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Impennate senza casco davanti ai vigili. E nessuno fa nulla

Bari, domenica 1° aprile, ore 17. Via Toscanini comincia ad animarsi per l’apertura festiva dell’ipermercato, proprio a fianco al comando della Polizia municipale. Insomma, luogo e circostanze suggerirebbero di non commettere infrazioni almeno lì. E invece un ragazzino passa e ripassa sul suo scooter (truccato?) provando varie impennate, sotto gli oggi degli amici sul marciapiede. Il casco non ce l’ha. Non è la prima volta che succede. Fino al 2 ottobre 2006, entrambe queste infrazioni erano punite con la confisca del veicolo. Ma il punto non è la sanzione: è la probabilità di essere puniti, che è bassissima. Un po’ perché spesso, per dissipare tutti i dubbi e quindi prevenire eventuali ricorsi, è bene fermare subito i trasgressori e questo non sempre è possibile. Un po’ perché l’alt immediato fa perdere tempo: mentre si compila il verbale e si ascoltano le ragioni e le imprecazioni del conducente, ne passano impuniti altri 30. Ma, purtroppo, in molti quartieri a rischio delle nostre città, c’è anche un’altra ragione: molti uomini in divisa sanno che, se multano certi soggetti, rischiano di prenderle. Quasi certamente, è questo che spiega le impennate in via Toscanini, dove peraltro i vigili lasciano parcheggiate anche le loro auto private, esposte a eventuali vendette da parte dei multati della zona.
Tutto ciò contribuisce a spiegare perché i risultati della patente a punti cominciano a sfumare. E, se voglioamo essere precisi, perché non sonomai stati quelli attesi: è vero che l’andamento dei sinistri negli ultimi anni è migliorato, ma è altrettanto vero che con la patente a punti i guidatori stanno più attenti solo per le infrazioni più gravi punite più di frequente (come l’eccesso di velocità). E invece la patente a punti, per sua natura, sarebbe uno strumento adatto per dissuadere da qualsiasi violazione, perché ogni multa contribuisce a far perdere punteggio: se si fosse voluto colpire solo le violazioni più pesanti, sarebbe bastato inasprire le relative sanzioni e concentrare i controlli su di esse. Il disordine che regna soprattutto nel traffico urbano è l’immagine più netta del fallimento della patente a punti.