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Quelle sentenze strane sulle corsie preferenziali di Firenze

Sono successe cose strane al centro di Firenze. Il Comune ha sguinzagliato gli ausiliari del traffico (da quelle parti li chiamano "vigilini") in un compito diverso dalla "solita" repressione della sosta irregolare dentro e appena fuori le strisce blu: le multe a chi passa sulle corsie preferenziali. Tutto assolutamente lecito: lo prevede la stessa "legge Bassanini" del '97 che autorizzò gli ausiliari della sosta e lo conferma la legge 488/99 (articolo 68) che fornì l'interpretazione autentica dei poteri dei vigilini. Ma il Comune ha perso una valanga di ricorsi e quindi un sacco di soldi (i giudici di pace lo hanno condannato alle spese). Così la Corte dei conti ha aperto un fascicolo contro sindaco, alcuni assessori e comandante dei vigili dell'epoca. I giudici chiedono loro conto di un danno di un milione e mezzo.

Come hanno fatto a mettersi così nei guai? Tutto parte dal fatto che le multe sono state tutte spedite a casa dei trasgressori, senza fermarli immediatamente e giustificando il mancato alt con l'esigenza (assolutamente plausibile) di non intralciare il traffico. Leggendo le cronache e una sentenza, non si capisce bene dove sia il problema. Sembrerebbe che, secondo i giudici, gli ausiliari possano contestare le infrazioni ai trasgressori solo fermandoli subito, cosa che nessuna norma in realtà stabilisce. L'equivoco credo nasca da un'interpretazione piuttosto particolare della legge 488: essa stabilisce che nei poteri degli ausiliari sono comprese la contestazione immediata e la redazione dei verbali. Se ne sarebbe dedotto – non chiedetemi perché – che i vigilini potessero solo intimare l'alt e verbalizzare subito. Ma chi ricorda la travagliata storia giuridica degli ausiliari sa che questa formulazione della norma fu dettata dalla necessità di chiarire che essi potevano da un lato contestare subito le infrazioni e dall'altro firmare i verbali (sia quelli fatti sul posto e quindi consegnati subito nelle mani del trasgressore sia quelli fatti in ufficio e poi spediti), che invece all'epoca si tendeva a far firmare dai vigili (che nulla c'entravano coi fatti accertati dagli ausiliari).

Possibile che i giudici di pace non lo sapessero? Non so. Vedremo che cosa ne penserà la Corte dei conti, alla quale il Comune dovrà pure spiegare se durante le cause si è difeso a sufficienza.