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Non abbiate paura. Del semaforo col controllo automatico

I più credenti mi scusino se prendo a prestito una frase di Giovanni Paolo II, ma ci voleva: dopo anni in cui si è fatto allarmismo sui sistemi di controllo delle infrazioni ai semafori e io ho cercato di spiegare che ora sono abbastanza garantisti, voglio ribadire il concetto. Perché nei giorni scorsi un consigliere regionale pugliese ha denunciato che un’ambulanza è rimasta bloccata nel traffico di Lecce. Motivo: avevano appena attivato i controlli automatici e tutti temevano che, avanzando per lasciare il passo all’ambulanza, sarebbero stati multati. E invece non succede proprio nulla o comunque se scatta la multa è spesso possibile rimediare.

Dovete tenere presente che anche gli apparecchi meno "garantisti" scattano due foto e nella seconda si deve vedere il veicolo arrivato all’incirca al centro dell’incrocio. Se voi oltrepassate la striscia per i pochi metri necessari a fare spazio all’ambulanza, state pure tranquilli che nella seconda foto non apparirete ancora al centro della foto e quindi non vi spediranno alcun verbale. Se anche sbagliassero, potreste chiedere di vedere le foto e l’inghippo salterebbe fuori. Idem se avanzate anche di più e lo fate piano: al centro dell’incrocio non  arriverete in tempo utile per la seconda foto. Nei casi più fortunati, quest’ultima mostra anche l’ambulanza. Negli altri casi, potete cercare di discolparvi chiedendo di vedere i fotogrammi eventualmente scattati dopo i vostri: l’ambulanza potrebbe apparire qui. Certo, a volte non accade nemmeno quello e allora l’unica speranza sta nell’essersi annotati la targa dell’ambulanza: ciò consente di chiedere a chi la utilizza una testimonianza.

Nei casi più fortunati, ci sono gli apparecchi che non solo fanno le foto, ma filmano anche. Come il tanto vituperato T-Red al centro dello scandalo degli appalti truccati. Quello che non si può truccare sono i filmati e questo è una garanzia, oltre che una speranza che nella sequenza compaia anche l’ambulanza.

Tutto questo comunque presuppone che siate tra i pochi italiani che passano col giallo solo quando è impossibile fermarsi. Se siete tra tutti gli altri, che sfruttano il giallo all’ultimo millesimo di secondo, è chiaro che rischiate di incappare in uno di quei semafori dove il tempo di durata del giallo è stato limato. Ma in un caso del genere avreste comunque commesso un’infrazione…

  • Giulio Merlo |

    Non mi pare che la legge autorizzi un automobilista fermo al semaforo a oltrepassare la linea bianca se sopraggiunge un’ambulanza. Le automobili non sono in stato di “emergenza” come gli autoveicoli di servizio: POLIZIA, VIGILI DEL FUOCO e AMBULANZE. I conducenti degli altri veicoli, al sopraggiungere di un veicolo in stato di emergenza dovrebbero: dare ad esso la precedenza agli incroci, accostare il più possibile al margine destro della strada per permetterne il passaggio ma, non sono mai autorizzati a commettere infrazioni alla circolazione per facilitarne il transito. Non possono attraversare incroci “in tutta fretta” o “corrergli davanti” in stradine strette. L’emergenza altrui non cambia le regole per te!
    [risponde Maurizio Caprino] Certo, il Codice della strada non ne parla, ma vale il principio generale dello stato di necessità come esimente, posto dalla legge 689/81, articolo 4, per tutte le violazioni amministrative, nelle quali sono comprese quelle stradali.

  • alexmrg |

    Questa volta devo dissentire fortemente.
    Se avete ben letto oltre le parole, Caprino pone due postulati (sia pure con la condizionale dell’ipoteteticità, anche se il solo ipotizzarle implica necessariamente una qualche aspettativa di realizzazione e dunque un certo grado di veridicità):
    – un’Amministrazione può accusarvi di un reato senza l’esame delle prove documentali (se veramente gli “addetti” esaminassero le sequenze, neppure dovrebbero dare esecutività al verbale di accertamento, vista la situazione);
    – un’Amministrazione può accusarvi di un reato imponendo a voi l’onere di dimostrare la vostra innocenza (rammento che negli ordinamenti giuridici di tutti i Paesi, eccetto disperate situazioni totalitarie, l’onere di prova è a carico dell’accusante).
    Se poi collegate questo post al successivo, come ben sapete, possiamo ottenere il terzo postulato del codice della strada:
    – qualunque reato abbiate commesso è sufficiente pagare una sanzione supplementare (salva-punti sì, ma pure eliminazione della responsabilità personale, ché ormai i reati li commettono solo più soggetti di cui non è possibile l’identificazione oppure i meno abbienti) per evitare qualunque azione di perseguimento: e qui veramente siamo alla mercificazione della giustizia (oppure ai privilegi feudali…vedete voi).
    Dunque Caprino ci dice, in realtà, che sulla strada può essere sospeso lo stato di diritto! ed in definitiva che tale situazione non è poi così remota come potrebbe a prima vista sembrare!
    Dunque non dovrei avere paura? Ne ho invece, e molta, perché con tali principi nemmeno più la santità sarà veicolo di salvezza (passatemi la citazione in sintonia con il post). Da incallito dissidente mi sento dunque in dovere di raccomandare a tutti di restituire alle Amministrazioni lo stesso atteggiamento che queste applicano a voi (e se possibile anche peggio), poiché correttezza, equilibrio e ragionevolezza con tali Enti altro non sono che “margaritas ante porcos”.
    Se lo sfogo vi sembra eccessivo, provate voi a trovarvi in una qualche situazione kafkiana da pubblica amministrazione: poi mi direte…
    [risponde Maurizio Caprino] Non sarei così pessimista. Anche a me è capitato di dover pagare una multa per un’infrazione che avrei commesso a Roma mentre dormivo placidamente a Milano e la mia auto era parcheggiata nell’autosilo dell’aeroporto di Bari, ma è stato perchè non c’era alcun controllo automatico e così tutto dipendeva dall’occhio del vigile. In linea generale, il controllo automatico dà una certa garanzia perché documenta l’accaduto, anche se ovviamente rispetto all’occhio del vigile non ha la flessibilità necessaria per annullare da solo accertamenti infondati. Ma proprio l’esistenza di un’immagine registrata può portare a dimostrare che l’accertamento è infondato, anche se ciò avviene per impulso del cittadino e invece – sono d’accordo – i vigili dovrebbero adoperarsi di più per annullare d’ufficio le immagini controverse (quando gli assessori pretendono di far loro firmare migliaia di verbali al giorno ciò è impossibile). Nel caso dei semafori, il vero problema mi sembra il fatto che siano omologati anche apparecchi che fanno solo foto e non anche filmati: io sostengo la necessità del filmato da una decina d’anni, quando non c’erano modelli con telecamera, e quindi ora che ci sono farei impiegare solo quelli. Temo però che si continuino a usare anche le fotocamere perché è così anche nel resto dell’Europa. E comunque le fotocamere sono meno efficaci anche dal punto di vista sanzionatorio: se vi accodate a uno che passa col rosso, non venite fotografati perché l’apparecchio sta ancora aspettando che il primo trasgressore arrivi al centro dell’incrocio, per fargli la seconda foto obbligatoria per legge. Insomma, mi pare ci sia anche del garantismo in queste macchine “infernali”.

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