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I costi occulti della crisi/2 – L’usato sicuro diventa insicuro

Finora, a chiunque mi chiedesse un consiglio sull’acquisto di un’auto a condizioni molto convenienti, rispondevo di indirizzarsi su una ex-noleggio: avrebbe trovato una vettura recente (da uno a massimo quattro anni di vita), ben tenuta (perché manutenzione e riparazioni venivano tutte eseguite) e a un prezzo buono (di solito ancora migliore comprando direttamente da un noleggiatore). Consigliavo molta cautela solo sulle ex-noleggio vendute nei piccoli autosaloni: spesso è lì che finiscono le ex-noleggio incidentate. Ora devo correggermi: probabilmente comprerei solo un esemplare seminuovo, cioè di quelli provenienti dal noleggio a breve termine (perlopiù le mettono in flotta in primavera e le dismettono in autunno, ma con la crisi non è raro trovare auto con oltre un anno e mezzo di vita e 50mila chilometri). Perché solo in questi casi non hanno conseguenze su affidabilità e sicurezza i tagli alla manutenzione decisi dai noleggiatori per fronteggiare la crisi.

Sono tagli di cui sono a conoscenza solo i ben informati. I pochi dettagli che circolano (in pratica, storie di concessionari che rinunciano a lavorare per i noleggiatori per non fare interventi raffazzonati che farebbero rischiare loro la reputazione) non consentono di stabilire l’ampiezza del fenomeno. Ma qualche indizio, sia pur involontariamente e nel solito linguaggio aziendal-ottimista che usano tutti i top manager in pubblico, lo danno anche i grandi capi delle società di noleggio. Uno straordinario registratore delle loro dichiarazioni sono sempre gli inserti speciali che tanti giornali e riviste dedicano alle flotte aziendali. Sono straordinari perché, essendo sostanzialmente pubblicazioni che non uscirebbero se i loro costi non fossero più che ripagati dagli inserzionisti, si può star certi che riportano fedelmente ciò che i medesimi inserzionisti desiderano, senza porsi troppe domande. Così ai lettori che vogliono sapere davvero che cosa frulla nella testa degli amministratori delegati non resta che tradurre le veline riportate dai giornalisti (la traduzione sarebbe compito di questi ultimi, ma ormai pochi hanno la preparazione e la voglia di esporsi necessarie per farla; in qualche caso, poi, editori e direttori decidono di fare a meno di loro).

E allora, in attesa che gli inserzionisti decidano che tale opacità comunicativa nuoce innanzitutto a loro stessi e facciano così crollare il castello degli editori, traduciamo due frasi prese da “Quattroruote auto aziendali & flotte” uscito il mese scorso: “Condividere con i clienti grandi efficienze nella composizione del canone e della gestione” e “garanzia certificata per gli interventi di check-up relativi alle emissioni di CO2”. Significa che con la crisi i clienti chiedono al noleggiatore (che già soffre di suo) di spendere meno e questi mette in atto una serie di misure quali il taglio dei costi di gestione, tra i quali la manutenzione, tanto che qualcuno sta attento a cosa fanno davvero le officine convenzionate solo se c’è di mezzo la CO2. Quindi, se per risparmiare sui costi dei tagliandi si usano pastiglie freni e olio scadenti, peggio per il cliente che non se ne accorge. E del privato che acquisterà quell’auto quando verrà dismessa.