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Maltrattamenti e sesso in autostrada. Ve l’aspettavate?

Chi se ne intende dice che l'autostrada è una città lineare. Nel senso che, anche se alla gente sembra sia solo un largo nastro di asfalto su cui scorrono veicoli, in realtà è un mondo in cui possono accadere tutte le cose che si possono vedere in una città. Compresi i fattacci. Che devono farci riflettere sia come cittadini (per i loro risvolti sociali) sia come utenti della strada (perchè possiamo incontrare situazioni davvero impreviste, che possono causare rischi).

La conferma viene dalla Polizia stradale di Genova, il cui reparto autostradale (la sottosezione di Sampierdarena) che nell'ultima settimana ha trovato una storia di abusi in famiglia e una di atti osceni a cielo aperto.

Nel primo caso, c'era una Fiat Multipla che zigzagava in pieno giorno: non ci è voluto molto per capire che il guidatore era ubriaco e a fermarlo, ma la sorpresa è arrivata nel vedere che questa persona portava con sé il suo bambino di sette anni. Che, senza farsi vedere dal padre, ha raccontato agli agenti dei maltrattamenti che subiva da lui. Quindi, oltre alle normali (e pesanti) sanzioni per guida in stato di ebbrezza, è scattata una segnalazione ai servizi sociali. Ora speriamo che gli assistenti sociali facciano bene il loro dovere.

Nel caso degli atti osceni, si è sfiorata la comica: un'auto-civetta ha colto tre guidatori in una piccola orgia tra loro in un'area di sosta. I malcapitati inizialmente non avevano capito di avere davanti dei poliziotti e li stavano quasi invitando a unirsi a loro; una volta compreso di aver fatto la gaffe, si sono giustificati con scuse improbabili. Risate a parte, l'episodio scoperchia il pentolone del sesso (etero e omo, non fa differenza) in autostrada, che in passato ha coinvolto anche personaggi eccellenti e insospettabili (non chiedetemi i nomi, non ne farò!). Il problema è che coinvolge pure camionisti (a volte ci sono omosessuali che fanno loro la posta in queste aree di sosta) durante le ore che teoricamente dovrebbero essere di riposo tra un turno di guida e l'altro.

Se l'attività degli autotrasportatori fosse meno serrata, non avrei nulla da dire: ognuno impiega il suo tempo libero come gli pare, figuriamoci. Ma questi poveretti sono già dei forzati della guida e forse si danno a queste trasgressioni perché non gli resta altro nella vita. Se poi in questo modo saltano anche riposi sacrosanti, c'è da essere preoccupati.