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Le strade della vergogna/2 – L’Anas senza soldi e i nuovi esperti di pubbliche relazioni

La lettera era infrattata nella pagina di posta dell'edizione lombarda di Quattroruote di questo mese. Ma era importante, perché il direttore esercizio dell'Anas chiariva che cosa voleva dire nell'intervista al Corriere della Sera che aveva indignato la Fondazione Guccione (sostanzialmente, il testo pubblicato lasciava intendere che le strade piene di buche e brutte curve sono sicure perché lì la gente va piano e sta attenta). Dopo la smentita data all'epoca, indignata a sua volta, ora l'Anas ammette che i soldi per la manutenzione sono pochi, rivendicando solo il fatto che li sta utilizzando al meglio, secondo una strategia precisa e ben studiata.

Mi auguro che rientri in questa strategia l'assunzione di 15 persone che – come annunciato dalla stessa Anas (Scarica Assunzioni esperti in Relazioni Pubbliche) saranno destinate a diventare esperte anche di comunicazione (non solo di aspetti giuridici e gestionali), grazie a un corso di Relazioni pubbliche. Inutile negare che qualche perplessità ce l'ho. Ma aspettiamo e vediamo.

P.S.: infatti ho aspettato il 19 novembre e, nell'audizione del presidente Anas Pietro Ciucci, ho scoperto che si parla anche della nascita di sale operative regionali in grado di gestire in tempo reale il traffico, rilevando le code e incidenti, segnalandoli per web, radio e pannelli a messaggio variabile e attivando eventuali deviazioni. Per fare tutto questo, Ciucci parla dell'assunzione di 370 persone qualificate. Probabilmente i 15 esperti di comunicazione servono nell'ambito di queste sale, per curare la parte dell'informazione all'utenza (preparazione di testi per il web e per la radio e lettura diretta di questi ultimi).