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Mamma, il mio aereo ha sbagliato parcheggio

Divaghiamo, per una volta. Voglio raccontarvi un episodio divertente che mi è successo sabato mattina in aereo. Divertente ma istruttivo sul valore delle procedure, di cui abbiamo già parlato la settimana scorsa a proposito della tragedia del Lungotevere. Dunque, siamo atterrati a Bari dove, come spesso accade, non c’erano altri aerei in manovra sul piazzale e nei raccordi. Quindi dev’essere subentrata nei piloti una certa rilassatezza.

Sta di fatto che non hanno tenuto conto del segnale lampeggiante sul finger (il "braccio" che ci avrebbe consentito di sbarcare direttamente in aerostazione) cui avrebbero dovuto accostare, proseguendo diritti, verosimilmente con l’intenzione di accostare a uno dei finger successivi. Può essere stato per una loro distrazione. Oppure per un errore della torre di controllo nel comunicare via radio un numero di finger diverso da quello che era stato predisposto (tanto che su quello era stato attivato il segnale lampeggiante e su quello c’erano già pronte le squadre addette allo scarico bagagli e ai servizi di rampa in generale).

Sta di fatto che tutto si è risolto in comica: nonostante la possibilità di comunicare via radio con la torre di controllo, ci sono stati attimi di indecisione, in cui proprio gli addetti delle squadre pronti al finger giusto si sbracciavano per segnalare ai piloti l’errore. Esattamente come parcheggiatori abusivi (figure che in certe zone di Bari sono diventate pressoché istituzionali) che danno istruzioni ai loro "clienti".

Risate a parte, è chiaro che non sarebbe potuto accadere nulla: non c’erano altri aerei intorno. Quindi il rispetto delle procedure sarebbe potuto apparire ridicolo. Ma proviamo a pensare a una situazione in cui sul piazzale ci sono – sempre in piena rilassatezza perché all’aeroporto di Bari non è mai accaduto nulla – un altro aereo e magari un’autocisterna per rifornimento kerosene che non rispetta appieno un segnale di stop o la distanza di sicurezza. Insomma, il passo dalla comica alla tragedia può essere breve. Soprattutto perché nessuno può mai essere certo di escludere al cento per cento che ci siano elementi imprevisti che richiedono cautela. L’unica soluzione per essere ragionevolmente sicuri è il rispetto delle procedure, anche quando ci sembra ridicolo: in un attimo potremmo accorgerci di un pericolo, ma allora sarà troppo tardi.