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Car sharing bandito dalle zone a traffico limitato: Napoli fa guerra anche alle elettriche

Regalo ai tassisti o eccesso di zelo? Ovviamente non si saprà mai. Ma, comunque la si giri, fa impressione la notizia che il Comune di Napoli abbia vietato la circolazione nelle zone a traffico limitato anche alle poche vetture elettriche di Bee, nuovo operatore del car sharing.

Fa impressione che si penalizzi un’iniziativa locale, che per giunta è ecocompatibile ed è ancora allo stadio sperimentale. E, soprattutto, non ha i numeri per sfondare come i car sharing che da un anno fanno boom a Milano e Roma: ha solo auto elettriche, una tipologia ancora immatura, tanto che gli operatori che vanno per la maggiore (Car2Go, Enjoy e Twist) se ne tengono alla larga.

Dunque, non pare avere molto senso un divieto preventivo: sarebbe meglio vedere prima che cosa succede durante la sperimentazione. Anche se siamo a Napoli, città di eccessi per definizione e con trasporti pubblici ancora troppo carenti. Persino in rapporto alla già bassa media nazionale.

Per questo c’è chi sospetta che la decisione della Giunta sia stata influenzata da pressioni dei tassisti o comunque dalla volontà di non entrare in rotta di collisione con loro. Lo insegna il caso del noleggio con conducente Uber a Milano.

  • PETERPAN |

    aggia a pagà se vuoi circolà, scolta amme

  • Renato58 |

    È solo questione di denari: il divieto serve a scucire a Bee un po’ di soldi per avere l’autorizzazione a circolare…
    A Milano si chiama Area C e quindi la contrattazione Comune-car sharing è un po’ più elegante, qui si va più sullu stile da camorrista, ma la sintesi è la medesima: paga se vuoi che faccia passare le tue auto.

  • CorteSconta |

    Sindaci schiavi (o complici o collusi, é uguale) dei tassisti. Continuo a chiedere (senza avere risposte plausibili) quale sia il potere di ricatto di questa numericamente infima categoria di ricattatori

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