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Consumi dichiarati sempre più ottimistici perché aumentano i “trucchi”

Quando si parla dei consumi dichiarati, si dice sempre che sono irreali perché il ciclo di prova fissato dalla Ue prevede velocità e accelerazioni bassissime. Tanto basse da essere anch'esse irreali. Ma c'è di più: le regole sono tanto blande che consentono ai costruttori di ricorrere a trucchi. Come l'uso di oli che abbassano oltremodo gli attriti, l'alternatore staccato, la mappatura delle centraline eccetera. Tutte cose di cui tra gli addetti ai lavori si parla da sempre, ma che difficilmente vanno oltre quell'ambiente.

Ora le tira fuori uno studio di una ong che opera a Bruxelles, in cui si aggiunge che negli ultimi anni è aumentato il divario tra i consumi dichiarati e quelli effettivi. Lo studio attribuisce l'aumento proprio ai trucchi, ma c'è dell'altro.

Bisogna infatti considerare che proprio negli ultimi anni si sono diffusi anche dispositivi come lo start and stop e anche qualche motore modulare, che sono molto efficaci nel ciclo di prova e meno nell'uso quotidiano fatto dall'automobilista medio.

Pensate che lo start and stop a volte entra in funzione solo per pochi secondi, altre volte non si attiva mai perché il costruttore ha tarato le sue soglie intervento in modo prudenziale, temendo possa stressare troppo la batteria (senza contare quando il motore è freddo o quando viene richiesto molto all'impianto di climatizzazione). Il problema si può anche risolvere con un condensatore che accumula l'energia recuperabile in frenata, ma costa e non dà benefici sui consumi dichiarati e così molti costruttori ne fanno a meno nonostante serva davvero.

Tutto questo non per dire che la tecnologia è inutile, ma per mettere in guardia sul fatto che spesso non è così utile come ci viene presentata (anche perché serve a rispettare norme poco realistiche). E questo è bene saperlo, visto che poi la paghiamo nel prezzo d'acquisto della nostra auto.

  • flori2 |

    Ho guidato costantemente per tanto tempo 3 auto (1 bezina e 2 diesel) nella mia vita. Su tutte e 3 ho ottenuto consumi in linea con quelli dichiarati.
    Chi si discosta troppo usa tanto l’acceleratore e l’aria condizionata!
    Spesso è il ciclo urbano che fa sballare i consumi, ma ogni zona urbana ha la sua peculiarità che non si può replicare nel test che vada bene per tutti.

  • Renato58 |

    Non voglio difendere la lobby dei costruttori, che sa già farlo benissimo da sola. Mi dà però fastidio questo insistere sui “trucchi”. Mi capita di provare vetture proprio per valutarne i vonsumi (tra le altre cose) e devo dire che proprio il test su strada rivela sia i limiti della normativa da un lato sia la difficoltà di una valutazione pratica dall’altro.
    Mi spiego: al di fuori dell’autostrada libera a velocità costante, dove il fare il test in Germania, Italia o Finlandia è lo stesso, le condizioni di traffico e gli stili medi di guida in Italia (del Nord o del Sud) o Francia o Danimarca sono talmente diversi, le tipologie di rallentamento e le reazioni degli altri guidatori talmente differenti, che è di fatto impossibile fare una valutazione attendibile. Per esempio: sono rimasto intrappolato in un ingorgo della rush hour sulla tangenziale di Lisbona con un’auto ibrida di ultima generazione. E ho rilevato consumi straordinariamente bassi che, di certo, possono essere attribuiti alla tecnologia, ma sono pure legati alle reazioni distaccate e poco agressive verso gli altri automobilisti dei guidatori locali. Non posso dimostrarlo scientificamente, ma mi giocherei la reputazione che lo stesso evento-fenomeno sul Raccordo anulare di Roma farebbe registrare consumi doppi.
    In sintesi: ben venga un ritocco, svolto magari con la consulenza di un ente terzo, dei criteri UE per valutare i consumi, ma non insistiamo a parlare di trucchi e truffe come tanti (troppi) insistono a fare.

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