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Sulla Cisa i corsi per motociclisti del sabato pomeriggio

Nella rassegna sugli incidenti motociclistici della settimana Download tom_monitoraggio_settimanale_incidenti_motociclisti_1117_ott.pdf  spicca quello avvenuto a Lavagna (Genova), dove un’ambulanza che aveva appena svoltato a sinistra a bassa velocità si è inspiegabilmente trovata addosso una Vespa. A dimostrazione che quando si guida bisogna tener conto anche dei pericoli imprevedibili. Se lo si facesse, le statistiche sui morti in moto e nei centri urbani sarebbero meno disastrose di quelle che potete leggere nello stesso file (che contiene anche le notizie uscite il 13 ottobre, in occasione della seconda Giornata europea della sicurezza stradale). Infine, una notizia originale: un gruppo di motociclisti che frequenta la bellissima statale della Cisa si è stufato degli "smanettoni" che provocano le stragi del sabato pomeriggio in mezzo ai tornanti e sta avviando corsi di guida sicura ma sportiva. Non mi è chiaro come si possa riuscire a conciliare le due cose, tanto più su una strada aperta al traffico, ma un’iniziativa ci voleva contro chi il sabato pomeriggio trasforma le strade di montagna in tracciati da prova speciale di rally.

  • Paolo |

    Buongiorno.
    Da giovane ero anche io un motociclista e mi divertivo molto a scorrazzare per le strade collinari della provincia di Grosseto, bellissime e quasi deserte. So bene che la guida sportiva di una moto su certe strade ha un gran fascino, ma è semplicemente troppo pericolosa. Bisogna guidare con un considerevole margine di sicurezza per uscirne vivi, e questo significa andare piano. Purtroppo molti non lo capiscono, e le conseguenze si vedono.
    A parte il fatto che è sempre possibile scivolare (ogni tanto scivola anche Valentino Rossi, quindi può succedere a tutti), con conseguenze drammatiche vista l’assenza di spazi di fuga, non si sa mai cosa si può trovare dietro una curva. Circa un anno fa percorrevo la strada del passo dei Mandrioli con la mia vecchia escort TD, e dietro una curva cieca ho trovato un camion con rimorchio fermo al centro della mia corsia. Ero in salita, andavo piano e mi sono fermato senza problemi, ma alla velocità consentita da una moto sportiva guidata al limite mi sarei schiantato contro il camion. Certo, il camion non avrebbe dovuto fermarsi in quella posizione, salvo che per un guasto (e in questo caso il conducente avrebbe dovuto piazzare immediatamente il triangolo, che invece non c’era), ma queste considerazioni non servono a chi è morto o gravemente ferito.
    Io penso che l’unica soluzione per la guida sportiva in moto sia quella di andare in pista. Su strada è troppo pericoloso, indipendentemente dai corsi. Personalmente non ho mai guidato in pista, ma so che è possibile. Semmai il problema è il fatto che le piste sono poche rispetto alla domanda di turni di guida, quindi risulta inutile cercare di convincere gli smanettoni a usarle perché non troverebbero posto. Però se ne potrebbero costruire altre, creando così anche posti di lavoro (una pista ha bisogno di personale per funzionare in sicurezza, non è un semplice nastro di asfalto).
    Un saluto.

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