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Il fumo è come la nebbia, ma non ne parla nessuno

In queste ore di gran caldo, le autostrade siciliane sono lambite da incendi e invase dal fumo. Proprio per il fumo sabato nel tratto foggiano dell’A14 è morto un uomo e 20 persone sono rimaste ferite: c’è stato un tamponamento tra decine di veicoli. Quindi decine di conducenti si sono fatti sorprendere dall’azzeramento della visibilità esattamente come accade in inverno coi banchi di nebbia, nonostante quella parte di autostrada sia tutta in pianura (quindi il fumo era avvistabile a distanza) e sorvegliata dal Tutor (il sistema di rilevazione delle velocità medie, che da quasi un anno a questa parte ha reso una “lumaca” praticamente chiunque passi di là, per cui in teoria frenare in tempo per non entrare nel fumo sarebbe stato possibilissimo). Dunque, il tragico incidente di qualche anno ha sulla “bretella” dell’Autosole che bypassa Roma non ha insegnato nulla. L’unica cosa che potete fare per difendervi è ricordare che queste cose sono successe e si ripetono (nei soliti consigli e inviti alla prudenza prima degli esodi estivi non ve lo dicono), in modo che la memoria possa suggerire di stare attenti anche al fumo in questo periodo. Tra l’altro, in questo mese il rischio è altissimo non solo quando fa molto caldo: a giugno si bruciano le stoppie nei campi e quindi il fumo può arrivare sulla carreggiata non solo per l’autocombustione di piante, ma anche per gli incendi appiccati dai contadini.