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I finlandesi corrono solo se ubriachi ma non riducono i morti

Vi ho scritto più volte che trovavo perlomeno discutibili le statistiche finlandesi secondo cui la velocità è il maggiore problema per la sicurezza: lì ci sono chilometri e chilometri in mezzo ai boschi dove non si possono superare i 60 e chi li viola non va di certo a 120 come si andrebbe dalle nostre parti su quelle poche strade sgombre come quelle nordiche. Il comunicato con cui l'Etsc annuncia l'adesione dell'ente finlandese sulla sicurezza (http://www.etsc.eu/documents/12.01%20-%20Liikennenturva%20becomes%20new%20member.pdf) svela almeno parte del mistero: metà dei casi di velocità eccessiva è legata all'alcol. Il che fa comunque impressione, in un Paese dove i veicoli in circolazione sono pochi e i controlli relativamente molti, nonostante il territorio sia sterminato.

Per il resto, si conferma che ridurre i morti quando sono già pochi (come appunto in Finlandia) è molto difficile, tanto che quel Paese è molto indietro rispetto all'obiettivo-dimezzamento fissato dalla Ue. A questo punto, il dubbio appare lecito: non è che, quando si arriva a questi livelli, ci sono poche misure da provare ancora e quelle poche che restano (come controlli esasperatamente tecnologici) possono avere controindicazioni non secondarie.

  • ombrachecammina |

    Posso fare una considerazione “giocosa” ? Gli obbiettivi dati in percentuale, i dati dai in percentuale, falsano spesso la realta’, soprattutto quando si parla di quantita’ in oggetto molto diverse. Mi spiego. Se l’obbiettivo e’ “zero” e in quella nazione ci viviamo in 10, non basta che uno parta soprapensiero e gia’ gli incidenti sono il 10% ? Certi valori e statistiche prese come riferimento anche per generare leggi e direttive andrebbero studiate un po’ meglio, soprattutto da chi ama “giocare” coi numeri per fare sensazionalismo … o’ bene che non e’ facile fare leggi giuste per milioni di persone, ma bisogna nache considerare che, in certi casi, le “semplici specifiche naturali” impongono eccezioni … ma qui’ avrei esempi amministrativo-politici che eseulano dagli argomenti di questo blog e quindi evito di generare polemiche in sedi non oppportune.
    [Risponde Maurizio Caprino] Vero, ma è altrettanto vero che il rapporto costi-benefici peggiora sempre man mano che un fenomeno arriva a livelli sempre più desiderabili. Lo conferma anche la legge economica dell’utiliità marginale decrescente. E, per restare nella sicurezza stradale, anche un Paese nient’affatto piccolo come la Francia ha ultimamente rallentato il suo ritmo di miglioramento nonostante abbia speso un bel po’ in nuovi radar antivelocità dal funzionamento automatico.

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