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Pra-Motorizzazione – Lupi annuncia la svolta entro giugno e vuol togliere l’Ipt. Ci converrà?

Da quando è stato riconfermato ministro delle Infrastrutture e trasporti, Maurizio Lupi sta sempre più attento ad apparire nel suo ruolo e non più tanto in quello tradizionale di leader politico. Dopo le sortite più o meno opportune delle scorse settimane su strisce blu e finti autovelox, in questi giorni la ricerca di consenso e visibilità lo porta a parlare di unificazione di carta di circolazione e certificato di proprietà (l'aspetto pratico più visibile dell'annunciata unificazione tra Motorizzazione e Pra) entro giugno e – novità assoluta di giovedì scorso lanciata su Quattroruote e capita da pochi sui media – di abolire l'Ipt, compensandola con un aumento del bollo auto. Quest'ultima proposta è interessante. Però non è di competenza di Lupi (che ne pensano al ministero dell'Economia?) e interferisce con le (velleitarie) intenzioni di trasformare il bollo auto in tassa di circolazione appena messe nero su bianco dal Governo nel Def.

La proposta è interessante perché finalmente fa piazza pulita di un pregiudizio: quello secondo cui, se in Italia il mercato dell'usato è impiombato da costi burocratici pazzeschi e sconosciuti altrove (infatti abbiamo da almeno vent'anni il più basso numero di transazioni d'Europa, in rapporto agli acquisti del nuovo), la colpa è del fatto che delle pratiche devono occuparsi ben due enti (Motorizzazione e Pra), in parziale sovrapposizione. Questa duplicazione costa 10-20 euro, mentre l'Ipt se va bene pesa per 180 e non di rado tocca i 500 euro, per andare a mille e più sulle auto molto potenti, anche quando ormai sono tanto anziane e deprezzate da valere quanto una Punto ed essere appetite solo da povericristi appassionati.

La soluzione ipotizzata da Lupi pare accettabile: prendendo il gettito attuale dell'Ipt (poco più di un miliardo e cento nel 2012) e spalmandolo su tutti i 49 milioni di veicoli che hanno targa italiana (anche se il dato comprende pure mezzi che in realtà non esistono più), si ottiene un aggravio medio di circa 22 euro per ciascuno. Merito del fatto che non dovrebbero pagare solo i pochi che acquistano un veicolo o un rimorchio (nuovo o usato), ma tutti quelli che ne possiedono. In cambio di questo lieve aggravio, avremmo un mercato dell'usato che offre più occasioni sia a chi vuole acquistare (salvo che poi non s'inventino qualche altro disincentivo fiscale) sia a chi vuole vendere. Resterebbe solo da risolvere il problema di mentalità che porta l'Italia ad essere uno dei Paesi a maggiore rischio di prendere un bidone sulle auto usate, ma su quello Lupi poco può fare (se non imporre la revisione obbligatoria prima di ogni passaggio di proprietà, come in Francia). Anche l'Aci apprezza la proposta di Lupi (Download Lupi proposta a Repubblica ACI-PRA – comunicato stampa 24 aprile 2014), nonostante sottragga agli sportelli del suo Pra una competenza attuale: l'incasso dell'Ipt. Però va considerato che questa funzione non frutta e che spostare tutto sul bollo auto fa comunque ricadere nelle competenze dell'Aci, che gestisce il tributo per la maggior parte delle Regioni. Inoltre, storicamente l'Aci ha quasi sempre apprezzato gli annunci di riforme, per accreditarsi come soggetto in grado di essere leader nella loro attuazione anche quando si poteva capire che erano riforme pensate per fare le scarpe all'Aci stesso. 

Tornando a Lupi, il fatto è che una proposta non deve essere solo bella, ma anche credibile. E sotto questo profilo non è chiaro come si combini con la presumibile perdita del gettito dovuto alla trasformazione del bollo in tassa di circolazione. Si rischia che, per far quadrare i conti, si debbano aumentare tutte le tariffe e non di poco. Sempreché il Def non sia solo un libro dei sogni e a questa trasformazione intendesse riferirsi nelle poche righe che dedicava all'argomento.

Certo, poi anche il nodo Pra-Motorizzazione va sciolto. Lupi ha deciso di spendersi mediaticamente, ma non è ancora uscito allo scoperto su come intende disegnare il futuro assetto del settore. Di scritto c'è solo una bozza informale di uno scarno articolo di legge, che sarebbe stato da inserire inserire nel decreto Renzi (quello degli 80 euro di Irpef restituita, Dl 66/2014) e poi è stato stralciato. Prevede di fatto un'annessione nella Motorizzazione dei dipendenti Pra (che così si vedrebbero tagliare gli stipendi, per allinearli a quelli della Motorizzazione), non contiene errori sostanziali ma rimanda molte scelte cruciali a decreti attuativi che sarebbero tutti da valutare. Più corposa e dettagliata – anche se finora segreta nei contenuti – che è stata presentata dall'Aci la scorsa settimana allo stesso Lupi e che – assieme ai soliti calcoli preelettorali (Lupi è candidato alle Europee, come tutti i leader che non c'entrano ma vogliono o devono trainare le liste del proprio partito) – potrebbe essere alla base dello stralcio dell'articolo dal decreto Renzi assieme alle proteste dell'Aci per l'ipotizzata annessione del Pra alla Motorizzazione. Della proposta Aci circolano comunque alcune bozze, in cui spicca la disponibilità a prendersi in carico almeno una parte degli esuberi della Motorizzazione.

Se scendessimo nei dettagli, vi annoierei. Più utile è spiegare che sia da Lupi sia dall'Aci sentirete parlare di risparmi. La materia è controversa, come ho mostrato recentemente in un'analisi sul sito del Sole 24 Ore. Però una cosa va chiarita: se si parla di risparmi per lo Stato o anche per i cittadini in generale. Perché sia il Pra sia la Motorizzazione non sono vere e proprie spese per le casse dello Stato: le loro operazioni vengono pagate dai cittadini che le richiedono. Così il Pra si autofinanzia interamente, la Motorizzazione addirittura a volte finisce per finanziare lei il Tesoro e resta senza soldi per dare servizi che è obbligata a dare. Dunque, alla fine andrà considerato anche quanto pagano ora e quanto pagheranno domani i cittadini che hanno bisogno di fare una pratica.

Invece, risparmi certi per la pubblica amministrazione ci sarebbero se la riforma incidesse anche sulla babele di arch
ivi fatti gemmare dalle Regioni – prendendo come base quelli di Pra e Motorizzazione – per gestire la babele del bollo auto. Ma di questo – chissà perché – nessuno parla.

  • giovanni |

    la gente non è limitata nel cambiare l’auto dall’ipt, ma dalla mancanza di lavoro dovuta all’esterofilia (da iperlucro) di commercianti e imprenditori

  • Fabio Cortecci |

    aldilà di tutto,trovo avvilente veder mettere sullo stesso piano la motorizzazione ed l’ACI (quindi il PRA). come se tutto quello che fa la motorizzazione fosse la sola emissione della carta di circolazione, mentre il PRA emetto SOLO il c.d.p…. ma vogliamo parlare di revisioni, collaudi, patenti, esami patente di ogni livello, nautica, trasporto merci, ADR, ATP, impianti fissi… e molto altro ancora.. non so se sia tutta ignoranza o malafede!!
    Signor Caprino per cortesia almeno Lei faccia vera informazione in questo mare di disinformazione.
    grazie

  • Maurizio Caprino |

    Se davvero lo avessi scritto, non sarebbe stata un’enorme inesattezza, ma una stupidaggine bella e buona. Il fatto è che io ho scritto “incasso dell’Ipt”, non “gettito dell’Ipt”. Quindi intendo dire il servizio di incasso per conto delle Province (per le quali ho più volte scritto in passato che l’Ipt è la seconda voce di entrata in bilancio), tanto che ho subito aggiunto che non frutta.
    Piuttosto, chiediamoci come mai Renzi dice di aver abolito le Province e poi non può fare a meno del gettito Ipt o di una somma equivalente sul bollo auto. La risposta è che le Province non sono state abolite (semai svuotate di competenze) e che comunque la maggior parte delle loro funzioni non è sopprimibile (qualcuno dovrà pur fare la manutenzione di strade locali, scuole eccetera…). Dunque, Renzi ha fatto demagogia.

  • Alessandro Pupita |

    Maurizio Caprino ma si rende conto di aver scritto un’enorme inesattezza? L’IPT secondo lei andrebbe all’ACI? Si informi prima di scrivere panzane… poi perché scindere gli interessi dello stato da quelli del cittadino? Non dovrebbero coincidere? Guardi, se proprio deve scrivere qualcosa contro l’ACI perché qualcuno glielo ha suggerito, faccia pure, ci sono mille argomenti, ma ci faccia la cortesia di informarsi e di scrivere cose corrette…

  • Nico |

    Diciamo la verità : tutto è finalizzato a far fare le pratiche auto presso le agenzie private!!!così come avviene per rinnovare la patente.in talmodo un utente e’costretto a pagare anche l’Intermediazione ( minimo 100€)!!! altro che risparmio per il cittàdino!!!!
    [risponde Maurizio Caprino] Io sarei felice se la verità fosse così semplice. Invece, il sistema attuale è zeppo di storture dovute principalmente al fatto che tutti gli attori hanno giocato per sé e non per il cittadino (quello onesto). Inoltre, se davvero fosse così facile per un’agenzia prendere compensi di 100 euro a pratica, mi fionderei ad aprirne una anch’io, invece che guadagnarmi uno stipendio con un lavoro sempre più vicino a quello del correttore di bozze, com’è diventato quello di un giornalista non precario.

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