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Sulla Settimana della sicurezza per i pedoni cala il silenzio. Ma a Verona si lavora

Che ne è stato della Settimana mondiale della sicurezza stradale, qui in Italia? Ancora oggi, sappiamo solo le cose che avevamo scritto un mese fa per presentarla. Cioè che è “andata in scena” all’inizio di questo mese e che aveva come tema portante la sicurezza dei pedoni. Quindi, nessun bilancio sulle iniziative annunciate (per esempio, passaggi pedonali risistemati, multe a chi non rispetta le strisce eccetera). O, almeno, nessun bilancio presentato con la stessa evidenza degli annunci della vigilia.

Con un’eccezione, per quel che mi risulta: Verona. Qui, nel corso della Settimana, hanno rifatto le strisce su un centinaio di attraversamenti. Un’iniziativa solo “pubblicitaria”? Non sembra.

Infatti, tradotto in metri quadri, il dato è 1.080, contro gli oltre 26mila dell’intero 2012. Dunque, proiettando il dato della Settimana della sicurezza stradale, abbiamo che il “ritmo” è stato praticamente in linea con quanto si è fatto in modo ordinario l’anno scorso: il totale 2012 equivale a circa sei mesi di lavoro fatto in questa settimana del 2013, ma c’è da considerare che nei mesi di maltempo l’attività quantomeno rallenta. Dunque, sostanziale parità rispetto all’anno scorso, a dimostrazione che a Verona la manutenzione stradale è – giustamente – considerata un’attività ordinaria.

A conferma di questo ci sono i dati sui segnali verticali: in tutto il 2012, il Comune di Verona ne ha installati ben 1.300, di cui un migliaio in sostituzione di segnali ormai vecchi o rovinati. In circa la metà dei casi, è stato cambiato anche il sostegno. Buone cifre, in un territorio piccolo come quello veronese. Che poi si traducono anche in una sensazione a occhio di maggior cura quando si guida.

Come si arriva a questo? Servono soldi, certo. Ma quelli arrivano dalle multe, quindi in realtà ci vuole la volontà politica di usarli in questo modo (e tra qualche giorno vi farò vedere sulle pagine Motori di www.ilsole24ore.com una ricerca che fa vedere come nelle grandi città italiane la volontà prevalente sia un’altra). L’altro ingrediente importante è la comunicazione tra vigili e ufficio tecnico comunale.

Tutte cose non scontate, in Italia. Fa bene ogni tanto dare conto che in qualche città si riesce a farle. Ora speriamo che i controlli sul rispetto delle strisce pedonali proseguano in modo sistematico come gli stessi vigili di Verona hanno iniziato a fare adesso: per una volta, rispettare le strisce potrebbe diventare un’abitudine.