Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

#Dieselgate – Le auto nuove fanno scandalo ma l’inquinamento lo fanno di più le vecchie. E le revisioni servono a poco

Con il nuovo decollo delle polemiche sul Dieselgate, abbiamo perso di vista le reali dimensioni del fenomeno. Che è grave, ci mancherebbe. Ma circoscritto: riguarda solo le vetture nuove, mentre ciò che ci avvelena proviene dai veicoli che ogni giorno ci passano davanti, quindi da tutto il parco circolante. E ogni veicolo contribuisce all’inquinamento secondo la sua età (più è vecchio, più blandi erano i limiti di emissioni che doveva rispettare) e le sue condizioni di “salute” (che deriva dall’accuratezza della manutenzione). Quindi ricordare che il traffico è la maggior fonte di NOx (ossidi di azoto, al centro del Dieselgate) è cosa buona e giusta, ma non equivale a dire che se gli attuali limiti di emissioni fossero rispettati seriamente il problema sarebbe risolto.

Certo, l’importanza della manutenzione potrebbe essere sminuita dal fatto che tutte le auto entrate in circolazione negli ultimi 15 anni devono garantire che i loro sistemi antinquinamento funzionino per un minimo di 80mila chilometri e hanno un sistema diagnostico di bordo che dovrebbe costringere l’utilizzatore a portarle in officina se qualcosa non va. Ma, a giudicare da tante fumate che si vedono in giro, la realtà è diversa. Fondamentali sarebbero allora le revisioni, ma pensate che misurino tutti i gas? Sbagliate: fanno solo una prova di opacità dei gas di scarico, che sono solo un indice indiretto. Eppure di questo nessuno parla.

In attesa che le istituzioni europee prendano in mano anche il problema di come migliorare le revisioni (sarà necessario un compromesso per evitare che ogni officina abilitata a effettuarle debba trasformarsi in un costoso laboratorio degno di uno degli attuali centri di ricerca), le uniche cose possibili da fare sono curare spontaneamente la manutenzione della nostra auto e monitorare la qualità dell’aria attorno a dove viviamo.

Su quest’ultimo fronte, a Milano (città da sempre particolarmente a rischio) sta partendo una campagna di monitoraggio dell’associazione “Cittadini per l’aria”. C’è tempo fino a domenica 22 gennaio per iscriversi e ritirare un kit di misurazione semplice da piazzare su un lampione della via che ci interessa o alla finestra di casa, dell’ufficio o della scuola.