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La Tangenziale di Bologna secondo M5S: dodici corsie e niente più Passante. Ingorgo e incidenti assicurati

Secondo Max Bugani, pezzo da 90 dei Cinque Stelle a Bologna (è capogruppo in Comune), il Passante di cui tanto si discute per il capoluogo emiliano non serve. L’ultimo intervento di Bugani sulla vicenda, venerdì scorso, ha sollevato polemiche perché basato sulle riprese fatte da lui stesso con una mano mentre con l’altra guidava. In mezzo al traffico dell’ora di punta, per giunta. Il clamore suscitato da questa gaffe sulla sicurezza ha oscurato il fatto che la tesi di Bugani tecnicamente non sta in piedi.

Infatti, con le sue riprese, il consigliere comunale ha fatto vedere che alle otto del mattino sono intasate solo le due carreggiate della Tangenziale, cioè quelle esterne al percorso dell’autostrada A14 (altre due carreggiate che stanno all’interno di quelle della Tangenziale). Con questo Bugani intenderebbe dimostrare che, per ciascuno dei due sensi di marcia, basterebbe unire le carreggiate a due a due (l’interna nord con l’esterna nord, l’interna sud con l’esterna sud) per redistribuire il traffico in modo omogeneo su sei corsie per ciascun senso ed evitare che si formino code: altro che nuovo Passante da costruire tra campagne e paesi a nord di Bologna. Ammesso che l’unione delle carreggiate sia costruttivamente così semplice come appare a un occhio profano, resta un problema non da poco: si rischia concretamente un maxi-ingorgo e più incidenti, perché ci sarebbero continui incroci di flussi, per i tentativi di passare da una corsia all’altra, resi frenetici dal fatto che le uscite della Tangenziale sono a breve distanza l’una dall’altra (chiedete ai pendolari milanesi che ogni mattina si bloccano sulla loro Tangenziale Est da San Donato a Linate).

Ps: se le due carreggiate dell’A14 sono più sgombre, è anche perché sono a pagamento, mentre la Tangenziale è per buona parte gratis. Per continuare ad assicurare il transito gratuito al traffico locale, occorrerebbe mettere mano al sistema di esazione, costruendo nuove barriere. O adottando sistemi più avanzati come quello della Pedemontana lombarda.