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L’incidente del Tonale e i limiti per i neopatentati

Un sorpasso azzardato, forse. Così le cronache archiviano l’ennesimo caso di ragazzi morti su strada di notte, quello dei tre giovani in Volkswagen Polo che si sono schiantati contro un’Alfa 166 sulla statale del Tonale, nel Bresciano. Ma questo incidente fa riflettere sui nuovi limiti di potenza delle vetture guidabili dai neopatentati, che dal 1° luglio – in nome della sicurezza – faranno spendere migliaia di euro a molte famiglie. Inutilmente, temo.

Non è stato precisato se il sorpasso azzardato lo stesse facendo l’auto dei ragazzi o l’altra coinvolta nello scontro. Ma i nuovi limiti per neopatentati non ne escono bene in ogni caso.

Se l’errore fosse stato del giovane alla guida della Polo, si potrebbe notare che probabilmente quell’auto rientrava nei futuri limiti (50 kiloWatt per ogni tonnellata di tara del veicolo). Limiti tanto restrittivi da permettere ai neopatentati di guidare auto con ripresa scarsa, che rende difficili i sorpassi. Un guidatore più esperto e meno aggressivo di un giovane, avendo un’auto così, probabilmente di mette l’anima in pace e rinuncia a sorpassare se non in casi particolari. Ma un ragazzo? Chi glielo toglie il gusto del sorpasso o della velocità raggiungibile solo superando chi gli sta davanti? Senza contare che la smania di sorpasso porta a viaggiare sempre incollati ai paraurti di chi precede, con conseguente rischio anche di tamponamento e non solo di incidente frontale.

Se avesse sbagliato il guidatore dell’Alfa, andrebbe rimarcato che la peggio è comunque andata a chi viaggiava sulla vettura più piccola e leggera. E’ un esito inevitabile, salvo rare eccezioni. Tanto che le stelle nei crash-test sono indicative solo di cosa succede in urti contro veicoli si pari massa rispetto a quello su cui si viaggia. Tutte cose ben note ai tecnici. Eppure, cos’hanno fatto Governo e Parlamento uscenti col decreto Bianchi? Hanno imposto limiti che di fatto per il primo anno di patente consentono di guidare quasi solo vetture piccole o molto grandi (quelle con motori decisamente sottodimensionati rispetto al peso e quindi che rendono rischiosi anche sorpassi che iniziano nella piena regolarità). Viene tagliata fuori buona parte delle auto medie, che – oltre a essere spesso "l’auto di papà", che poteva farlaguidare anche ai figli senza essere costretto a comprarne un’altra che rispetti i limiti – se sono nuove cominciano a offrire una protezione accettabile anche in caso di scontro con veicoli più pesanti. Era proprio questo ciò che volevamo fare per salvare i nostri figli?