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Dammi un anticipo e sparisco. Come riconoscere gli “affaroni” online

La truffa è sempre la stessa: allettare la gente con offerte incredibili, farsi pagare un anticipo consistente e sparire. Quello che cambia è la scusa che ci s’inventa ogni volta che l’acquirente ha un attimo di lucidità e chiede come mai il prezzo sia così basso rispetto alla media del mercato. La risposta più fantasiosa l’ho sentita nel 2000, quando un intraprendente signore di Segrate (Milano) riusciva a “vendere” in molte parti d’Italia dicendo che erano vetture di “cambio merce” (cioè date dalle case automobilistiche ad agenzie pubblicitarie come pagamento di spot tv e inserzioni sui giornali). Peccato ci fossero anche Audi, marchio che notoriamente non ha (o non aveva) bisogno di usare le sue preziose e richiestissime vetture per pagarsi la pubblicità.

Oggi con internet è molto più facile attirare clienti da tutta Italia senza destare i sospetti tipici di chi vive sul posto e, magari, sa che l’operatore non ha nemmeno un ufficio in cui ricevere la gente. Così è anche facile riciclarsi dopo aver avuto un autosalone ed esserselo visto chiudere per varie irregolarità o per la crisi. Lo dimostra questa storia, raccontata dalla Polizia stradale di Genova.

Si chiama L.M. il 45 enne residente a Genova ma originario del levante ligure che giorni fa è stato fermato dalla Polizia Stradale di Genova.
Ex commerciante di automobili si era visto chiudere l’attività anni or sono dalla Stradale di Chiavari e dalla Guardia di Finanza a causa di irregolarità nei permessi e nella gestione finanziaria del concessionario.
L.M. si è a quel punto reinventato commerciante di automobili on-line e creandosi diversi profili sui siti più diffusi ha iniziato ad inserzionare veicoli di bassa gamma a prezzi appetibili e convenienti.
Il trucco, anzi la truffa, stava nel richiedere piccoli anticipi, tra  200 e 1000 Euro, a chi voleva “fermare” una vettura.
Incassati quindi diversi anticipi, spesso per lo medesima auto, il fantomatico venditore si rendeva irreperibile non prima di aver richiesto i dati anagrafici della vittima di turno.
Questi dati non servivano ovviamente al passaggio di proprietà ma L.M. li usava per intestarsi una nuova scheda telefonica SIM utile alla truffa successiva.
Gli uomini della Polizia Giudiziaria della Stradale l’hanno fermato all’Ufficio postale di Moconesi (GE), luogo in cui convergevano tutti i pagamenti effettuati dai truffati.
L.M. pubblicava i suoi annunci spesso identificandosi come rivenditore d’auto usando intestazioni di fantasia in realtà molto simili a quelle di concessionari realmente esistenti a Genova, anche questo poteva trarre in inganno i malcapitati.
La Polizia Stradale ha quindi acciuffato il truffatore denunciandolo presso la Procura di Chiavari per “truffa continuata” , ” sostituzione di persona” e “falso ideologico in atto pubblico”.
Ad oggi sono state riscontrate una quarantina di false vendite effettuate soprattutto ai danni di acquirenti del centro e del sud Italia, a tal proposito chiunque avesse subito una truffa simile è quindi pregato di mettersi in contatto con la Polizia Stradale di Genova – Squadra di Polizia Giudiziaria (010 369011)