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La Francia mette in preventivo più multe: pagheranno soprattutto gli stranieri? E poi arriverà il tutor

Quando si tratta di incassi delle multe, tutto il mondo è paese: ieri in Francia l'argomento campeggiava in prima pagina sul quotidiano economico Les Echos, perché il gettito previsto per il 2013 è il più alto di sempre. La differenza non da poco rispetto all'Italia è che la previsione è chiara e netta: sta nel bilancio dello Stato e non è annegata nei frammentati conti degli enti locali. Perché la Francia è ancora uno Stato centralista, che il federalismo non lo ha mai avuto né ha mai pensato di scimmiottarlo come ha fatto l'Italia.

Detto questo, cerchiamo di capire come mai i francesi prevedono un nuovo record di multe.

Stando a Les Echos, il motivo più importante è l'applicazione della direttiva europea sulle infrazioni commesse dagli stranieri, partita quest'anno in Francia e già costata ai belgi 187mila multe (che prima non sarebbero mai state notificate loro) a partire dallo scorso luglio. Si prevede di avviare accordi anche con altri Paesi vicini, tra cui l'Italia, e per questo si conta in un aumento degli incassi. Ma temo che l'incremento non sia poi così automatico: la direttiva europea riguarda solo le notifiche e non garantisce affatto che le relative multe vengano pagate: gli Stati continuano a poter pretendere il pagamento dai trasgressori stranieri solo quando essi tornano sul loro territorio. In sostanza, "conviene pagare" solo se ci si reca abitualmente nel Paese "creditore". La situazione dovrebbe cambiare radicalmente solo nel 2015, con la direttiva sugli illeciti amministrativi, che dovrebbe prevedere la possibilità di delegare all'incasso il Paese di residenza del trasgressore (quindi, per esempio, un italiano che commetta un'infrazione in Germania si vedrebbe arrivare a casa una cartella esattoriale e un ufficiale giudiziario italiani, cui non ha strumenti per sfuggire).

Il secondo motivo di aumento degli incassi sta nel fatto che alcuni segnali di preavviso del controllo di velocità (segnali non obbligatori, peraltro: solo in Italia esiste l'obbligo e siamo la burla d'Europa) dall'estate 2011 sono stati sostituiti dai controversi display che ti dicono a quanto stai andando. La gente a volte non capisce come funzionano e crede che il controllo si esaurisca col passaggio davanti al display. E invece il rilevatore che conta ai fini sanzionatori sta qualche centinaio di metri dopo, quando magari il guidatore ha riaccelerato.

Il terzo motivo di aumento degli incassi sta nel fatto che si continua a investire sui controlli: i radar sulle strade francesi passeranno dai 4mila di fine 2011 ai 6.620 di fine 2013 (cifre riportate nelle tabelle della legge finanziaria, a dimostrazione che c'è una pianificazione nazionale e non il far west comunale italiano). Peraltro, non parliamo solo dei classici apparecchi radar tanto utilizzati da sempre in Francia: sta arrivando anche un sistema tutor (il primo è stato attivato su una strada nazionale, poi arriverà anche su alcune autostrade).

Tutto questo dovrebbe far aumentare del 15% le infrazioni rilevate. In ogni caso, bisogna ricordare che nel medio-lungo periodo c'è sempre una flessione: sempre più gente sa dei nuovi controlli e si adegua. Quindi, il "business" delle multe non è eterno.

  • maxante |

    Purtroppo con tristezza si seguita a leggere una moltitudine di persone che scrivono “si paga e zitto” criterio cheva bene all’apologia della dittatura. Se chi decide che ho sbagliato è un cretino o un raccomandato o comunque impreparato e decide in base a parametri ingiusti, è bene che un povero cristo si possa difendere, solo in caso di accertamento dell’assenza di soprusi e vessazioni si paghi in proporzione al reddito effettivo (o di altri parametri proporzionali). Vogliamo delle forze dell’ordine che, nel rispetto dei nostri diritti democratici, facciano rispettare le regole sociali tra le quali anche le regole della strada.

  • flori2 |

    Chi taglia le curve, di chi viaggia appiccicato al paraurti di chi gli sta davanti
    …rientrano tutti nella categoria di chi corre appena può

  • ilprincipebrutto |

    A mio avviso, tutta questa enfasi sul controllo della velocita’ si scontra con un dato di fatto: si muore di piu’ in citta’, dove le velocita’ sono molto ridotte. Questo in Italia, ma dubito che in Francia sia diverso.
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    La cattiva guida uccide di piu’ che la guida veloce (che, ovviamente, dove e’ inappropriata e’ cattiva per definizione). Ma reprimere la guida cattiva costa tempo, fatica e impegno.
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    Un radar non si stanca, non fa ferie, non protesta se piove, non teme di affrontare un autista iracondo o manesco.
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    Al tempo stesso, un radar non si accorge di chi guida telefonando, di chi sta in mezzo alla strada senza motivo, di chi taglia le curve, di chi viaggia appiccicato al paraurti di chi gli sta davanti. Per tutta questa roba occorre gente, persone, e non persone qualunque: persone che facciano il loro lavoro per bene. Ma chiedere a certe categorie di fare per bene il proprio lavoro sembra troppo difficile.
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    Meglio ordinare tanti bei radar.
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    sicuri si diventa, Ride Safe.

  • cinico |

    Ad un convegno la polizia stradale francese ha dichiarato ufficialmente di stimare che quelli che da loro guidano addirittura senza patente siano arrivati a 3 milioni, altro che pagare le multe.
    Chiaro che cerchino di recuperare sugli stranieri.
    Si stanno semplicemente avviando sulla nostra strada, chi ha tutto intestato regolare ed è effettivamente perseguibile guida sempre meno e sempre più piano, quindi ha anche velocità “commerciali” sempre più basse, quindi piano piano resta in circolazione solo chi è amministrativamente evanescente.
    Si chiama legge di Gresham, non si applica solo all’economia.
    Nel mio quartiere, ZTL, parcheggio scarso e tariffato, divieti ovunque, vigilanza frequente, ormai vengono a fare grosse manutenzioni negli appartamenti solo quei polacchi e rumeni e bulgari che hanno conservato la targa del loro Paese, dal 2015 vedremo solo targhe Kazake.

  • flori2 |

    Giustissimo, chi sbaglia paga e zitto.

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