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La Renault salva il bilancio col taglio dei costi e la crossover

Se siano davvero utili a chi le compra non è ben chiaro. Però le piccole crossover sono certamente utili ai bilanci asfittici dei costruttori. Lo spiegano molto bene due articoli che si possono leggere oggi sul quotidiano francese "Les Echos" e che vanno abbastanza in profondità, come raramente si vede fare in Italia. Vi si illustrano i risultati del primo anno di vendite della Renault Clio attuale (la 4).

Le 320mila unità vendute sono un responso di mercato peggio rispetto alle serie precedenti, anche alla Clio 3 che certamente aveva scarso appeal. Però fu lanciata nel 2005, quando la crisi ancora non mordeva. Quindi alla Renault sono contenti di come questa Clio 4 sta affrontando la crisi, anche perché dicono che su ogni esemplare fanno più soldi: parlano di sconti praticamente nulli rispetto al listino (anche se qualche concessionario smentisce) e di un 50% dei clienti che richiede personalizzazioni (pagandole abbastanza).

Ma il vero segreto della soddisfazione Renault sta nel fatto che il risultato è stato ottenuto con costi limitati: la base è la stessa della Clio 3, già ammortizzata, resa più appetibile da una linea alla moda, dalla possibilità di personalizzazioni e da sistemi multimediali senza i quali molti ormai non riescono a vivere. In più, la base ha consentito di ricavare – appunto – una piccola crossover, la Captur, ampliando appunto vendite e margini molto più di quanto facesse la Modus per la Clio 3.

Ulteriore abbassamento dei costi viene dallo spostamento di buona parte della produzione, il 70%, verso la Turchia. Considerate che i francesi finora sono stati i più tenaci difensori delle produzioni negli stabilimenti nazionali, nonostante le pressioni sui costi provocate dalla crisi.

PS: E così il pensiero va alla Fiat. Non tanto per la delocalizzazione, perché in questo caso la concorrente diretta della Clio, cioè la Grande Punto, si continua a produrre in Italia. Quello che fa specie è che la Grande Punto è esattamente coetanea della Clio 3, perché Marchionne ha deciso che con la crisi non vale la pena investire. Chissà se, vedendo i risultati della Clio 4, non gli è venuto in mente che sarebbe stato meglio investire pochino, in modo da frenare la caduta. Ammesso che soldi da investire su nuovi modelli ne avesse davvero.