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Crash-test, tutta la verità sulle “cinque stelle”

Ormai le pubblicità delle auto nuove sembrano la divisa di un super-generale americano: sfoggiano quasi tutte cinque stelle. Le stelle indicano che è stato superato a pieni voti il crash-test dell’EuroNcap, organismo indipendente europeo che effettua una prova più severa rispetto a quella prevista dalla Ue per concedere l’omologazione. Tutto perfetto, quindi? Non proprio: spesso si arriva a cinque stelle per motivi che con la resistenza strutturale della scocca agli urti hanno ben poco a che vedere.

Infatti, il numero di stelle è la traduzione della somma di punteggi che l’EuroNcap attribuisce non solo nelle prove di resistenza a un urto frontale e a uno laterale, ma anche nell’esame dell’eventuale sistema di allarme-cinture slacciate. In pratica, i tecnici EuroNcap – convinti che molti europei non allacciano la cintura solo per dimenticanza – caldeggiano la presenza di questi allarmi a bordo e hanno fissato una serie di caratteristiche che essi devono avere per essere efficaci (per esempio, devono tener conto anche dei sedili dei passeggeri, devono dare un segnale acustico forte e chiaro per almeno un minuto e mezzo eccetera). Il punto è che molte case automobilistiche hanno preso l’abitudine di arrivare alle cinque stelle contando non sul progetto della scocca, ma sulla semplice presenza di un allarme che soddisfi i criteri EuroNcap. Tanto che l’Etsc (altro organismo europeo che si occupa di sicurezza stradale)racconta un gustoso retroscena: quando fu chiaro ai tecnici del gruppo Volkswagen che la Seat Leon non avrebbe mai ottenuto le cinque stelle nemmeno montando spia e cicalino di allarme, si decise di risparmiare togliendoli dalla dotazione di serie. Per inciso, in Italia questo non è chissà quale danno: da noi molti non si allacciano non certo per dimenticanza, ma per ostinazione e quindi hanno già trovato il modo per ingannare anche gli allarmi più evoluti a prova di EuroNcap (si veda il post del 7 aprile nella sezione “Furbate”). In ogni caso, se volete sapere come si comporta un’auto in un crash-test, non guardate solo le stelle: andate sul sito www.euroncap.com e controllate i punteggi conseguiti nelle tre prove previste (urto frontale, urto laterale e protezione bambini). Non è difficile e ci sono anche disegni che aiutano a visualizzare quali sono le parti del corpo che ciascuna vettura protegge meglio e quelle che protegge peggio.
Inoltre, ricordiamoci sempre che un urto non è come un altro e che esistono milioni di tipi di impatto possibili. Questo significa che un’auto progettata per eccellere nel test EuroNcap può comportarsi molto peggio in un urto diverso. La conferma è recentissima: giusto pochi giorni fa l’EuroNcap ha reso noti i risultati del crash-test effettuato sulla Dodge Caliber, auto americana e quindi non progettata specificamente per le prove d’urto europee. E infatti la grossa Caliber ha preso “solo” quattro stelle, un punteggio che ormai è alla portata di quasi tutte le utilitarie europee più recenti.
Infine, teniamo presente che il crash-test EuroNcap è equivalente all’urto di un’auto contro un’altra vettura della sua stessa “taglia”. Quindi, un’utilitaria “quattro stelle” potrebbe tranquillamente avere la peggio in uno scontro con una vecchia ammiraglia “tre stelle” (queste ultime indicano solo che neppure chi viaggia sull’ammiraglia è ben protetto).