comuni, parrebbe con lo scopo esclusivo o preminente di fare cassa, per giunta su strade ove non ci sono pericoli rilevanti ma si deve tener presente che la legge 168/2002 attualmente vieta di fare diversamente (fatta eccezione per la città di Torino ovviamente).

  • Emax |

    Tanto per rimanere in tema poi, è prevista l’installazione di un analogo impianto tutor in modalità autovelox “istantaneo” su corso unità d’Italia, il tutto finanziato poi con fondi non del Comune ma direttamente provenienti da Roma (imputati a non so quale capitolo di spesa del bilancio statale)

  • Giorgio Marcon |

    “Si, Maurizio, sbagli!”,
    come hai potuto vedere la foto del giallo, chi controlla gli “interessi” dei controllori!!
    [risponde Maurizio Caprino] Ma neghiamo a priori che, per esempio, ognuno di noi abbia il diritto a non essere investito mentre attraversa una strada urbana battuta da traffico extraurbano e magari senza marciapiede? Ci sarà pure un caso in cui c’è gente da proteggere…

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