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Ci vuole un attimo. Sia ad allacciarsi sia a fare un incidente

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La foto che vedete qui sopra è rigorosamente autentica: viene da Polizia Moderna, senza taroccature. E l’auto ritratta si è ridotta in quelle condizioni per un incidente stradale. Eppure molte persone che il mese scorso vi si affollavano attorno, alla Festa della Polizia, pensavano che fosse stata ammaccata apposta per fare impressione. Certo, quell’auto appartiene a una famiglia di modelli (provate a indovinare qual è) che non si è distinta per aver ottenuto brillanti risultati nei crash-test. In ogni caso, per ridurre così una vettura, non serve andare forte. Basta urtare un palo o un mezzo pesante. Cose che possono succedere sempre, anche per percorrere i 500 metri necessari per accompagnare un figlio a scuola: lo conferma una sequenza fotografica, mostrata da alcuni agenti sempre alla Festa della Polizia, dove si vede una station wagon travolta da un trasporto eccezionale in avaria. A bordo c’erano appunto padre e figlio e la Stradale ha ricostruito l’incidente in 3D, visto da varie angolazioni (compresa quella dei conducenti), con tanto di effetti sonori. C’è di che rabbrividire e peccato che queste ricostruzioni vengano mostrate prevalentemente nelle scuole (ovviamente evitando di far vedere scene troppo crude ai più piccoli): credo che farebbero più breccia nei grandi, generalmente più sensibili di fronte alle tragedie (per esempio, per il timore che possano capitare ai propri figli).

Circa tre mesi fa, a poca distanza da dove si è poi tenuta la Festa della Polizia (cioè nel cuore di Roma), una scooterista aveva perso la vita travolta da un’auto che si era addirittura capottata. Motivo? L’automobilista era una signora cui si era incastrato un tacco nei pedali.
Potrei citare decine di casi di gente uscita tranquillamente di casa per uno spostamento di routine e mai più rientrata, forse proprio perché stava facendo una cosa tanto abituale da non allacciare le cinture o il casco. Ma probabilmente le mie citazioni non avrebbero alcun effetto. Forse guardando come si riducono le auto dopo certi incidenti anche banali potrete capire di più. Altrimenti vi consiglio le fiction come quelle efficacissime dell’ente spagnolo per la sicurezza stradale, che -seguendo la tendenza del Nord Europa- sta facendo leva su immagini e messaggi molto forti: bambini non trasportati su seggiolini che vengono sbalzati fuori dall’auto all’incrocio sotto casa, i genitori col rimorso della vita che non torna indietro eccetera.
Credo che cose del genere siano efficaci contro i danni che fanno generalmente altre fiction: a furia di vedere film dove si vedono omicidi e incidenti senza sangue, finiamo col non renderci conto di che cosa significhi perdere la vita o riportare serie fratture. E’ come la differenza tra i tanti film di guerra normali (dove ci si limita a sentire gli scoppi delle bombe e poco più) e i primi venti minuti di "Salvate il soldato Ryan" (con fiotti di sangue e corpi squarciati a profusione): solo in quei venti minuti è possibile capire davvero che cos’è la guerra.

  • cristian |

    è vero,bisognerebbe fare vedere più spot (ehm… far vedere..) diciamo reali presi magari da casi veri e non aver paura di mostrare l’orrore di corpi straziati,persone rese paraplegiche,o altro.. forse così la gente stupida ed imbecille (perché altro non sono) come per esempio i genitori che lasciano liberi i propri figli di saltare da una parte all’altra sui sedili posteriori,senza nemmeno un minimo di protezione (cintura,seggiolino) che in caso d’incidente non oso immaginare le conseguenze..e purtroppo di persone così sconsiderate ne vedo ogni giorno per strada…

    [risponde Maurizio Caprino] Magari basterebbero spot anche senza sangue, ma in cui si veda l’istante iniziale dell’urto e si senta un gran rumore. L’istante iniziale è importante, perché fa vedere il passaggio dalla vita normale (in auto sorridenti accanto a familiari o amici) alla tragedia. Questo, secondo me, fa capire che potrebbe capitare anche a noi.

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