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La Panda per la mamma ha l’Isofix. Che scoperta!

Meritoriamente la scorsa settimana la Fiat e i suoi concessionari hanno fatto una campagna per sensibilizzare i genitori sull’importanza di far viaggiare i loro bimbi solo se correttamente allacciati a un adeguato seggiolino (vi ho già scritto una decina di volte che la stragrande maggioranza se ne frega e nonostante questo non si sente criminale). Peccato però che l’iniziativa sia stata anche l’occasione per lanciare una nuova versione della Panda dedicata alle mamme. E che cosa si scopre con questa versione: che, tra gli accessori utili e pratici per i genitori, include anche gli attacchi Isofix. Cioè quattro semplicissimi anelli di metallo che servono ad agganciare in modo davvero sicuro i seggiolini davvero sicuri, che in Italia non compra quasi nessuno. Anelli che ormai le altre marche offrono di serie anche sulle utilitarie. La Fiat ha atteso invece una versione speciale per adottarli anche sulla Panda. Non sara anche per queste sviste del loro costruttore nazionale che gli italiani non badano ai seggiolini?

  • Elisabetta Fabiani |

    sono una nonna di un bambino meraviglioso di un anno e mezzo ..che è vivo solo grazie a questi particolari seggiolini. con la mamma ha avuto un incidente tremendo e lui piccolino è salvo solo perché aveva quel seggiolino

  • Corrado |

    Leggo con terrore che la Panda gpl che sto per acquistare, sempre che riesca ad avere un minimo di informazioni sulle condizioni di finanziamento, potrebbe NON avere gli attacchi Isofix? Ho deciso di comprarla perché ci sono le agevolazioni e soprattutto perché ero certo fosse dotata di questi attacchi.
    Ho girato tutta la rete, compreso il sito del costruttore, per avere una risposta definitiva sulla questione ma nenche il concessionario, interrogato più volte, ha saputo fornirmi un’informazione certa. Approfitto di questo spazio per riproporre questo quesito: la Panda 1200 Dynamic GPL che sto per comprare è dotata degli attacchi isofix a tre punti? dove posso trovare infomazioni in merito? Grazie.
    [risponde Maurizio Caprino] Informazioni certe non può darne nessuno: gli attacchi Isofix, essendo semplici anelli metallici imbullonati su una parte della scocca non visibile, sono tra le dotazioni su cui i costruttori più facilmente possono giocare per risparmiare sui costi di produzione (lo chiamano “decontenting”). Quindi, se anche voi prendete un esemplare in esposizione dal concessionario e infilate la mano tra la seduta e lo schienale posteriore sentendo che gli anelli ci sono, non è detto che l’Isofix lo troverete pure sulla vettura uguale che ordinate e vi arriverà tra un paio di mesi. Per esempio, a me in famiglia è capitato il caso di una Ford Focus, che secondo tutti i depliant e le schede tecniche doveva averli, ma ho constatato che non c’erano.
    L’unico modo in cui l’acquirente può difendersi è questo: far aggiungere a mano sul contratto che la presenza degli attacchi Isofix è un elemento essenziale per la scelta della vettura, in modo che se poi dovesse arrivare senza gli attacchi si avrebbe il diritto di rifiutarla e farsi restituire i soldi. Verificare se gli anelli ci sono, vi ripeto, è semplice: basta infilare la mano tra seduta e schienale e farla scorrere a destra e a sinistra finché non si avverte la presenza di un semianello in posizione orizzontale.

  • marco |

    sbaglio o tutte le automobili (sicuramente fiat) immatricolate dal 2008 hanno di serie gli attacchi isofix? la fiat ha presentato la panda mummy con gli attacchi isofix ma gli stessi attacchi sono presenti, di serie, anche sulle altre versioni e sul resto della gamma!
    [risponde Maurizio Caprino] No, purtroppo non mi risulta ancora che ci sia un obbligo in vigore. E poi anche l’Isofix, a dispetto del nome, non è uguale per tutti: per esempio, io i seggiolini di mia figlia non riesco a montarli sull’Alfa 159. Bisogna guardare la lista di compatibilità nelle istruzioni del seggiolino (quelle per fortuna si trovano sul sito del produttore di seggiolini) e – meglio ancora – fare un controllo incrociato con le istruzioni dell’auto (quelle no, misteriosamente potete averle in mano solo dopo che l’avete comprata, cioè quanto è troppo tardi, ma per rimediare potete far mettere per iscritto sul contratto che condizione necessaria ed essenziale che ha determinato l’acquisto è la compatibilità con un dato seggiolino, così il concessionario sarà obbligato a riprendersi l’auto e ridarvi i soldi in caso di incompatibilità e – come per miracolo – vi farà fare tutte le prove e verifiche che volete).

  • no name, please |

    Ancora più imbarazzante è stata la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa. Dove il product manager della primaria azienda di seggiolini, cosponsor dell’iniziativa, – diciamolo, la titolatissima Chicco – invitato a parlare dell’Isofix e della sua non sempre piena compatibilità tra modelli di auto e seggiolini, si è prodotto in uno sproloquio sul fatto che i prodotti Isofix (Aisofix per lui) sono la “Ferrari del mercato”, molto costosi, e perciò rappresentano una quota minima del venduto, anche perché molte case forniscono questi agganci solo come optional a pagamento.
    Prima attonito silenzio nell’uditorio, poi bagarre di giornalisti che chiedevano una “democratizzazione della sicurezza per i bambini”.
    Questo è lo stato dell’arte sull’argomento nel nostro disgraziato paese.
    PS Per chi non sapesse: i seggiolini Isofix si agganciano a staffe che li rendono solidali con la struttura dell’auto. Quindi, mancando di cinture, ganci, gancini e regolatori, a rigore di logica dovrebbero costare MENO di quelli convenzionali. Ed è proprio in quest’ottica, oltre che ovviamente della sicurezza, che lo standard è stato sviluppato in sede internazionale.
    [risponde Maurizio Caprino] E infatti questo è uno dei motivi per i quali non vado alle conferenze stampa nemmeno quelle pochissime volte in cui il tempo e la logistica me lo consentirebbero: il manager di turno ne spara a ripetizione, mente sapendo di mentire. Come si fa a definire l’Isofix la “Ferrari del mercato” se ormai in tutta Europa si trova tranquillamente? Solo in Italia non è così e, se il costruttore nazionale non si degna nemmeno di mettere quattro stupidi semianelli imbullonati alla carrozzeria (taciamo poi della posizione in cui si trovano quando ci sono, vedi Alfa 159), non cambierà mai.

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