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Emergenza gelo/1- Non fidatevi dei vostri occhi, c’è il vetrone

Da ventiquattr'ore è ricomparso un fenomeno raro, che vi spiega come mai nevica meno di un anno fa ma i disagi sono maggiori. Questo fenomeno è il gelicidio, cioè la pioggia che diventa ghiaccio appena tocca l'asfalto. Si verifica quando l'aria vicina al terreno e il terreno stesso sono particolarmente freddi ed è traditrice: vi sembra che stia solo piovendo e vi rassicurate (la pioggia di solito scioglie il ghiaccio), ma poi si verifica il contrario di ciò che vi aspettate e si formano lastre estese e terribilmente scivolose (il cosiddetto "vetrone"). E l'asfalto drenante nulla può.

Per questo motivo, non senza polemiche, ieri mattina Autostrade per l'Italia (Aspi) e Polizia stradale avevano attivato nel tratto boognese dell'Autosole la "safety car" (cioè la pattuglia che si piazza a centro carreggiata e costringe tutti ad andare pianissimo). Stanotte - stando a quanto ha appena annunciato a Matrix Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Aspi – la zona più a rischio è quella appenninica a cavallo tra Piemonte e Liguria. Attenzione, dunque.

  • Paolo |

    Buongiorno.
    Abito nei dintorni di Bologna, una delle zone più colpite dalla formazione del vetrone. Ieri mattina le strade del paese nel quale abito erano una unica grande lastra di ghiaccio liscio, incredibilmente scivoloso. Ho guidato in queste condizioni per i 2 km necessari a raggiungere una strada provinciale, e dopo aver constatato che quest’ultima era priva di ghiaccio, probabilmente grazie all’abbondante spargimento di sale, ho proseguito fino a Bologna senza problemi.
    In questi giorni di freddo intenso e neve ho adottato la seguente strategia: appena uscito dal garage, a bassissima velocità, saggiavo l’aderenza dei pneumatici (ovviamente ho montato per tempo gli invernali) facendo serpeggiare l’auto e poi frenando con decisione (ho l’ABS). Posso farlo perché abito in una strada nella quale passano solo i residenti e alle 6:20 non c’è nessuno in giro. Grazie a queste prove di direzionalità e frenata mi sono accorto del vetrone. Alla vista la strada sembrava semplicemente bagnata.
    Guidando sul vetrone ho notato un comportamento dell’auto che può dare un falso senso di sicurezza, e mi piacerebbe che qualcuno più esperto di me confermasse le mie sensazioni: guidando dolcemente l’auto riesce a prendere velocità abbastanza facilmente, e anche la direzionalità si mantiene discreta, tanto che ho fatto anche qualche curva a gomito; la frenata invece è un vero disastro, gli spazi di arresto diventano infiniti. Se proprio si vuole guidare in queste condizioni bisogna procedere letteralmente a passo d’uomo e tenere distanze di sicurezza venti volte maggiori rispetto al caso di asfalto semplicemente bagnato. La decisione di Aspi di mettere in funzione la safety car è stata saggia.
    Però… mi chiedo una cosa. Il vetrone non era presente dappertutto. Sulle strade provinciali che ho percorso, come pure sulla strada principale del comune confinante con il mio, non c’era. Queste strade erano perfettamente pulite, e a pochi km di distanza le condizioni climatiche non possono essere tanto diverse. La temperatura dell’aria era ovunque fra gli 8 e i 9 gradi sotto zero. Come spiegare queste differenze? Mi viene in mente solo lo spargimento di sale. Forse il vetrone si è formato solo dove è stato sparso poco sale o non è stato sparso per niente.
    Un saluto.
    [risponde Maurizio Caprino] Dipende dalla temperatura, quindi dall’esposizione a sole e correnti d’aria. Il sale usato di solito nulla può contro il vetrone.
    Può dipendere anche dal tipo di asfalto.
    Quanto alla falsa sensazione di sicurezza, è vero in generale, perché l’Abs appena sente scarsa aderenza molla i freni (infatti su alcune auto si può escludere, perché sulla neve conviene frenare a ruote bloccate). Ma non è tanto evidente; può manifestarsi in modo più netto secondo il tipo di auto, gomme e guida.

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