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Risparmiare carburante fa spendere 2.700 euro. In dispositivi per il risparmio

Ma le auto che consumano poco convengono davvero? Al costruttore certamente sì, perché gli fanno risparmiare le sanzioni che entreranno in vigore dal 2013 su ogni esemplare venduto in Europa con emissioni di CO2 (proporzionali al consumo) oltre i 130 g/km. Per il cliente, c'è molto da discutere: la settimana scorsa in un convegno è venuto fuori che il costo industriale dei dispositivi adottati di serie per abbassare i consumi è di addirittura 2.700 euro.


Quindi, bisogna andarci piano prima di parlare di "risparmio". Ma d'altra parte per ora non ci sono grandi alternative: con i motori elettrici, a parte il fatto che non si possono fare viaggi extraurbani, si finisce per pagare 30mila euro un'utilitaria. Le elettriche range extended (cioè dotate di un motore a benzina piccolo che non muove l'auto ma serve solo a dare energia alle batterie, come sulle gemelle Chevrolet Volt e Opel Ampera) vincono la sfida solo se non si deve viaggiare a lungo: la prova su strada fatta da Quattroruote questo mese indica che, finito l'effetto benefico dei 60 chilometri iniziali percorribili tutti in elettrico, i consumi si possono considerare lievemente superiori a quelli di un buon diesel di pari stazza. E l'ibrido, anche quando è concepito davvero per risparmiare (quindi lasciando stare le suv che lo usano per migliorare le prestazioni), in autostrada consuma praticamente quanto un benzina classico.

Insomma, miracoli non ne può fare nessuno. Ed è bene saperlo, perché tra titoli sensazionalistici e pubblicità qualcuno potrebbe davvero illudersi. Certo, ormai le norme di protezione dei consumatori gli danno la possibilità di far causa al venditore che lo ha ingannato, ma arrivare al contenzioso non è mai una vittoria: i tempi sono lunghi e gli esiti incerti. In Italia, almeno.

  • Giampiero |

    No, è esattamente il contrario.
    è proprio nei tratti di salita/discesa dove le ibride danno il meglio di sè, perchè sfruttano la maggior efficienza del motore a combustione quando lavora sotto carichi pesanti, e non solo non consumano, ma recuperano energia in discesa.
    quale proprietario da un anno di una ibrida (lexus ct 200) posso tranquillamente confermare che il percorso peggiore per la ibrida è proprio un’autostrada pianeggiante come quella di milano/bologna.
    provare per credere!

  • No name |

    “L’ibrido in autostrada consuma praticamente quanto un benzina classico”. Dissento formalmente dall’affermazione: avendo avuto a disposizione per motivi professionali ben due Toyota Prius ultima serie ho potuto riscontrare un consumo di 17 e spiccioli chilometri con un litro di benzina a 122 di media autostradale sul tratto Milano-Bologna. Non mi risulta che nessuna vettura a benzina di taglia e peso paragonabili abbia risultati assimilabili; sul campo, non ovviamente nei lunari cicli di omologazione UE.
    [risponde Maurizio Caprino] Se il viaggio si fosse prolungato fino a Firenze (includendo quindi tratti appenninici), la media sarebbe scesa: l’ibrido è ottimo sui saliscendi di una statale (quando non c’è da mantenere una velocità impegnativa per il motore), ma in autostrada soffre (anche perché in salita è penalizzato dal maggior peso che inevitabilmente comporta la doppia propulsione).

  • flori2 |

    Quanti km bisogna percorrere per risparmiare 5-10 mila euro di carburante acquistando un’auto ibrida o elettrica? E’ la solita storia di chi compra l’auto nuova solo perche consuma meno…pessimo acquisto!
    Il discorso si può estendere anche su altri prodotti: gli elettrodomestici in classe A

  • Paoblog |

    Credo che ora come ora si debba scegliere il male minore.
    °°°
    Sicuramente il consumo autostradale è uguale ad un normale benzina, ma è anche vero che il “vero consumo” lo faccio in città, per cui se riesco a ridurre questi consumi è già un passo avanti…
    °°°
    Resta il problema dei consumi non veritieri dichiarati dai costruttori, perle ragioni che ben sappiamo, per cui nel momento in cui compro un’ibrida sarebbe utile conoscere il consumo reale…

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