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Auto elettriche, prezzi alti ma manutenzione economica. Ecco perché non sempre è vero

Finora i più raffinati sono stati i sostenitori a oltranza dell’elettrico: alle (scontate) obiezioni sui prezzi di listino ancora da capogiro che le auto elettriche hanno ancora in rapporto a prestazioni, funzionalità e capacità di spesa dei clienti, replicano che quanto si spende in più per l’acquisto lo si recupera durante la vita della vettura. Sia perché le ricariche di energia costano meno del tradizionale pieno di combustibile sia perché la manutenzione è molto più leggera (ci sono meno parti meccaniche).

Visto che su ricariche e pieni la situazione è in evoluzione (giusto ieri il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, ha detto che si stanno studiando nuove forme di tassazione “ecologica”), ha più senso cercare di capire di quanto è davvero più leggera la manutenzione. Sembra un’impresa impossibile anche questa, se non altro perché c’è la grande incognita della durata delle batterie: se durassero meno della vita utile dell’auto, sarebbe un evento che scombina i conti. Un po’ come è accaduto sinora chi ha avuto la necessità (perlopiù imprevista, nelle auto dell’ultimo quarto di secolo) di “rifare” il motore già prima dei 200mila chilometri.

Ma ora possiamo discutere su un po’ di dati di riferimento. Li fornisce Sicurauto dopo un lungo lavoro di raccolta ed elaborazione.

Ne emerge innanzitutto che non si può generalizzare. Infatti, ci sono forti differenza tra i modelli: la e-Golf è l’elettrica più economica (445 euro in 6 anni), la Tesla Model S la più costosa (3975 euro). E il risparmio può non essere legato al numero di ore di manutenzione previsto dai programmi ufficiali dei costruttori, che non è tanto basso quanto si sarebbe portati a pensare.

Ma la sorpresa più grande viene dalle batterie. Per avere la certezza di evitare il costo di sostituzione delle batterie, bisogna mettersi in condizione di farsele cambiare in garanzia. E qui ci sono due cose da considerare:

  • la copertura ha durata variabile tra i cinque e gli otto anni, secondo la marca e il modello;
  • quasi sempre  ha diritto a questa garanzia solo che fa effettuare tutti i tagliandi presso la rete di assistenza ufficiale (dove gli interventi sono più costosi).

Dite che questo farà arricciare il naso alla Commissione Ue, che ormai quasi vent’anni fa impose il principio secondo cui la possibilità di affidare la manutenzione anche ai riparatori indipendenti è un diritto inviolabile del consumatore? Probabile. Ma finora le norme danno ragione alle case automobilistiche.

Infatti, la garanzia legale fissata dalla Ue dura sempre due anni. E pazienza se questo è un periodo troppo breve per oggetti particolari come le batterie. Ci vuole quindi un allungamento, che al momento solo le case offrono. Si entra così nel campo della garanzia convenzionale, dove il costruttore è legittimato a imporre di fare i tagliandi presso la sua rete.