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L’etilometro perdona. Eccome se perdona

Un’ulteriore risposta a chi pensa che gli etilometri possano punire anche chi in realtà è sobrio: i risultati delle prime due settimane di applicazione del pacchetto-sicurezza (Dl 92/08) dicono che è risultato positivo al test 939 conducenti, su 10.942 controllati, meno del 10%. Una quota molto ridotta, se pensiamo che i controlli sono stati eseguiti nei luoghi e negli orari più a rischio, selezionando "ad occhio" chi appariva potenzialmente ebbro.

Senza contare che i controlli – pur aumentati di molto – non sono certo a tappeto: la loro laboriosità è tale che persino la Stradale di Rimini (notoriamente ben attrezzata ed addestrata per queste cose) in un weekend non è riuscita a farli su più di 119 persone. Quante ne passano in pochi minuti su una strada mediamente trafficata.

Certo, quella del 10% di positivi al test è solo una media: a Rimini, nel penultimo weekend di giugno, si è arrivati al 20%. Ma, appunto, quella è notoriamente una zona ad alto rischio.

Mi sembra quindi più probabile che ci siano persone ebbre che sono state "graziate". Anche perché gli etilometri sono merce rara e quindi un conducente sospetto (magari perché già risultato positivo ai test coi precursori) può essere portato in caserma o in ospedale perdendo molto tempo. Così – in attesa di arrivare davanti a un etilometro o al prelievo del sangue (le due uniche cose per per legge fanno fede per poter sanzionare) – il tasso alcolemico può rientrare nella norma o comunque abbassarsi verso soglie con sanzioni minori.