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Il brevetto del Tutor: sempre più conteso

L'avrete vista tutti, la pubblicità di Autostrade per l'Italia (Aspi) che ha accompagnato l'offerta di obbligazioni chiusasi ieri (bond 2012). Bella, non c'è che dire. Ma "pericolosa" per l'azienda: torna ad affermare che è stata proprio lei a inventare il Tutor, quando invece la paternità del sistema di controllo della velocità media è controversa. Tanto controversa che c'era stato un periodo in cui Aspi evitava accuratamente di attribuirsi l'invenzione del Tutor. Era poco più di un anno fa. Che cosa è accaduto nel frattempo per convincere l'azienda ad abbandonare questa prudenza?

Nulla, a quanto mi risulta. Anzi, ci sarebbero ancora più elementi per indurre alla prudenza.

Infatti, l'estate scorsa è entrato in funzione (su tre statali) anche il Vergilius, cioè la versione del Tutor che rileva il passaggio dei veicoli non con le spire annegate nell'asfalto ma con i radar. Questo cambio nell'apparato di rilevazione sembra confermare la tesi della Craft di Romolo Donnini, che ha fatto causa ad Aspi rivendicando il brevetto del Tutor e vedendoselo riconoscere sia in primo grado sia in appello dal Tribunale di Roma. I giudici, però, hanno negato a Donnini che ci fosse una contraffazione da parte di Aspi.

La questione della contraffazione è la più controversa di tutte, perché la decisione della Corte d'appello non ha tenuto conto (per una questione di tempistica e discrezionalità, contestata dai legali di Donnini) proprio del fatto che, nel caso del Vergilius, Aspi ha sostituito i sensori di rilevazione. Un elemento che invece è importante: Aspi ha sempre respinto le accuse con la motivazione che aver usato le spire anziché le telecamere previste da Donnini nel suo brevetto basta a differenziarsi da questo. Donnini, invece, porta documentazione tecnica secondo cui la sostituzione dei sensori è una cosa secondaria rispetto allo schema complessivo del sistema.

Sono questioni delicate, dove ci vuole tanta esperienza. Quindi non mi sento in diritto di dire con certezza chi ha ragione e chi ha torto. Ma, proprio per la delicatezza della questione, sarebbe meglio anche per Aspi evitare di riaprire il problema. Anche perché, nel frattempo, altri inventori si sono fatti avanti con Aspi per rivendicare diritti sul Tutor. Diritti veri o presunti che siano, richiedono prudenza.

  • Emanuele |

    Gent.le Dott Caprino, la ringrazio per la sua celere risposta e per la segnalazione che ha fatto con il suo articolo mettendo così a conoscenza molte persone di questo fatto, anche se ancora non mi sento completamente tranquillizzato. Concordo con Lei che Autostrade avrebbe dovuto essere più prudente nel fare certe affermazioni trattandosi di situazione molto controversa, almeno per quanto ho letto. Cordiali Saluti

  • Emanuele |

    Gent.le Dott. Caprino, sono un piccolo risparmiatore ed ho acquistato le obbligazioni delle Autostrade anche in seguito della “accattivante” pubblicità apparsa sui maggiori mass media nazionali. Se alla fine dovesse venir fuori che effettivamente il Tutor è in contraffazione cosa potrebbe succedere alle obbligazioni? cordiali saluti
    [risponde Maurizio Caprino] Non si può ancora dire: dipenderà dall’entità dell’eventuale risarcimento stabilito dai giudici o concordato tra le parti e da quanti contratti di vendita del Tutor verranno eventualmente disdetti. In ogni caso, le incertezze dovrebbero riguardare solo la vendita delle obbligazioni prima che maturi il rimborso: se lei decidesse di tenerle fino al rimborso, non vedo ad oggi particolari problemi, visto che parliamo di una società solida.

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