Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

A 180 all’ora, paraurti contro paraurti. Ma senza tamponarsi

Lunedì sulla prima pagina del Sole-24 Ore troverete la notizia che sulla corsia di sorpasso delle autostrade italiane passano quasi ben oltre il limite dei 130 orari. Anche quando c’è traffico (ovviamente non tanto intenso da provocare code), tanto che chiunque abbia percorso un’autostrada italiana ha visto auto che procedono anche a 180 e più senza nemmeno un minimo di distanza di sicurezza. Qui aggiungo l’aspetto più incredibile della notizia: nonostante questi pericolosissimi “trenini”, ad Autostrade per l’Italia risulta che in queste condizioni gli incidenti mortali sono relativamente pochi rispetto a quelli che accadono di notte, quando le carreggiate sono sgombre.
Una cosa incredibile, tanto che nessuno ha ancora trovato una spiegazione definitiva. Le ipotesi più probabili sono due:
1. di notte si guida stanchi e quindi i riflessi rallentano;
2. nonostante i progressi dei fari moderni, col buio il campo visivo è molto ridotto e quindi non consente di percepire i pericoli.
Quindi, ci sono tutte le condizioni per rallentare e invece si accelera perché la strada è libera.
Ovviamente ciò non è un invito a correre di giorno: se i maxitamponamenti gravi finora sono pochi nonostante i “trenini” di auto a 180 all’ora, i “macchinisti” devono ritenersi miracolati.

  • Antonio Bertocci |

    Costruito il castelletto dello "idiota irresponsabile", lasciamo tracimare il vittimismo. Se serve a consolare, ben venga. E se avesse guidato almeno una volta in Germania, saprebbe che
    A) dove non ci sono i limiti esistono pattugliamenti (spesso in borghese) che colpiscono inesorabilmente i comportamenti imprudenti. Al punto che nel codice della strada tedesco esiste la possibilità della denuncia di parte nei confronti delle infrazioni (in sintesi: ti accodi e mi tiri scemo di fari per passare, poi passi da destra? basta prendere la targa e chiamare la polizia che ci rivediamo in tribunale)
    B) dove i limiti ci sono, guarda caso, sono rispettati e fatti rispettare senza discussione.
    Basta una buona volta col piagnisteo del "vorrei essere virtuoso ma l’autorità cattiva non mi permette di esserlo". Se certe strade sono così impossibili da percorrere a 90, ci si faccia promotori di un blog o una raccolta di firme per cambiare il limite, finiamola con questo giochino tutto italico.
    PS Per la cronaca guido una vettura di 11 anni, senza neppure la radio per distrarmi. E non ho mai rischiato incidenti per avere tenuto d’occhio il tachimetro

  • massimo |

    Mi perdonino gli utenti se mi ripropongo, ma vorrei precisare che i miei precedenti commenti, per inesperienza sul web, risultano invertiti: la conclusione si trova prima della premessa.
    Ne approfitto per qualche riflessione. Se non ho capito male, oltre ad essere un criminale, ho rimediato anche un: “idiota irresponsabile”. E questo, solo per aver segnalato che alcuni limiti andrebbero rivisti perché non adeguati alle caratteristiche delle strade.
    Se si fanno investimenti sull’alta velocità (Francia in primis) vuol dire che la velocità è un “male” necessario, almeno per i nostri tempi. Un treno ad alta velocità su una normale linea ferroviaria, farebbe un disastro; chiaramente diremmo che la colpa è della velocità. Ma lo stesso treno su una linea adeguata non avrebbe problemi e..noi elogeremmo il progresso.
    Allora? Qual è il problema: la velocità o l’incapacità di gestirla?
    E’ come se rinunciassimo all’elettricità solo perché qualcuno, sbadato o imprudente, abbia preso la scossa. Ma non abbiamo rinunziato, solo investito in sicurezza. Il guaio è che, sulle nostre strade, di distratti o imprudenti ne circolano un bel po’ ed il più delle volte distrazione o imprudenza hanno poco ha che fare con la velocità. Forse, più si è veloci e più si è accorti, si evidenzia –con stupore- nell’articolo in questione, ma questo non vuole essere un invito a correre. Siamo onesti, la velocità, pur avendo un ruolo rilevante, non può sempre essere il capro espiatorio.
    In ogni caso, mi riferisco a velocità di buon senso, non a velocità supersoniche, e comunque su strade adeguate, che in Italia esistono!
    Però, a pensarci bene, un po’ idiota – convinto, non irresponsabile- mi sento, soprattutto sulla S.S 407 (Basentana, in Basilicata, due corsie per ogni senso di marcia + corsie di emergenza), quando, incrociando solo pochi veicoli in 200 Km, penso, con invidia, al gran divertimento di quegli automobilisti che circolano su quelle statali molto trafficate e dove il limite è di 110 invece di 90 Km/h.
    Oppure sulla SS 106, in Puglia, superstrada a quattro corsie, che presenta lo stesso limite (90) delle strade complanari (due corsie e numerose curve).
    Comunque sono contento che non tutti la pensiamo alla stessa maniera: questa si che sarebbe una noia mortale.
    Quello che mi preoccupa è un’altra cosa: e “mò”, chi glielo dice ai tedeschi, che vanno a 200 all’ora, che sono un popolo di “idioti irresponsabili”?
    max
    p.s. Non ho scritto perché ho una Ferrari da sfoggiare, ma solo una modesta utilitaria, 1000cc a tre cilindri, che non va oltre i 150 Km/h, se capita una bella discesa.
    Ho scritto perché vorrei dei limiti giusti, di buon senso, su queste strade (SS106 –Puglia- e SS 407) perché quelli attuali hanno il solo scopo, non di evitare incidenti ma, di sottrarre denaro dalle tasche dei cittadini per riversarli nelle casse dello Stato o dei Comuni che non si sono lasciati sfuggire l’occasione.
    Qual è la velocità di buon senso? Abbiamo gente che sulla strada ci lavora -le pattuglie delle nostre forze dell’ordine- pensate che non siano in grado di indicarci una velocità di sicurezza adeguata?

    [risponde Maurizio Caprino] Sono d’accordo sul fatto che molte superstrade con spartitraffico centrale meriterebbero limiti più alti: tre settimane fa ho spiegato la questione sul Sole-24 Ore del Lunedì, auspicando una revisione del Codice della strada che consenta i 100 all’ora. Ma attenzione: molte strade larghe hanno pericoli occulti e un esempio tipico è proprio la Basentana. Innanzitutto, nel tratto potentino (quello con spartitraffico) ci sono curve pericolose, l’asfalto è irregolare e le corsie sono strette (proprio perché lo spartitraffico toglie spazio). Il tratto materano non ha lo spartitraffico ed è in pianura, per cui dà una sensazione di libertà: la larghezza della carreggiata unica, unita alla minor frequenza di curve, fa percepire meno la velocità. Ma è proprio questo che inganna: basta che all’improvviso si materializzi un trattore che si è appena immesso da un tratturo di campagna il cui imbocco è nascosto da vegetazione e i 140 e più che molti tengono su quel tratto si rivelano troppi nel giro di una frazione di secondo. Senza contare che alcuni curvoni tendono a far uscire di traiettoria, invadendo la parte di carreggiata riservata a chi arriva in senso opposto.
    Quanto alla Jonica, mancano le piazzole di sosta e le corsie di accelerazione e decelerazione vanno leggermente allungate: solo dopo queste modifiche -attese dal 1993- si potrà classificare strada extraurbana principale, quindi con limite a 110 e divieto di transito a ciclomotori, pedoni, bici, trattori eccetera. Chi oggi la percorre a velocità autostradali dovrebbe valutare che potrebbe anche imbattersi in uno di questi, anche se è difficile (ai lati ci sono le complanari, che di solito sono percorse proprio da questi veicoli lenti).

  • Antonio Bertocci |

    Dissento radicalmente con i predenti post. Ovvio che la limitazione della velocità sfiora il ridicolo: ci sono idioti che mettono i 50 all’ora ai cantieri autostradali, ponendo a rischio la vita di chi rispettasse il limite (per chiarezza: un cantiere che avesse necessità reale di quel limite NON è compatibile con un’autostrada, nei Paesi seri NOn esiste). Ovvio che va fatta cultura della educazione stradale.
    Ma una norma limite deve esistere e i nostri attuali limiti NON hanno nulla di indecoroso, come dimostra la Francia che, facendoli rispettare con rigore, ha dimezzato i morti sulle strade in cinque anni. NON è morto nessuno per essersi annoiato a percorrere una statale a 90 o una autoroute a 130.
    E si vi annoiate, pagate il biglietto e andate in pista: chi ha detto che spostarsi (questa è la funzione primaria dell’auto) deve essere divertente? Se il pilota del vostro prossimo volo facesse una bella figura acrobatica per divertirsi, come la prendereste? Non andreste a fare un casino d’inferno all’Alitalia di turno? Sapeste come si rompe il pilota di un Airbus a portare avanti e indietro la baracca rispettando le norme! A fare una bella picchiata su San Pietro prima di un atterraggio in derapata a Fiumicino sarebbe 100 volte più felice…
    E, per favore, poco vittimismo coi punti. In Francia, l’anno scorso, nonostante una rigidità prussiana sulle infrazioni (non solo velocità) sono state cancellate 65mila patenti su 35milioni di licenze di guida. Ovvero: rischiamo la vita tutti i giorni perché un manipolo di idioti irresponsabili "non si annoi" al volante…
    Grazie, faccio a meno del divertimento.

    [risponde Maurizio Caprino] Trovo tutto ineccepibile. Compreso il riferimento agli aerei di linea: personalmente, sono riuscito ad accettare molte limitazioni nella guida stradale proprio osservando le procedure aeronautiche durante viaggi aerei. In effetti, basta chiedersi perché certe manovre che sembrano possibili non si fanno (per esempio, decollare subito dopo un altro velivolo, cambiare di quota con meno gradualità eccetera) per capire tutti i possibili rischi. Consiglio di farlo a tutti quelli che hanno la fortuna di poter viaggiare anche in aereo: impareranno a prevedere e valutare i rischi anche in auto. E, secondo me, è un divertimento anche quello: regala la magnifica sensazione di avere tutto sotto controllo. Esattamente cone un pilota di linea…

  • DOMENICO |

    MI OCCUPO DI SICUREZZA NEL CAMPO DEI TRASPORTI PER CONTO DELLO STATO E PERCORRO DECINE DI MIGLIAIA DI KM ANNUI IN TUTTA ITALIA E ALL’ESTERO, EBBENE CONDIVIDO BUONA PARTE DEI COMMENTI SOPRA EVIDENZIATI. LA DEMONIZZAZIONE DEI LIMITI DI VELOCITA’ E’ IL PARAVENTO PER NASCONDERE CHE NON SI FA VERA SICUREZZA STRADALE.
    ALCUNE POCHISSIME OSSERVAZIONI :
    1. LA SICUREZZA NON LA FA LA VELOCITA’ BASSA MA LA CAPACITA’ DI CHI GUIDA IL VEICOLO DI ADATTORE QUANTO NECESSARIO AFFINCHE’ NON SI VERIFICHINO SITUAZIONI DI PERICOLO.
    2. IN ALTRI STATI COME GLI USA HANNO RIALZATO I LIMITI DOPO ESERSI RESI CONTO CHE NON ERANO QUELLI LA CAUSA PRINCIPALE DI INCIDENTI. IN ALTRI STATI PIU’ VICINI A NOI ( AUSTRIA) I LIMITI DI VELOCITA’ SONO EFFETTIVAMENTE PROPORZIONATI ALLE CONDIZIONI STRADALI E A QUANTO PREVISTO DAL CODICE SENZA LASCIARE SPAZIOALL FANTASIA DEL GESTORE, O ADDIRITURA ( GERMANIA) NON VI UN LIMITE IN AUTOSTRADA MA UNA VELOCITA’ CONSIGLIATA.
    3.SE LA MIA CONDOTTA DI QUIDA E’ VERAMENTE PERICOLOSA, CIOE’ METTO A REPENTAGLIO L’INCOLUMITA’ ALTRUI, VADO FERMATO ! VOGLIO VEDERE SE SI ADOTTASSE LO STESSO CRITERIO DI DIVERTIRSI A FOTOGRAFARE SEMPLICEMENTE CHI VA IN GIRO CON UNA PISTOLA O UN MITRA PUNTATO SULLA GENTE E A MANDARGLI A CASA UNA MULTA . LA SICUREZZA LA FA’ L’UOMO E OGGIGIORNO, COME LE CRONACHE EVIDENZIANO, CON SEMPRE PIU’ PATENTATI CON IL CERVELLO OTTENEBRATO DALLE DORGHE, DALL’ALCOOL, ECC., O GUIDATORI SENZA PATENTE EXTRACOMUNITARI E NON, DI QUALE SICUREZZA STIAMO PARLANDO SE IL TUTTO SI BASA SU PSEUDO MACCHINETTE E ASSURDI LIMITI DI VELOCITA’ ?
    5. OGGI LA MIA CONDOTTA DI GUIDA E’ MOLTO MENO SICURA DI IERI, POICHE’ TUTTA LA MIA ATTENZIONE E’ CONCENTRATA SULL’INDICATORE DI VELOCITA’ PER NON SUPERARE LIMITI DI VELOCITA’ SENZA SENSO, A CAPIRE NELLA GIUNGLA DELLA SEGNALETICA QUAL’E’ QUELLA CHE SERVE, A NON DISTRARMI O ADDORMENTARMI POICHE VADO AD UNA VELOCITA’ TROPPO BASSA RISPETTO A QUELLO CHE SAREBBE PIU’ OPPORTUNA, AD EVITARE I PERICOLI DI TUTTI QUELLI ,CHE ORAMAI,O RIENTRANO NELLA CATEGORIA SOPRA CITATA OPPURE DINNANZZI A QUESTA GESTIONE FALLIMENTARE DELLA SICUREZZA STRADALE DA PARTE DELLO STATO, SENZA NESSUN RISPETTO DEL CITTADINO E DELL’AUTOMOBILISTA HANNO DECISO CHE VALE LA LORO LEGGE.
    6. LA VERA SICUREZZA DOVREBBE FAR SI CHE CHI QUIDA SIA PIENAMENTE IN GRADO DI VALUTARE E ATTUARE QUAL’E’ LA MIGLIORE CONDOTTA DI GUIDA IN FUNZIONE DELLE PROPRIE CONDIZIONE PISCOFISICHE, DELLO STATO DEL MEZZO, DELLE CONDIZIONI DI TRAFFICO, AMBIENTALI, STRADALI, QUALI SONO LE REGOLE DEL CODICE DELLA STRADA,ECC.

  • massimo |

    Chi scrive è un “criminale”. Tranquilli, non faccio parte dell’élite dei particolarmente pericolosi, anzi -a dire il vero- fino a non molto tempo fa, pensavo di appartenere alla categoria delle persone perbene, con un buon senso civico e rispettose delle regole, insomma, usando un vocabolo ormai desueto, oneste.
    Invece, viaggiando in autostrada, mi capita di leggere, a mo’ di sentenza, che
    “SUPERARE IL LIMITE DI VELOCITA’ E’ UN CRIMINE”.
    Confesso il mio grande smarrimento: sono considerato un criminale!
    Devo ammettere che, qualche volta, soprattutto in prossimità dei cantieri chiusi da anni e dove hanno “dimenticato” di togliere il limite di 30 km/h o su alcune strade statali particolarmente sicure (più di alcune autostrade) e poco trafficate, il limite (90 km/h) mi capita di superarlo.
    Si, sono un criminale, anche se, solo a pronunziarla, questa parola mi fa rabbrividire.
    Fatta questa doverosa premessa, scrivo dopo l’articolo odierno “ In terza corsia tutti a 160 ”.
    Alcune considerazioni su un argomento ampiamente discusso ed una segnalazione.
    Tempo addietro una rivista di motori ha pubblicato un rapporto ISTAT sul numero degli incidenti stradali gravi avvenuti in Italia negli anni ’50-’60 confrontati con quelli avvenuti negli ultimi anni. I dati? Pressappoco lo stesso numero di sinistri, ma con un parco veicoli circolanti allora notevolmente inferiore. Se poi si considera che, negli anni ’50, difficilmente la maggior parte dei veicoli riusciva a raggiungere i 90 km/h, mi verrebbe quasi da dire che imputare alla velocità la causa di tutti gli incidenti è una grossa bugia: non regge. A chi il sabato sera decide di schiantarsi a 190 credo che interessi poco sapere se il limite sia di 120 o 90 km/h. L’articolo di oggi lo conferma.
    Siamo veramente tutti miracolati? In un paese di Santi, Poeti…, può anche capitare.
    O le cause di incidenti sono da ricercare altrove?
    Oggi disponiamo di veicoli molto più sicuri, strade decisamente migliori e tecnologie adeguate: per tali ragioni, i limiti andrebbero individuati caso per caso e magari variati in tempo reale. Al contrario i “Tutor” più che a guidarci servono solo a redarguirci, a suon di euro!
    Succede invece che, chi percorre il tratto pugliese della S.S. 106 e la S.S. 407, superstrade che -con 4 corsie e solo 2 o 3 punti critici in 200 km- collegano Taranto alla Campania, rischia di addormentarsi se rispetta il limite di 90 km/h o di stressarsi nel controllo costante, non della strada ma della campagna circostante, cercando di individuare la pattuglia di poveri poliziotti costretti ad imboscarsi per sorprendere i criminali. Che pena! Per tutti.
    E’ veramente impegnativo sforzarsi di non superare il limite su queste strade, mediamente trafficate, dove anche con una piccola utilitaria si mantiene una velocità di crociera di 120 km/h senza per questo mettere a repentaglio la propria ed altrui incolumità. Molti utenti sono lavoratori che nel weekend tornano in Puglia dalla Campania o dal Lazio e che sono penalizzati da collegamenti ferroviari inaccettabili: Taranto-Napoli, 300 Km, ca. 5 ore e pochi treni. Le multe, per alcuni metà del salario, sono inevitabili e con queste le sospensioni di patente. La cosa assurda è che sulla S.S. 16, tra Rimini e Ravenna, strada (nella terra delle discoteche) notoriamente trafficata e decisamente meno sicura di queste, il limite sia di 110 km/h.

  Post Precedente
Post Successivo