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Traffico urbano/1 – La Francia introdurrà “zone dolci” in città. L’Italia…

Il traffico urbano è uno dei fronti su cui la Francia intensificherà la battaglia contro gli incidenti stradali: di recente, c’è stata polemica sulle difficoltà di far rispettare i limiti di velocità su viali e tangenziali di Parigi. Ma, oltre a rafforzare i controlli, si prevede di introdurre una sorta di Codice della strada urbano, con regole specifiche, come già fatto in Belgio. Il motivo è che in città c’è la più elevata promiscuità di veicoli: le stesse strade sono condivise da pedoni, ciclisti, automobilisti e autisti di veicoli più grandi. Ognuno ha percezioni diverse, dovute soprattutto alle condizioni in cui circola (per esempio, chi è a piedi o in moto sta all’aperto, quindi vede e sente molto meglio degli altri gli eventuali pericoli). Per risolvere il problema, si pensa di istituire “zone dolci”.

Sono aree in cui c’è particolare promiscuità e quindi s’impone a tutti di muoversi con particolare cautela, rispetto degli altri e delle regole (che dovrebbero peraltro essere inasprite). E’ stata insediata una commissione mista tra associazioni degli utenti della strada e organi statali, per definire tutto entro l’anno.
E in Italia? Temo che una soluzione del genere non possa nemmeno essere proposta: bisognerà prima trovare il sistema per indurci a rispettare le regole basilari, come il dare precedenza ai pedoni che attraversano sulle strisce. Inoltre, vincoli di legge come il divieto dei controlli automatici sulle strade cittadine con limite di 50 orari non aiutano.

  • paolo |

    Scusate se mi ripeto. Le troppe strisce pedonali presenti sulle nostre strade sono il motivo principale degli 800 morti pedoni all’anno. Andrebbero messe solo sulle strade al altissimo traffico e con semafori. Invece le strisce dovunque creano una mentalita’ errata, cioe’ che il pedone ha sempre ragione e quindi si disabitua a stare attento. Provate a pensare se dovessero esserci le strisce pedonali dove passano i treni invece che i passaggi a livello, ovviamente i pedoni hanno la precedenza e il treno si deve fermare; secondo voi alla fine dell’anno ci saranno piu’ o meno morti?

    [risponde Maurizio Caprino] E’ possibile che ci sia anche questo effetto e l’ho testimoniato in un post di settembre sulla campanella della stazione ferroviaria di Rovellasca. L’idea è rafforzata dal fatto che in Italia per decenni, non riuscendo a far rispettare la segnaletica, non si è fatto altro che inseverirla e farla diventare sempre più ridondante, invadente e pasticciata (il famoso "dare un segnale" di cui scrivevo a marzo 2007, in uno dei primi post di questo blog).
    Ma non possiamo ignorare altre cause: le strisce sono spesso semicancellate e chi è in auto a volte ha una percezione ottica falsata (non per colpa sua, ma per un effetto che ci si è messi a studiare di recente) che gli fa vedere i pedoni prima lontani e poi improvvisamente troppo vicini.

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