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Quando il guard-rail è tanto forte che oscura la visuale: a Milano 200 incidenti in sette anni

Spesso ci lamentiamo dell'inadeguatezza dei guard-rail. Un tecnico di chiara fama, invece, sostiene che siamo in pieno boterismo. Cioè che, a furia di volerle fare adeguate, le barriere sono diventate alte e ingombranti come le statue di persone grasse che hanno reso famoso Botero in tutto il mondo. Chi ha ragione? Dipende.

Ci sono infatti situazioni in cui si deve puntare ad avere una barriera adeguata. Che non significa solo grande e grossa, ma anche adeguatamente montata.

Ci sono invece situazioni in cui bisogna privilegiare la visibilità. Fateci caso: quante volte, negli ultimi anni, non stavate riconoscendo una strada nota su cui avevano cambiato le barriere con nuovi "modelli Botero"? Vi sarete sentiti oppressi, avrete avuto l'istinto di rallentare in certe curve che prima avevate completamente sotto controllo visivo e adesso riuscite a vedere solo per la parte immediatamente davanti al vostro parabrezza.

Effetti collaterali, si direbbe. Come la diminuzione della visibilità provocata dal dilagare di fuoristrada, monovolume, suv e crossover (anche quelle compatte, che sono l'unica cosa che si vende senza fatica in questo mercato fermo in cui chi ha i soldi per comprare ha poca testa per fare scelte davvero razionali). Ma in certi casi sono pesanti, specie in rapporto ai benefici. Succede da un decennio a piazza Maggi, dove l'autostrada A7 confluisce nel traffico cittadino di Milano. Chi viene dall'autostrada si trova in una rotonda oscurata da un cavalcavia (che le passa sopra consentendo di saltarla a chi dal centro vuole imboccare l'autostrada in direzione Genova) e chiusa da un guard-rail altissimo e sporgente, che impedisce di vedere se arriva qualcuno a cui dare la precedenza. Risultato: 200 incidenti in sette anni.

Lo sanno tutti, da sempre. Eppure al Comune di Milano non sembrano aver battuto ciglio. E fa specie il fatto che, in teoria, la rotatoria fa parte della viabilità cittadine, dove il limite di velocità è 50 all'ora. Sulle strade progettate per quella velocità, i guard-rail non sono nemmeno obbligatori.

Evidentemente, se lì lo hanno messo, è perché serve e non solo perché bisogna far mangiare qualche impresa amica. Ma non si poteva usare un modello meno robusto e ingombrante, dato che poi le velocità in quel punto sono forzatamente basse?

  • andrea |

    – problema simile l’ho riscontrato…in autostrada, ad es. sulla A13 svincolo di uscita Rovigo nord: chi proviene da Padova deve dare la precedenza a chi proviene da Bologna, e si trova con una barriera sulla dx che toglie completamente la visuale. Peggio che peggio, fermarsi alla intersezione non risolve il problema, perchè non si vede nulla comunque. Preferisco uscire a Terme Euganee o Rovigo Centro, allungo il percorso/perdo tempo, ma non rischio l’incidente…

  • peofsz1600 |

    A Torino, in Corso Giovanni Lanza hanno sostituito un muretto in mattoni con un guard-rail altissimo, bruttissimo e chiaramente inutile. Oltretutto, i lavori sono stati eseguiti a metà e nella parte da terminare c’è un jersey posticcio. U(na vergogna

  • Renato58 |

    Aggiungo: solo una banda di incompetenti poteva concepire di far sfociare un’autostrada in una rotatoria così angusta e congestionata, su cui insiste pure una fermata del bus (!). Dal primo giorno che è stato presentato il progetto ho pensato che il Comune sarebbe intervenuto per farlo modificare in termini meno insensati.
    Ma si trattava di una giunta amica (l’asse Moratti-Gavio era arcinoto) e per tanti anni tutti hanno taciuto. Ai tempi del cantiere e poi quando lo svincolo è stato inaugurato.
    Il guardrail alla Botero (complimenti per l’intuizione) è solo lo schizzo di vermuth nel cocktail.

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