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Pochi controlli, tutto il mondo è paese. Almeno così sembra…

Dal punto di vista della sicurezza stradale, il Belgio è un Paese più "facile" dell’Italia: più piccolo, meglio controllabile e con maggior senso civico. Eppure, leggendo il resoconto del convegno Etsc sull’alcol alla guida tenutosi il 2 giugno nel Parlamento di Bruxelles, sembra come se si fosse parlato dell’Italia: si è detto che occorre fare più controlli e arrivare ad avere statistiche più affidabili. Cose analoghe erano state dette anche a Parigi e Londra, sempre nei convegni organizzati dall’Etsc (l’organismo che fa da "consulente" alla Ue sulla sicurezza stradale) per inquadrare la situazione nei singoli Paesi e ve ne ho sempre riferito in questa sezione del blog. Allora in Italia non stiamo così male come pensiamo?

Per quanto riguarda il Belgio, è emerso che oggi, rispetto al 2001, si risparmiano circa 300 vite umane all’anno, ma che questa diminuzione equivale al 28%, insufficiente a raggiungere quel 50% fissato come obiettivo dalla Ue per i suoi Stati membri entro il 2010. E’ stato aggiunto che buona parte del miglioramento è dovuta al fatto che si beve di meno (o quantomeno il numero dei positivi ai test è sceso dal 3,3% del 2003 al 2,1% del 2005, ma bisogna anche vedere come si scelgono i guidatori da controllare), ma è stato anche ammesso che non ci sono statistiche affidabili sul numero degli incidenti ricollegabili all’alcol perché solo per il 45% di quelli mortali vengono eseguiti gli appositi test. Un dato molto migliore del 25% registrato ancora nel 2004, ma piuttosto deludente visto anche dall’Italia (dove non esistono cifre, ma a sensazione credo si faccia abbastanza di più). A proposito di controlli, i belgi hanno ammesso anche di farne di più in occasione di apposite campagne, per cui va migliorata la vigilanza ordinaria. Per questo, stanno pensando a un sistema alternativo: una legge che renda obbligatorio montare sui veicoli un dispositivo che ne impedisca l’avviamento se il conducente ha bevuto più del consentito (sarà interessante vedere se ce la faranno, visto che i dispositivi obbligatori dei veicoli vanno individuati in sede di direttive Ue e non di norme nazionali).

Ma allora tutto il mondo è paese e l’Italia non sta così male come sembra? Non saprei proprio e comunque noi abbiamo aggravanti tutte nostre come gli etilometri fermi per mesi in attesa di essere sottoposti alle verifiche obbligatorie per legge da un solo ufficio che ha in forza solo tre persone. Ma effettivamente ho sentito indiscrezioni secondo cui agli incontri internazionali tra autorità dei Paesi Ue emerge che molti Stati non dispongono di statistiche affidabili, per cui magari anche chi dice di fare molti più controlli di noi in realtà non sta molto meglio. Quindi, l’unica cosa certa è l’incertezza.