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Il giallo della privatizzazione degli incidenti. Forse non c’è più ma potrebbe ricomparire: questione anche d’interessi

Che fine ha fatto la "privatizzazione degli incidenti"? Il Governo ha approvato ormai da 48 ore lo schema di disegno di legge sul pubblico impiego che – secondo le intenzioni iniziali – avrebbe dovuto contenerla. Ma non se ne sa ancora nulla: dopo un lancio Ansa che parlava di possibile esclusione di questa misura dal testo, non arrivano né conferme né smentite. Un giallo? Mica tanto.

Infatti, chi è pratico di come si lavora a Palazzo Chigi sa bene che il testo di un provvedimento – specie se non urgente (ed è appunto il caso di un disegno di legge) – non esce bello e pronto dalla riunione del Consiglio dei ministri: ottenuto l'ok politico, i tecnici iniziano a limare, aggiustare, modificare. Per mettere a punto gli aspetti giuridici e – talvolta – anche rispondere a particolari esigenze e pressioni. Il risultato finale si vede dopo giorni, quando il testo viene trasmesso a una delle Camere, che deve calendarizzarne l'iter di approvazione. In questo passaggio tra Palazzo Chigi e Parlamento si possono perdere anche due settimane. Nel corso delle quali può accadere di tutto (senza contare le ulteriori modifiche che verranno apportate dai parlamentari).

Per il momento, ci restano poche certezze:

– l'interesse del ministero dell'Interno a "privatizzare" gli incidenti, che era noto agli addetti ai lavori ma non era mai stato messo nero su bianco com'è accaduto ora (anche se il testo che era circolato la settimana scorsa dovesse restare solo una bozza);

– le perplessità su com'è stato concepito il sistema, anche perché i danni di un incidente non di rado emergono a posteriori e vanno fatte rilevazioni qualificatissime da subito, come spiega l'esperto Antonio Pietrini (Download Pietrini commento);

– gli altolà che il Governo ha ricevuto dopo che abbiamo anticipato la notizia (i periti più qualificati hanno rilevato l'anomalia di una norma nata apparentemente dal nulla e addirittura il sindacato di polizia locale Ospol ha inviato una diffida formale argomentata e scritta in giuridichese, con un telegramma-fiume costato 41 euro Download Telegramma diffida Ospol);

– l'interesse di alcune aziende private che già operano nel ramo e non godono certo di buona stampa.

Non sono il solo visionario a seguire questa traccia, che è stata sviluppata anche dal collega Davide Di Santo, sul Tempo.

Aspettiamoci di tutto nei prossimi mesi.