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Giornata della memoria delle vittime della strada: ora c’è per legge ma chi se ne accorge?

Da quest’anno in Italia la giornata della memoria delle vittime della strada è riconosciuta per legge. Servirà davvero a far tornare la tendenza al calo del numero di morti, dopo l’aumento dell’anno scorso?

La sicurezza stradale non interessa la gente. Lo dimostra lo scarso numero di clic che conquista su internet. Anche per questo sarà difficile ridurre ancora il numero delle vittime. L’Unione europea lo ha capito e ormai punta soprattutto sulla guida completamente autonoma per arrivare ad azzerare gli incidenti mortali, obiettivo che si è posta per il 2050.

Nel frattempo, all’inizio del prossimo decennio diventeranno obbligatori sulle auto nuove alcuni dispositivi di assistenza alla guida, come la frenata automatica di emergenza. Non è detto siano utili: il rischio è che i guidatori – ingannati anche dalla pubblicità delle case automobilistiche – li scambino per la guida autonoma vera e propria e si sentano autorizzati a distrarsi con gli smartphone ancor più di oggi.

E poi c’è il grande problema delle strade. Anche di quelle a pedaggio, come tragicamente dimostrato dal crollo del Ponte Morandi e dal processo di Avellino per la caduta di un bus dal viadotto Acqualonga dell’autostrada A16. Due eventi, 83 morti, praticamente dimenticati anche nella giornata della memoria. Ma ci sono anche questi, nei conti sulla sicurezza che non tornano.

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    E’ paradossale che da un lato le Case investano in sistemi di assistenza che “potrebbero” fare la differenza se usati con cognizione di causa e dall’altro facciano spot tv che ne snaturano l’utilità, mostrando gente al volante che fa tutto tranne che guidare, “tanto poi la macchina frena da sola”.

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