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L’incidente di Aprilia: fuggire è inutile, vi prendono lo stesso

Non c’è molto da dire sull’incidente che stamattina ad Aprilia (Latina) è costato la vita a una ragazza al quinto mese di gravidanza, travolta da un guidatore sotto l’effetto della cocaina: potete leggere tanti post di questa stessa sezione del blog. Ma una cosa va sottolineata: ancora una volta il colpevole è fuggito, ma è stato preso. E in poco tempo. A dimostrazione che fuggire non paga. E’ importante farlo sapere in giro, altrimenti l’aver inasprito le pene per l’omissione di soccorso più volte negli ultimi anni non avrà il suo giusto effetto deterrente. Peccato. Questo non è come tanti altri inasprimenti che non spaventano, a causa della scarsità dei controlli: qui chi sgarra difficilmente la fa franca.

  • Paolo |

    Buongiorno.
    Qui il Dott. Caprino tocca un punto molto importante, la comunicazione di messaggi utili ai fini della sicurezza stradale. Parlando in generale, quindi senza riferimento al caso specifico dell’omissione di soccorso, sono convinto del fatto che fra i conducenti che adottano comportamenti pericolosi ci sia un piccolo numero di autentici criminali (ai quali andrebbe impedito di guidare) mentre la stragrande maggioranza è costituita da persone che guidano in modo pericoloso per ignoranza, nel senso letterale del termine. Costoro semplicemente ignorano le possibili conseguenze del loro comportamento, e sono quindi i destinatari ideali di campagne informative mirate. Un requisito essenziale è che i messaggi contengano immagini drammatiche di incidenti reali, e che sia chiara la connessione fra causa ed effetto. Insomma, ci vogliono spot del tipo: Tizio aveva 20 anni, ha passato una serata con gli amici e si è messo al volante nonostante avesse bevuto. E’ morto in questo incidente (e qui si devono vedere immagini dettagliate, perché non si può capire cosa è un incidente stradale se non lo si vede bene).
    In questi giorni tutti hanno visto le immagini dell’incidente di Cessalto. Drammatiche si, ma inutili, perché l’incidente non sembra causato da comportamenti errati alla guida. Il cambio di traiettoria dell’autoarticolato che salta la corsia è così repentino da far pensare che sia dovuto ad un guasto meccanico, e i conducenti dei veicoli sulla corsia opposta non potevano fare nulla per salvarsi. Forse queste immagini sono state mostrate solo perché… sono gratis. Le campagne informative mirate invece costano, ed è per questo che non si fanno.
    Un saluto.
    [risponde Maurizio Caprino] Sarcosanto. Dirò di più: le immagini di Cessalto rischiano di diventare puro spettacolo, quasi un videogame, perché si vede solo la carambola, senza airbag che scoppiano, botti di lamiere, gente che grida, sangue e tutto il resto. Esattamente come le immagini della Guerra del Golfo in cui si vedeva solo il missile andare a bersaglio e i traccianti verdi nel cielo notturno: il massimo che potesse intuirsi delle conseguenze vere degli attacchi erano pochi pennacchi di fumo visti da lontano.
    Peraltro, nel caso di Cessalto, a prima vista il filmato è anche diseducativo: dà l’impressione che, di fronte a eventi così sfortunati come un camion che ti salta la carreggiata, non ci sia proprio nulla da fare per chi capita sotto. E invece no: a parte il guard-rail tanto fuori norma che avrebbe potuto tranquillamente non esserci, bisogna vedere anche la seconda delle due auto che si sono incastrate sotto il tir e notare che non manteneva alcuna distanza di sicurezza da quella che la precedeva (e che poi, quella sì, non avrebbe comunque avuto scampo). Se si fosse mantenuto più lontano, il conducente avrebbe potuto fare una frenata più lunga o tentare una sterzata, per cui l’urto avrebbe potuto avere per lui conseguenze non letali. Ma queste cose bisogna spiegarle, non limitarsi a far vedere il filmato.

  • Stefano Crimì |

    Siamo sicuri che l’investitore sia scappato? Dall’articolo che ho letto su “La Repubblica” (http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/cronaca/incinta-uccisa-pirata/incinta-uccisa-pirata/incinta-uccisa-pirata.html) pare invece che si sia fermato a prestare soccorso…
    [risponde Maurizio Caprino] Giusto, anche se pare più che altro che l’investitore si sia fermato perché impossibilitato a proseguire dopo l’urto che aveva danneggiato anche la sua auto e quindi pare sia stato trovato a vagare per la scena dell’incidente. Chiedo scusa per l’errore, che è la dimostrazione pratica di quanto avevo scritto proprio ieri sulle bufale che scriviamo noi giornalisti che dobbiamo primariamente riempire pagine.
    Confermo tuttavia che i pirati della strada vengono presi spesso.
    Per farmi “perdonare” (ma questi sono errori del tutto imperdonabili), aggiungo una considerazione “di servizio” sull’incidente di Aprilia, partendo dalla considerazione che la vittima era incinta. Non voglio assolutamente ipotizzare che non allacciasse le cinture, sia chiaro. Ma il particolare della gravidanza in corso mi ha fatto ricordare che ho visto molte donne che credono di essere autorizzate a guidare senza cinture per il solo fatto di essere incinte. E invece sia il Codice della strada sia il buonsenso richiedono che per non allacciarsi ci debba essere un problema medico (attestato da un certificato, richiede il Codice) tale da rendere incompatibile la cintura col proseguimento della gravidanza. Se non ci sono problemi, anche le future mamme devono allacciarsi e solo così avranno fatto abbastanza per proteggere il feto. L’obbligo vale come per tutti, quindi sia che viaggino davanti sia che viaggino dietro. L’unica differenza (il Codice non ne parla, i manuali informativi sì) sta nel modo di allacciarsi: il nastro non deve stare sul pancione, ma passarvi aldisopra e aldisotto.

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