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La Basentana, il deserto lucano e i guard-rail che non tengono

La superstrada Basentana è l’arteria principale della Basilicata, ma è sempre stata un deserto: poco traffico, pochissime aree di servizio, paesi che si vedono solo in lontananza su molti e colline attorno. Così da sempre c’è gente che per andare dall’Alto Jonio a Roma la evita per paura di restare senza assistenza e preferisce le autostrade A14 e A16: non importa che si allunghi il percorso e si paghi il pedaggio. Con queste premesse, era logico che tutto questo riemergesse nelle polemiche dell’altro giorno sulla morte di due ragazzi lucani finiti nella scarpata adiacente alla carreggiata la notte prima, presso Ferrandina (Matera): si sono accorti di loro solo la mattina dopo, per cui potrebbero essere morti per mancanza di soccorsi. Ma secondo me il vero scandalo è ancora una volta il guard-rail.

Le immagini televisive hanno mostrato che la barriera c’era come doveroso, ma era una di quelle "doppia onda", progettate quarant’anni fa assieme alla strada. A parte che da allora la tecnologia ha fatto passi da gigante, quei guard-rail sono nati per assorbire gli urti di Fiat 600 che pesavano poco più di mezza tonnellata e, per quanto lanciate, difficilmente superavano gli 80 all’ora. Oggi anche un’utilitaria tre le più piccole pesa il doppio e su una superstrada di quelle può tenere senza fatica almeno i 120 (sarebbe vietato perché è una statale ordinaria e quindi il limite è di 90, ma fatevi un giretto nel deserto di un giorno qualsiasi e poi mi dite a quanto si va realmente lì). Immaginate un po’ che cosa succede quando a uscire di strada è un mezzo pesante.

  • giustina |

    Spett. Dott. Caprino, chiedo un’altra volta ospitalità nel suo interessante blog, ho letto con attenzione il suo curriculum e mi sono fatta un idea della sua preparazione su quanto tratta, noi invece lacerati dal dolore e ubriacati la mente da tanti avv. senza scrupoli siamo rimasti di pietra di fronte alla tragedia che ci ha colpiti. Il nostro ragazzo morto sulla basentana con un suo amico la notte dell’8 gennaio io dico per mancanza di soccorsi e per i guar-rail che non hanno tenuto, lo dico da profano gent.le dott. mi correga, mentre la polizia liquida la cosa per colpo di sonno. sono avvilita, arrabiata, ho bisogno di un deserto per gridare il mio dolore, vorrei lacerare con le mie unghia quelle maledette carte, vorrei gridare ai ns. politici quanto sia grande il mio dolore di mamma, e che loro non debbano mai provarlo. L’ammodernamento di quella strada quando avverrà? ieri c’è stata un’altra vittima, ormai non si contano più i morti, le royality del petrolio dove finiscono? La ns. acqua venduta e svenduta, il darfour è qui dott. Caprino, noi viviamo di agricoltura abbandonati a noi stessi, il ns. ragazzo era la ns. continuità in questa terrà che non ci ama e ci protegge, noi siamo stati fautori del suo destino quando lui voleva andarsene al nord, l’abbiamo fatto desistere rendendogli la vita meno complicata di quanto appariva. Ora poco importa tutto, ma non posso accettare che mio figlio con un suo amico parta da Policoro nelle sue piene facoltà per incontrare una ragazza e si dica che ha avuto un colpo di sonno per chiudere tutto. Io senz’altro invecchierò con questo dolore che mi spacca il cuore a metà, ma mi auguro di vedere quella strada con i gurd-rail messi a norma non con i soldi di Roma ma con i soldi che vengono sottratti ai lucani che mi creda io ho avutto modo di apprezzare per 30 anni, essendo io nata in prov. di taranto quindi pugliese, una terra maltrattata e dimenticata come le sue strade. Mi auguro ancora una volta di essere ospitata nel suo blog, e la ringrazio per il tempo che mi vorrà dedicare. Giustina Sansolino-Falciglia
    [risponde Maurizio Caprino] Carissima signora, la ospito sempre volentieri. Ritengo sia mio dovere fornirle un’analisi obiettiva della questione, non solo per il mestiere che svolgo ma anche perché – ne sono sicuro – col tempo la aiuterà a inquadrare l’acaduto nel modo più corretto, dando un minimo sollievo al suo dolore. Dunque, le posso dire che certamente suo figlio non sarebbe stato più protetto se si fosse trasferito al Nord: i guard-rail sono trascurati anche lì. L’unico problema “tipico” di cui soffre la Basilicata (assieme a Sardegna e, in larga parte, Umbria e Molise) è il fatto di non avere autostrade (su queste arterie lo standard del guard-rail è diventato migliore negli ultimi anni, anche se i dubbi non mi mancano e a volte ne ho scritto). Il problema è nazionale e sta nel fatto che, a quasi vent’anni dall’adozione di una norma di omologazione non si è ancora deciso di renderla obbligatoria anche per le strade già esistenti o per quelle più importante: si preferisce aspettare che sia lo scorrere dei decenni a portare all’adeguamento. In questo quadro, l’unica possibilità che abbiamo è ricordare il problema ogni volta che si può. Perlomeno, io così faccio quando ho notizia di un incidente che non mi convince. Personalmente, mi piacerebbe se le associazioni delle famiglie di vittime della strada denunciassrro di più questo particolare problema, anche per il maggior accesso che hanno alle trasmissioni televisive.

  • giustina |

    Egregio dott. Caprino sono la mamma di un ragazzo morto sulla basentana la notte dell’8 gennaio, dal luogo dell’incidente ho portato via un pezzo di guardrail arrugginito, con un paletto che appena appena era piantato nella terra, tanto che le pioggie lo avevano smosso come tutti gli altri e si prestavano al gioco rotatorio delle mani.Sono certa che se il guardreai avessero tenuto la macchina sarebbe scivolata di lato,e se fossero stati continui, a un certo punto quando la macchina ha impattato con gli alberi dico 3, non c’era protezione, ma paletti di almeno 35 anni. Dottore mio figlio non me lo restituirà nessuno, ma i ns politici potrebbero rubare di meno e dare gli appalti a geente seria? Adesso hannno ripristinato i guardrail e li hanno fatti continui, ma hanno bisogno di giovani morti per mettere a norma la maledetta basentana? La gentile ing. preposta dall’Anas l’ha mai percorsa? Ha figli lei o chi prende i lavori sulla basentana? Grazie dott. Caprino se mi dà ospitalità nel suo blog, grazie ancora. sig.ra Sansolino-falciglia
    [risponde Maurizio Caprino] Certo che la ospito: ho sollevato io per primo il problema, senza bisogno di essere invitato a farlo, perché bastava un minimo di esperienza e la visione del tg per capire che quel guard-rail è inadeguato. Credo che questo sia stato l’unico modo possibile per starle vicino in questo momento. Le preciso solo che molto probabilmente nel suo caso non è un problema di appalti, perché a prima vista quel guard-rail era a norma quando è stata costruita la Basentana e non ci sono elementi per ritenere che sia stato fissato male (come invece accadito per qualche barriera più recente). Semplicemente, era ed è inadeguato al traffico di oggi e, mancando i soldi per cambiarli tutti, non si fa una legge che renda obbligatorio un adeguamento. Ci sono pochi soldi anche per le manutenzioni ordinarie: come ha denunciato Finco-Confindustria, le risorse si riservano in buona parte per le nuove opere, quelle che tutti vedono. Certo, poi parte dei soldi si è persa in appalti gonfiati, mentre poteva essere usata per comprare qualche barriera buona in più. Ma non c’è un legame diretto tra le due cose.

  • mario |

    avendo origini lucane e casa a 20 km da potenza, conosco bene il primo tratto della basentana e mi permetto di sottolineare: lì sembra proprio una autostrada (migliore addirittura della vecchia na-sa-rc) con due carreggiate, e ci sono anche piazzola per la sosta di emergenza spesso occupate da pattuglie della municipale dei vari paesini che fronteggiano il percorso: la multa mi è arrivata infatti da un comune, che ha anche diligentemente segnalato alla motorizzazione, ed ho ricevuto anche la comunicazione della decurtazione dei punti (nonchè quella dei due bonus per verginità maturati)
    [risponde Maurizio Caprino] Ma stavamo parlando dei tratti con limite a 70, che spesso è giustificato dalla presenza di svincoli praticamente senza corsia di accelerazione o di curve impegnative prive di corsia di emergenza. In questi punti, di fatto, la velocità è rilevabile solo con un Provida in movimento (o con un Tutor, se ci fosse anche sulla rete Anas).

  • mario |

    grazie della cortese risposta, e mi sia consentita una puntualizzazione in merito alla basentana: sulle curve del tratto potentino il limite è abbassato a 70 (oops, meno male che non mi hanno beccato lì)
    [risponde Maurizio Caprino] Ma essere beccati lì è molto difficile: con una sede stradale così stretta e accidentata è di fatto impossibile appostarsi.

  • mario |

    sulla basentana ho preso una bella multa con “cattura” di cinque punti, ben meritata perchè andavo a 105 invece di 90.
    guard rail a parte, non sarebbe il caso che su una strada come quella il limite fosse 110 invece che 90, spesso tra l’altro ridfotto a 70?
    [risponde Maurizio Caprino] Dal punto di vista del Codice, mancano del tutto i requisiti: niente complanari, niente corsie di accelerazione e, sul tratto materano (l’unico che non ha curve tali da sconsigliare i 110), niente spartitraffico. Dal punto di vista più strettamente pratico, i 110 sono pericolosi perché la strada è piena di accessi diretti dalla campagna, per cui ci si può trovare improvvisamente davanti a un trattore che va a 10 all’ora. Certo, la lentezza non è piacevole se non c’è traffico, ma proprio la “solitudine” fa brutti scherzi quando sbuca inaspettatamente qualcuno, soprattutto se è un guidatore che considera la superstrada come il cortile di casa sua e – esempio visto con i miei occhi – vi s’immette a retromarcia.

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