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Strade dimenticate dal Governo. Eppure il ministero ha due direzioni generali competenti

Sul Sole 24 Ore di oggi, a commento di una pagina che dà conto delle ultime statistiche sugli incidenti, racconto quello che le cifre non dicono. La cosa più importante è che le responsabilità delle strade tra le cause degli incidenti non compaiono quasi mai: sembra quasi che il sistema di rilevazione e contabilizzazione sia fatto apposta per nasconderle.

Scrivo "sembra quasi" perché dietro la mancanza di dati ci sono anche precise ragioni tecniche e impossibilità materiali. Però è singolare che si faccia poco per migliorare la significatività delle cifre, anche perché probabilmente emergerebbe una verità scomoda: l'errore umano non ha una quota così schiacciante di responsabilità. Ce l'avrebbe magari netta, ma non schiacciante come appare dalle statistiche.

Peraltro, se le strade fossero davvero così poco importanti, non si capirebbe perché al ministero delle Infrastrutture ci siano almeno due strutture che hanno competenza su di esse: la direzione generale per le Infrastrutture stradali (con le sue sei divisioni), la direzione generale per la Vigilanza e la sicurezza nelle infrastrutture (con le sue quattro divisioni). Aggiungiamoci anche la Struttura di vigilanza per le concessioni autostradali.  Tra le loro competenze c'è di tutto e di più.

Nonostante questo, nessuna ha aperto un'inchiesta sulla strage di Acqualonga, nessuna prende posizione su carenze minute ma diffuse e pericolose. Fortuna che qualcuno oggi  ha trovato il tempo per mettere nella homepage del sito ufficiale la notizia che "Anche il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti indossa il Fiocco Rosso", nella giornata contro la violenza sulle donne: ora siamo tutti più tranquilli…

Tornando seri: non ci sono abbastanza persone per far funzionare a dovere la macchina? Lo si dica e si ponga finalmente il problema. Invece tutto fluisce placido. Come gli stipendi.

In questa situazione, lo slogan delle campagne ministeriali degli ultimi anni sulla sicurezza stradale (compresa quella lanciata da una settimana) suona involontariamente umoristico. Recita "Sulla buona strada".

  • antonio |

    Caro Maurizio, fino a quando gli alti funzionari e dirigenti del MIT faranno tanti collaudi e saranno messi ai vertici di importanti società pubbliche, come l’anas, non basteranno due sole direzioni centrali, ma neanche 100. Occorre lavorare meno, ma lavorare tutti!

  • Tonino Morreale |

    Salve. è mio desiderio fare un Convegno sulle tecniche utilizzate dal Governo per aumentare gli incidenti stradali,
    ma ho bisogno di un giornalista, che mi aiuti a riempire la sala dei veri responsabili della strage stradale. ho già fatto il documentario La strada è Vita lo trova in internet. Spero in una sua risposta
    Cordiali Saluti Tonino Morreale

  • Alessandro Patanè |

    Complimenti Maurizio per l’articolo, puntuale, sarcastico ed ineccepibile.

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