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Il federalismo fiscale vale anche per le strade. E al Sud…

Non solo tasse, sanità e Nord contro Sud. Diradato il fumo mediatico sulla legge delega per il federalismo fiscale (la 42/09), c'è il tempo per leggersi il testo integrale (Gazzetta Ufficiale del 6 maggio). E si scopre che alle strade è stato dato uno status particolare.

Come per gli altri "servizi" essenziali, è stato stabilito il passaggio dal criterio del costo storico a quello del costo standard (cioè lo Stato trasferirà fondi a Regioni ed Enti locali non più in base a quanto hanno sempre speso per il servizio in questione – cosa che può perpetuare gli sprechi – ma coprendo il solo fabbisogno determinato in base a costi standard, cioè determinati a tavolino), ma è stato aggiunto un riferimento all'adeguatezza del servizio. In pratica – stabilisce l'articolo 22 della legge – nei primi cinque anni di applicazione del nuovo sistema, occorrerà valutare zona per zona se le infrastrutture (quindi non solo le strade) sono adeguate, elaborando di conseguenza un piano sugli interventi da fare, che sarà alla base dei fondi che lo Stato trasferirà in periferia.

Al momento siamo ancora in fase teorica: essendo una legge delega, la 42/09 fissa solo i parametri generali, che poi verranno combinati tra loro (dando un peso a ciascuno di essi) dal Governo in sede di stesura dei conseguenti decreti legislativi (da sottoporre poi all'ultimo vaglio parlamentare). Quindi è molto presto per dare giudizi e occorrerà seguire la partita con molta attenzione nei prossimi mesi, perché di certo non sarà questo l'aspetto del federalismo che catalizzerà l'attenzione dei media generalisti. Ma un paio di cose saltano già all'occhio.

La prima è che la legge sembra trascurare le ferrovie al Sud: tra i parametri di valutazione di adeguatezza, prevede la "valutazione della rete viaria con particolare riferimento a quella del Mezzogiorno". Formula vaga quanto basta in una legge delega, che a me pare di poter interpretare così: se c'è una differenza infrastrutturale tra Nord e Sud, si cercherà di colmarla soprattutto costruendo strade, non ferrovie, porti e aeroporti.

La seconda è una constatazione: per fare qualsiasi valutazione di adeguatezza, occorre capire qual è la situazione da cui si parte e come potrebbe evolversi. Insomma, serve il Catasto delle strade, previsto dal Codice della strada e finora attuato a spizzichi e bocconi. Che il federalismo sia l'occasione giusta?