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Omicidio stradale – Cancellieri cambia (silenziosamente) idea: non ci sarà, ma ci saranno aggravanti per tutti

Ha ancora cambiato idea, pare. Adesso Anna Maria Cancellieri non crederebbe più nel reato (doloso) di omicidio stradale, che appena un mese fa aveva annunciato di voler istituire: stando a quanto comunica l'Aifvs (Associazione italiana familiari vittime della strada), che l'ha incontrata l'altro giorno, la discussa ministra della Giustizia ora riterrebbe più opportuno lasciare che chi causa la morte di una persona in un incidente stradale venga ancora punito nell'ambito dell'omicidio colposo, sia pure alzando i minimi di pena rispetto a quelli attuali (già più elevati di quelli base, perché l'incidente stradale è considerato già da qualche anno come un'aggravante). A conferma del cambio di opinione della Cancellieri c'è il fatto che siamo ormai a febbraio: a Capodanno la guardasigilli aveva annunciato che avrebbe portato entro gennaio in Consiglio dei ministri la sua proposta di istituzione del reato di omicidio stradale.

Con la possibile retromarcia rispetto a questa intenzione, la Cancellieri si riallinea con quanto aveva dichiarato due anni fa, quando era ministro dell'Interno del governo Monti: l'omicidio stradale sarebbe tecnicamente sbagliato e rischierebbe di essere dichiarato incostituzionale tra qualche anno, con tutte le difficoltà che ne conseguono nel gestire i casi di chi verrebbe condannato nel frattempo.

Ora la Cancellieri si è impegnata a portare avanti la proposta dell'Aifvs, che anch'essa è diversa dal precedente orientamento dell'associazione (che era favorevole a introdurre il reato di omicidio stradale). Dunque, pare si vada verso una soluzione più gestibile.

Ma attenzione: non per questo si può parlare di proposta più blanda. Infatti, l'aggravante dell'omicidio colposo scatterebbe in diversi casi (Download Cancellieri Aifvs condiviso sentito ufficio stampa Ministro), molti di più rispetto a quelli di alcol e droga che invece erano alla base dei testi sull'omicidio stradale finora visti. Parliamo, per esempio, di tutti i casi di velocità inadeguata (quindi in teoria anche quando uno esce di strada nonostante stesse rispettando il limite generale) e di passaggio al semaforo quando il rosso è scattato da almeno due secondi (ma come si farà ad accertarlo, se il semaforo non è abbinato a telecamere di controllo, magari dell'ultima generazione?).
Insomma, spesso sono casi in cui sono necessarie vere e proprie indagini, approfondite e magari ampliate ad aspetti che vanno oltre quello che viene generalmente rilevato e preso in considerazione dopo un incidente. Le stesse indagini che, se svolte abitualmente, avrebbero forse consentito di condannare per omicidio volontario (con dolo eventuale) i protagonisti di alcuni casi che hanno colpito media e opinione pubblica negli ultimi anni.

Per questo non stupisce che la proposta dell'Aifvs venga appoggiata dai periti ricostruttori di incidenti, che sono un po' un'elite nel variegato mondo delle perizie. Ovviamente, fanno i loro interessi e quindi nella proposta il loro ruolo è citato espressamente, per cui non potrebbero scattare le aggravanti se non ci fosse un accertamento fatto da un ricostruttore.

Non c'è tanto da scandalizzarsi, anzi: per far scattare conseguenze così gravi per il colpevole, è necessario che l'indagine sia seria. Bisognerà però vedere se il sistema sarà in grado di digerire una novità del genere: i ricostruttori sono pochi e probabilmente non sarebbe serio se il loro numero crescesse improvvisamente solo per l'esistenza di una legge come quella proposta ora. E questo potrebbe anche essere un motivo per eliminare i ricostruttori dal testo destinato a diventare legge. Oppure per far naufragare tutto.
  • Luca |

    Purtroppo la maggior parte della gente, in Italia, ha la cosiddetta coda di paglia. Quindi a parole sostiene che bisognerebbe dare pene più severe a chi corre per strada, a chi guida sotto l’influenza di sostanze alteranti (alcol, droghe), a chi fa del male agli altri perché prepotente e privo di rispetto per la vita altrui; ma allo stesso tempo, sotto sotto, si augura che questo non avvenga… e infatti se ne parla da anni ma non succede niente (come per tante altre questioni particolarmente “civili”).
    Basta guardarsi attorno… Quasi nessuno rispetta le norme basilari della sicurezza stradale, ossia la velocità, le distanze di sicurezza e l’utilizzo degli indicatori di direzione.
    Secondo me, in una nazione come la nostra, prima ancora di pensare a mettere in carcere chi fa del male, bisogna insegnare alle persone che cosa è giusto e che cosa è sbagliato. La gente quando guida non sa quello che fa, poi è logico che succedano brutte cose. Io partirei dal considerare la patente non più come un diritto ma piuttosto come una responsabilità, un po’ come avviene per il porto d’armi. E poi andrebbe fatta tanta educazione stradale e civile nelle scuole. Chi non guida da più di 6 mesi dovrebbe vedersi sospesa la patente ed essere obbligato a svolgere accertamenti tecnici che ne certificano la capacità di condurre un veicolo nonché la conoscenza del codice della strada.
    Il cambio di cultura e mentalità di cui parla Paolo qui sopra è auspicabile, ma molto difficile se manca un’educazione basilare a monte.
    Non sarebbe male cominciare anche a tenere in considerazione gli utenti delle due ruote quando si parla di sicurezza, visto che non è mai stato fatto se non per inserire nuovi obblighi e divieti. Io parlo di infrastrutture adeguate, guard rail che salvino la vita anziché toglierla, strade che non siano costellate di ostacoli di ogni genere (paletti, cartelloni pubblicitari ecc).
    Va bene, parliamo pure di omicidio stradale, è giusto farlo. Ma al tempo stesso facciamo pressione anche su altri fattori forse ancor più basilari per la sicurezza stradale di tutti.
    Vi faccio anche presente che la patente, in Italia, è uno scherzo. Chiunque può ottenerla, anche chi manca delle capacità mentali necessarie per condurre un veicolo potenzialmente distruttivo come l’automobile. Gente che riesce a farsi del male anche in bicicletta perché non sa quello che fa, ma che può guidare un’auto di 3 tonnellate su strade frequentate da pedoni, ciclisti, motociclisti e automobilisti.
    Io partirei da questo. La patente non più come diritto di tutti, ma come responsabilità concessa soltanto a chi dimostra di meritarla.
    Inutile mettere limiti di velocità bassi ovunque se poi la gente non capisce nemmeno che un’auto lanciata a 50 km/h può sfondare il muro di una casa… no?

  • Paolo |

    Gentile Maurizio Caprino,
    una breve risposta all’articolo “Omicidio stradale – Cancellieri cambia (silenziosamente) idea: non ci sarà, ma ci saranno aggravanti per tutti”, pubblicato oggi sul Suo blog sul sito del “Il sole – 24 ore”.
    Nel trattare di un fatto gravissimo – come il togliere vita e salute ad una persona – ritengo importante andare al cuore del problema, e chiedersi se le misure prospettate dall’AIFVS e condivise dal Ministro della giustizia permettono la certezza della pena e limitano l’eccessiva discrezionalità dei giudici.
    Non ci pronunciamo sulla qualificazione del reato, ma diciamo piuttosto che “avere la colpa” significa avere la piena responsabilità delle conseguenze per un comportamento di grave trasgressione delle norme, le quali esistono per garantire la civile convivenza e per non calpestare i diritti degli altri.
    Nello stato di diritto, la giustizia non può sottovalutare la gravità di comportamenti di trasgressione delle norme cautelari del codice della strada, con assunzione irragionevole del rischio alla guida.
    Dobbiamo darci tutti una regolata e, pur se la prevenzione investe molti campi, non possiamo negare che anche le pene certe e congrue ci aiutano a cambiare e a prevenire gli incidenti.
    Si tratta di un cambiamento di passo e di cultura nella società, a partire dalla giustizia, perché sia seriamente impegnata a valutare la gravità del reato, con pene da espiare, al fine di garantire i diritti di tutti, anche quelli delle vittime.
    Esigenza imprescindibile per una società civile.
    f.to Giuseppa Cassaniti Mastrojeni
    Presidente AIFVS
    Cell. 340 82 73 214
    presidente@vittimestrada.org

  • Laura |

    Quante cazzate di commenti ogni volta…vorrei sapere perché chi corre oltre il limite consentito e non rispetta semafori e strisce pedonali dopo gli accertamenti tecnici del caso di parte e di controparte giustizia non debba essere giudicato colpevole….lo è doppiamente perché lucido..e senziente …se poi volete informarvi una buona volta per tutte la gran parte degli incidenti mortali seppure con meno clamore mediatico ė causata da eccesso di velocità e mancato rispetto regole stradali….omicidio colposo o stradale non cambia col nome…ma con l’applicazione di leggi severe e giuste al posto di patteggiamenti…giudizi abbreviati sconti di pena e sospensione della stessa…e inoltre il maggiore deterrente sarebbe il ritiro della patente a vita….se non c’è posto nelle carceri credo che almeno possano andare a piedi…..sono vivi…mentre chi hanno ucciso non lo può fare più. Non è un pedone distratto che si butta…capita pure quello..ma le ricostruzioni tecniche servono anche quello…la cinetica e l’impatto sul corpo che può fare a differenza tra incidente recuperabile e mortale…sono scienze accertate..e applicabili per la punibilità.

  • ilprincipebrutto |

    Ho paura.
    Ho paura perche’ si rischia di passare da un estremo all’altro, e finire con il condannare come aggravante anche il semplice errore, e di mandare in galera con una pena piu’ dura del dovuto chi si e’ trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato.
    Avrei preferito che il quadro delle aggravanti fosse limitato a circostanze oggettive, riscontrabili in maniera netta: alcool, o droga.
    Ma da quello che leggo, se un pedone distratto si butta sotto un’auto o un bimbo sfugge al controllo della mamma e finisce sotto un’auto, il guidatore potrebbe passare dei brutti quarti d’ora, in quanto sarebbe plausibile dimostrare che la sua velocita’ non era adeguata (se lo fosse stata, si sarebbe fermato in tempo). E’ solo un esempio, chiaro.
    .
    Non mi fido della capacita’ data agli esecutori della legge di applicare disposizioni discrezionali.
    .
    sicuri si diventa, Ride Safe.

  • Massone Carlo |

    Maurizio Caprino ; tutti gli omicidi devono essere puniti !! Vedi su GUGOLL con IMPRGNO !! (Carlo Massone 19051 P:Iva dew3nuncia a Napolitano CollaudoPOLI ! TimbroPOLI ! Veicoli Industriali PESANTI !da 30 anni )) Incidenti ! Stragi Dolose Continue !!PREMEDITATE !! tutto insabbaiato !! Spregio a http://www.vittimestrada.org. !! Nazionale !! Storico !!DIVULGA !! RIBELLATGEVI !SOSTENETEVI !! IO SOLO PER TUTTI NON O RISOLTO NULLA !! ZERO !! ORA FORZATO KAMIKAZZER DI KOROTTI!! CollaudoPOLI ! MalaGIUSTIZIA ! MalaPOLITICA !!! kasta’ Alti Vertici Supremi !! Attendo un Riscontro Prima che sia tardi !! massone.carlo@libero.it, P.Iva Over 60 !! Saluti

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