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Sì, passiamo tutti col rosso. Perché non diamo senso al giallo

Sul Sole-24 Ore di lunedì scorso, ho completato una “miniserie” di due articoli che tolgono quasi tutte le speranze a chi è stato multato per essere passato col rosso e insinua che gli apparecchi di rilevamento siano inaffidabili o che i semafori siano stati “taroccati”. La verità è che quasi sempre chi riceve la multa è davvero passato col rosso. Rosso pieno, intendo: nella maggior parte dei casi, i rilevatori entrano in funzione solo un secondo dopo che sul semaforo si è accesa la luce rossa e quindi sono tolleranti. E allora siamo in mezzo ai pirati della strada che violano anche le regole fondamentali come il fermarsi col rosso? No: forze dell’ordine e fabbricanti di rilevatori concordano nel dire che il maggior numero d’infrazioni si concentra negli istanti successivi all’accensione della luce rossa.

Ciò probabilmente si spiega col fatto che decidiamo di passare col giallo ma calcoliamo male i tempi. Quindi, semplicemente ci siamo abituati a considerare il giallo come un segnale che ci consente di passare sempre e comunque. Tanto, se poi un vigile ci avesse fermato, avremmo intavolato una discussione o addirittura una trattativa. Da quando si sono diffusi i rilevatori automatici, non c’è più margine, a parte quel secondo di ritardo nell’attivazione: si viene puniti e basta. Ed è giusto così: come ogni autoscuola insegna da sempre a tutti i suoi allievi (almeno su questo non si può tirare in ballo la scarsa qualità dell’insegnamento), è obbligatorio fermarsi anche col giallo, salvo che non ci sia lo spazio per arrestarsi in condizioni di sicurezza. Traducendo in termini più diretti, ogniqualvolta scatta il giallo dobbiamo frenare appena lo vediamo accendersi; possiamo evitare di farlo solo se siamo già molto vicini alla striscia d’arresto. State tranquilli che seguendo queste indicazioni non sarete mai multati. Certo, finché non lo avranno capito tutti rischierete di essere tamponati. Ma prima o poi tutti si renderanno conto che ci sono i controlli e finalmente si adegueranno. Lo dimostra il fatto che in tutte le località in cui sono stati installati i rilevatori automatici, dopo un iniziale boom di multe, i guidatori che sanno dei controlli si sono adeguati,facendo calare il numero di verbali.

  • paolo |

    Secondo me andrebbe stabilita per legge la durata del giallo, uguale per tutti i semafori.

    [risponde Maurizio Caprino] Non è tecnicamente possibile: un incrocio non è come un altro.

  • Fabio |

    Guardi, le posso garantire (può verificare anche dal servizio delle iene) che moltissimi semafori non arrivano ai 4 secondi. ripeto che si parla di 3,8, quindi quasi 4, però a 4 non ci arrivano….io sono anni che faccio un semaforo e da quando hanno montato il fotored mi sono accorto che hanno accorciato sensibilmente la durata…ovviamente non posso dimostrarlo perchè mai avrei immaginato che avrebbero montato un fotored…al contrario mi sarei aspettato una rotonda, ma tralasciamo….
    Quindi si accorgerà che spesso e volentieri queste ditte appaltatrici lavorano davvero al limite della legalità. In effetti 3,8 secondi sono davvero vicino ai 4 no? Le posso garantire che spesso c’è malafede. E’ questo che da più fastidio.
    Quanto ai calcoli, siamo sicuri che se scatta il rosso e mi trovo al centro dell’incrocio non vengo multato?
    [risponde Maurizio Caprino] E’ impossibile essere multati quando si è al centro dell’incrocio: gli apparecchi scattano quando si passa sopra una o più spire che si trovano vicino alla striscia di arresto, per cui uno in teoria può anche passare col verde e "piantarsi" in mezzo all’incrocio anche per tutta la durata del rosso. L’apparecchio non "si accorgerà" mai di lui.

  • Fabio |

    Per quanto riguarda la durata del giallo invece, le posso confermare che molti gialli hanno una durata inferiore ai 4 secondi, misurati e rimisurati. la maggior parte della mia zona si assesta sui 3,8 secondi…non si può parlare di illegalità perchè il giallo non ha una durata prestabilita minima.
    Conti alla mano: 50Km/h corrispondono a 13,8 metri al secondo. Quello che definisco "il punto di non ritorno, è quel punto oltre il quale non faccio in tempo a fermarmi se scatta il giallo. Ammettiamo che siano 30 metri. scatta il giallo e con il tempo di reazione oltrepasso la linea dell’incrocio e passano 2,2 secondi. io ho 1,6 secondi per liberare l’incrocio che corrispondono a 22 metri. Ammettendo che comunque attraversando un incrocio la velocità dovrebbe diminuire a rigor di logica, quindi i metri potrebbero diventare 18. In teoria farei in tempo, ma qusto dipende anche dalla lunghezza dell’incrocio, no? Questo moltiplichiamolo per quei 10-15 incroci che uno deve fare ogni giorno. neconverrà che è un bel rischio per il povero automobilista. Comunque la soluzione per non incappare nelle multe è l’opposta della sicurezza….basta rallentare molto prima ed accelerare all’ultimo….così vedremo sfrecciare le auto ma soprattutto le moto agli incroci, oppure vetture che frenano con staccate al limite. Benvenuti al gran premio della sicurezza…
    Sulle rotonde allora ne conviene che non è una colpa della rotonda ma di cattive abitudini degli automobilisti. Le rotonde, se fatte bene smaltiscono il traffico, basta saperle usare.
    Di vigili ne basterebbero due che a rotazione girano per i vari semafori. Crede che serva a qualcosa una macchinetta che spara multe a raffica a casa dei cittadini senza che nessuno e dico nessuno le verifichi prima?

    [risponde Maurizio Caprino] Sarebbe la prima volta che trovo una lunghezza inferiore ai 4 secondi e dunque di per sé sarebbe una notizia. Ma attenzione: per parlare di scandalo, occorrerebbe dimostrare che prima su quello stesso semaforo il giallo durava 4 secondi ed è stato accorciato a 3,8 contemporaneamente all’installazione del rilevatore. Questo vorrebbe dire che c’è stata malafede.
    Quanto ai calcoli, se stiamo parlando di possibilità di essere multati, non bisogna farli tenendo conto del tempo di sgombero dell’incrocio, ma semplicemente del tempo necessario per oltrepassare la striscia di arresto: una volta varcata quest’ultima in tempo utile, i rilevatori non scattano più.

  • Fabio |

    Confermo che 10 secondi sono eccessivi, ma è assurdo che non esista un range di tolleranza sulla durata del giallo. Sono d’accordo sul fatto che con il giallo bisogna fermarsi ma bisogna convenire che se procedo a 50km/h ed a 30 m dall’incrocio mi compare il giallo, non ho la possibilità di fermarmi ed accelero per non incappare in una multa, sperando che il giallo non duri 2 secondi altrimenti ci sono dentro lo stesso.

    Il succo è sempre quello, patti chiari amicizia lunga. Ad oggi vedo solo patti incerti ed i comuni che ti vogliono fregare dei soldi sempre e comunque.

    Il numero di atti vandalici è direttamente proporzionale al malcontento generale su questo tema, ed è sicuro che non farà altro che aumentare.

    Esistono incroci pericolosi?
    LA SOLUZIONE SONO LE ROTONDE. Peccato che i pochi semafori superstiti finiscono per arricchire le casse dei comuni. La sfiducia esiste per questo motivo…se un povero proletario deve farsi 50 km di paesini per andare al lavoro e passa 30 fotored 2 volte al giorno, è ovvio che prima o poi è esposto a prendere una multa.

    I tamponamenti continueranno ad esserci, i controlli al semaforo non migliorano di certo le cose, anche perchè se la soluzione per evitare il caso del folle che passa a rosso pieno e provoca 1 incidente grave è quella di provocare enormi problemi alla circolazione, la paura diffusa del fotored ed i microtamponamenti allora proprio non ci siamo. Ribadisco: più controlli sulle strade, ma con i vigili, non le macchinette malefiche, altrimenti il 25% delle infrazioni che va al gestore della macchinetta sarà un ottimo motivo per fregare l’utente finale della strada

    [risponde Maurizio Caprino] Vado per punti.
    – A 50 all’ora per percorrere 30 metri bastano due secondi e personalmente – occupandomi di vari semafori di tutta Italia in seguito a proteste di cittadini che avevo ricevuto – non sono mai riuscito ad accertare che un giallo durasse meno di quattro secondi. Quindi ci sono due secondi di "cuscinetto", che sono praticamente un’eternità quando si è alla guida (proviamo a contare lentamente fino a tre e vedremo quanta strada siamo riusciti a fare nel frattempo).
    – Le rotonde non sempre funzionano, per vari motivi. Innanzitutto, quando c’è troppo traffico, non riescono a smaltirlo. Quando c’è poco traffico, a volte l’ignoranza e il menefreghismo dei conducenti italiani riescono comunque a creare la paralisi (soprattutto perché chi deve uscire dalla rotonda non mette la freccia facendo sì che chi deve entrare resti fermo in attesa di dargli una precedenza di cui non ha bisogno e perché sulle rotonde con due corsie i soliti "piloti" tagliano la traiettoria, anche quando devono uscire dalla rotonda su una strada in cui sono già tutti in coda, per cui devono fermarsi anche loro e lo hanno sulla corsia interna della rotonda, dove invece avrebbe il diritto di passare chi intende uscire sulle strade successive, dove magari non c’è traffico). Inoltre, tutti questi comportamenti che ho appena descritto non solo intralciano, ma creano il rischio di incidenti. Infine, non sempre nelle nostre città c’è abbastanza spazio per creare rotatorie.
    – Se si riuscisse ad avere abbastanza soldi per pagare quell’esercito di vigili che sarebbe necessario per presidiare i semafori con la stessa efficienza e deterrenza dei rilevatori automatici, i sindaci sarebbero ben lieti di avere i vigili al posto delle "macchinette". Perché sarebbero tutte assunzioni di personale, che com’è noto portano molto consenso ai politici che le fanno…

  • Fabio |

    Signori, c’è poco da dire. Il sistema così non funziona. Ogni comune fa il furbo a modo suo per fare cassa fregandosene della sicurezza, in questo modo una persona semplice che si ritrova congestionata nel traffico rischia tutti i santi giorni di tamponare, essere tamponato o beccare multa e decurtazione punti nel tragitto casa – lavoro. In questo modo non si risolvono i problemi sulla sicurezza, si fa cassa e basta. Io sono sempre stato contrario a qualsiasi forma di multa che ti arriva a casa. Piuttosto la pattuglia che ti ferma e ti multa ha molto più senso e ti fa capire che hai sbagliato?

    Io ho 28 anni di cui 10 di patente, mai preso una multa quindi non sono dalla parte dei supermultati, ma sono il primo a ribellarmi ad un sistema che così non funziona. Vedrete che i cittadini esasperati arriveranno a danneggiare i fotored e faranno solo bene perchè le cose fatte solo per fare cassa e per fregare gli utenti della strada non hanno senso.
    Volete sapere come la gente attraversa un incrocio controllato da fotored? Rallenta fin quasi sotto il semaforo, poi se è ancora verde all’ultimo accelera per non incappare in una sanzione….Vi sembra sicurezza?

    La mia proposta è nell’implementare innanzitutto una durata minima e massima del giallo da 5 a 10 secondi. gli utenti della strada lo sanno ed a quel punto le multe hanno un senso. Se lo studio CNR definisce in 5 secondi l’arresto o il passaggio in sicurezza definiamo quello come limite minimo. Pannello con il count down? Se si dimostra efficace perchè no? Qualsiasi cosa che serva davvero per la sicurezza e non per fare cassa sarebbe davvero utile ad oggi, altrimenti rischiamo davvero una rivolta popolare uno di questi giorni (a giusta ragione)

    [risponde Maurizio Caprino] Continuo a dire che 10 secondi sono un’eternità in sé e un pericolo (troppi farebbero accelerate di centinaia di metri per sfruttarli tutti). Se la gente davvero rallenta sin sotto al semaforo anche col verde, è perché ha sfiducia nei Comuni e non sa come funzionano gli apparecchi. Per la sfiducia il problema sarà lungo e complesso da risolvere (si veda anche il post "L’avvocato e il Comune che va in tilt", che ho messo oggi nella sezione "Furbate"). Quanto a come funzionano gli apparecchi, io ce l’ho sempre messa tutta a spiegarlo e ribadisco che quando passa da un semaforo controllato da telecamere non ho paura.
    Quanto al rischio di tamponamenti, riconosco che c’è. Ma mi pare un male transitorio e necessario: quando tutti – grazie ai controlli – avremo capito che dobbiamo tornare a rispettare la norma del Codice della strada che impone di fermarsi anche col giallo, i tamponamenti non ci saranno più. L’alternativa sta nel non fare più controlli automatici: eviteremo i tamponamenti, ma la gente passerà col rosso causando incidenti mortali. Penso che alla fine sia meglio accettare il rischio di un piccolo urto, per quanto fastidioso.
    Gli atti vandalici contro gli apparecchi ci sono già, ogni giorno: ne accennerò lunedì sul Sole-24 Ore.

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