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Il Tar “ammazza” i vigili. E le guerre tra fazioni li seppelliscono

L'altro giorno, ho scritto un post sui vigili urbani messi in difficoltà a fine anno dall'agenzia delle Entrate con notifiche da fare all'ultimo momento. Incidentalmente, ho parlato di evasione fiscale citando il caso-Cortina, ma è bastato a fare in modo che i commenti siano stati tutti centrati su quest'ultimo aspetto. Insomma, i problemi dei vigili interessano poco e i vigili stessi (so che il post è stato letto anche nel loro ambiente, attraverso Poliziamunicipale.it) hanno avuto pudore ad alzare la voce. Si sentono la categoria più invisa dagli italiani, dopo la Casta ovviamente.

In questi stessi giorni, a confermare involontariamente questo stato di cose, è arrivata una sentenza del Tar Puglia, che consente di sciogliere e riorganizzare i corpi di polizia municipale, mettendoli alle dipendenze di altri settori dei Comuni (che teoricamente avrebbero pari rango). Un'altra botta per l'orgoglio dei vigili. Ma il punto non è questo.


Il problema vero non è "chi comanda chi", ma "perché qualcuno vuole comandare su un altro". Lo mette bene e fuoco un breve editoriale proprio di Poliziamunicipale.it. Perché spesso, dietro conflitti tra uffici comunali, ci sono guerre personali. Niente di più e niente di meno. Quindi è abnorme che ci vada di mezzo la funzionalità di interi corpi di polizia locale, con ovvie ricadute non solo sui dipendenti che magari non hanno alcuna voglia di iscriversi a una delle fazioni in lotta, ma anche e soprattutto sui cittadini. Che pagano le tasse e hanno il diritto di avere un corpo di polizia che funzioni.

  • Paoblog |

    Anche se esula dall’argomento del post, includo questo commento ricevuto oggi dall’amica Poppea che attesta come si sprechino soldi grazie ad una cattiva gestione delle risorse che va a vantaggio dei soliti noti ed a totale discapito di noi cittadini che paghiamo (le tasse) per NON ottenere servizi.
    Oggi stavo parlando con un amico carabiniere e mi ha detto cose interessanti. Lui ha lavorato per 5 anni al Senato e percepiva uno stipendio rispetto ad un pari grado di circa 700 € in più al mese. Poteva fare fino a 55 ore di straordinario al mese.
    Ha lavorato poi in stazione ed al massimo poteva fare al mese 20 ore di straordinario; giustamente ha fatto queta questa considerazione: “alla stazione che ero a disposizione del cittadino non mi permettevano più di 20 ore, al Senato che non serviva a nessuno, me ne permettevano più del doppio”
    Questa è l’Italia!

  • giancar |

    Una riforma organica della polizia locale è ferma da tre legislature in parlamento.
    I vigili rappresentano, una forza, una professionalità, una capacità di operare sul territorio che fa paura a molti e le lobby della sicurezza non vogliono sapere di mollare l’osso su cui sono affondati i loro denti.

  • Lello |

    La Polizia Locale non riesce a restare unita e così invece della riforma il Governo con l’Art. 6 ci toglie anche l’equo indennizzo, la causa di servizio e la pensione privilegiata. Non possiamo più tacere ed è per questo che ho aperto un post sul forum della Maggioli Polizia e Cittadini dove sono elencati i caduti in servizio della Polizia Locale e per quelli che “fanno solo multe” mi sembrano troppi….
    Scusate lo sfogo!!!!
    http://www.comuni.it/servizi/forumbb/viewtopic.php?t=111616&start=60&postdays=0&postorder=asc&highlight=

  • da |

    Il vero problema delle Polizie Locali è la dipendenza dai Sindaci ovvero dal potere politico di turno; lo vediamo a Milano con la nuova giunta; dopo il rinnovamento positivo di Albertini, con risorse, assunzioni e mezzi a disposizione ed un nuovo orgoglio anche al passo con i tempi che cambiano, dopo gli anni di politiche sulla sicurezza (forse esagerate),dopo il giusto riconoscimento della nostra professione, anche con dotazioni individuali per proteggerci (che non hanno mai prodotto denunce di alcun tipo contro i colleghi), ecco che con la nuova giunta si tende a mostrare la P.L. come un corpo di “coesione sociale”.
    Come la si voglia vedere, in mezzo alla strada ci siamo noi, con le nostre prerogative, con i mezzi giuridici che i codici ci attribuiscono e che il politico di turno tende a voler manipolare.
    Il vero problema è questo. Non possiamo essere per 4 anni la brigata di questo o quel politico e per altri 4 degli operatori sociali. Causa di chi, sindacalista o politico ci vorrebbe, per mero pregiudizio ideologico ancora fermi a 60 anni fa (il vecchio “ghisa” di una volta ecc.ecc….), anche lo Stato ci considera poco più che impiegati…quindi il vero problema sta nella mentalità di chi, purtroppo ha ancora voce in capitolo nelle nostre rappresentanze sindacali e del politico che furbescamente si adegua.

  • giampaolo |

    Ormai chi vuole farci credere che siamo la polizia comunale?sembra sempre più che il nostro stipendio, con il lavoro quotidiano (h24!)che ci viene richiesto, sia troppo pesando in maniera considerevole sul bilancio comunale….è veramente folle….da non credere, pensare che ci sono colleghi come me che svolgono il proprio lavoro con impegno e devozione per non ricevere mai da chi comanda e dai cittadini una pacca sulla spalla o una semplice parola d’incoraggiamento…..sembra di vivere in un paese che non ci appartiene…dovremmo essere più incisivi nelle nostre battaglie per tenerci i nostri diritti.

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