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Colpo di sonno, patente da rifare. Effetti collaterali dei giri di vite. Intanto la Camera si ferma

Questo mese "Quattroruote" rilancia la sua campagna contro le supermulte, approfittando del fatto che alla Camera nella discussione sulle nuove modifiche al Codice (a proposito: avrebbero dovuto vararne un testo definitivo giovedì scorso, ma non è stato trovato un accordo e se ne parla a settembre) sono diventati un po' più sensibili: hanno inserito nel disegno di legge lo sconto del 20% a chi paga la multa entro cinque giorni. Come accade con le pene per i criminali, il saliscendi delle sanzioni si presta a infinite polemiche tra chi invoca inasprimenti esemplari e chi sostiene che non servano a nulla.

Le verità è che dipende dai casi.Lo avevo già scritto e lo confermo. Basta vedere quello che accade di fronte allo sbandieramento di pene severe per chi guida dopo aver preso alcol o droga o per chi causa un incidente: c'è chi se ne frega bellamente e chi addirittura si uccide. Passando per chi fugge atterrito. Ieri mattina è successo a un ragazzo di Genova, che per scappare dopo un incidentucolo si è rovinato, come leggete nel comunicato della Polizia stradale che riporto qui sotto.

Prima però vi sottolineo un particolare: il ragazzo aveva avuto un colpo di sonno e questo gli costerà la revisione della patente. Infatti basta anche questo per far sorgere dubbi sull'idoneità psicofisica alla guida e far sospendere la patente finché non ci si sottopone alla visita medica per verificare che si è idonei.

FUGA DOPO L'INCIDENTE



Rocambolesca mattinata per un ventiduenne genovese che,
incensurato, è tornato a casa con due denunce, una patente in meno e la macchina
danneggiata.



Sono le
07:30 quando P.N. (queste le iniziali del giovane) a bordo della sua Polo
imbocca l'autostrada, al suo fianco un'amica che deve riportare a casa nei
pressi di Voltri.



Ma
appena prima di uscire al casello della delegazione dell'estremo ponente
genovese N. viene colto da un colpo di sonno (questo poi gli costerà anche una
revisione della patente per accentarne i requisiti psico-fisici utili alla
guida) e sfortuna vuole che a farne le spese, nello scenario di un'autostrada
A10 a quell'ora semideserta, sia un trentenne a bordo di una piccola utilitaria
che viene tamponato.



Nulla di grave ed il buon senso di entrambe li porta a decidere di
spostarsi fino al casello, anche se N. inizia ad essere insofferente e, lui che
la patente l'ha appena presa, ad essere spaventato per ciò che ai suoi occhi ha
appena combinato.



Probabilmente ha spesso letto o sentito parlare, soprattutto in
questi ultimi anni, di gente che scappa dopo gli incidenti ed adesso, un pò la
paura di quell'individuo che ha tamponato e che ora al casello gli sta chiedendo
con poco garbo "ma che
cosa accidenti fai?" ed un po' immaginando chissà quali pene o multe lo
attendono,…N. decide di premere sull'acceleratore e tentare la fuga da quella
sgradita realtà.



Nel
frattempo le pattuglie della Polizia Stradale di Sampierdarena ricevono la
notizia e si dirigono verso il luogo dell'incidente.



N. sta fuggendo verso levante, verso
Prà, tallonato da quell'utilitaria che ha tamponato in autostrada ed il cui
conducente comunica alla Polizia Stradale ciò che sta avvenendo. La pattuglia
dalla Polizia Stradale, giunta a Voltri, si lancia verso Prà.



N. sta perdendo la testa e, prima di
girare nella fascia di rispetto dove ha intenzione di posteggiare la sua Polo
"camuffandola" tra le tante auto lì posteggiate, non si accorge di quel motorino
che sta percorrendo lento la sua strada.



Sorpassandolo veloce lo urta
facendolo rovinare a terra, il conducente cadendo si rompe un dito (così
reciterà poi il referto medico) ed a quel punto viene avvisata anche la squadra
infortunistica della Polizia Locale.



N. scappa anche da quest'altro
incidente il cui urto, tra l'altro, pare  faccia ingoiare alla sua passeggera
dei frammenti di vetro provenienti proprio dal suo parabrezza imploso nell'urto
con il manubrio del motorino, ma sono tuttora in corso accertamenti
medici.



Il conducente
dell'utilitaria non perde di vista N. e quando quest'ultimo lascia la sua Polo
nel posteggio della fascia di rispetto di Prà lo invita a tornare dal conducente
del motorino che è rimasto lì sull'asfalto a causa sua. 



Tale invito lo formalizzano in
maniera più ufficiale la pattuglia della Polizia Stradale e quella della Polizia
Locale che  arrivano sul posto di lì a poco e definiscono ciò che è accaduto.



Prestati i dovuti
soccorsi ai feriti, ovvero al conducente dell'utilitaria, a quello del motorino
ed alla passeggera di P.N., quest'ultimo viene accompagnato negli uffici della
Polizia Stradale di Sampierdarena dove agli agenti non resta che denunciarlo per
fuga a seguito di incidente con feriti ed omissione di soccorso, oltre a
sospendergli la patente per più di un anno.



I motivi che hanno spinto N. a
cacciarsi in questa brutta avventura risiedono nella sua paura di affrontare
fatti che, probabilmente, un giovane ventenne reputa più grossi di
lui.

N. era in regola con i documenti del veicolo,
con quelli assicurativi ed i test etilometrici davano esito
negativo.



Avere la
patente, condurre un veicolo, vuol dire anche sapersi assumere le proprie
responsabilità in casi come questi. Tutt'altro invece c'era scritto nei verbali
che N. aveva in tasca quando, in tarda mattinata, lasciava la caserma di
Sampierdarena seduto dietro, sulla macchina dei suoi genitori.