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Meno ciclisti morti sulle strade europee. I motociclisti invece…

Per ironia della sorte, la tragedia al Giro d'Italia è avvenuta mezza giornata prima che arrivasse una buona notizia per la sicurezza di chi va in bici: gli ultimi dati europei mostrano un discreto miglioramento per i ciclisti. Le elaborazioni dell'Etsc rese note stamattina parlano di un calo di mortalità 2001-2009 del 34%, quindi non troppo distante né dal 41% raggiunto dalle categorie "forti" degli utenti della strada (quelle più protette e cioè, fondamentalmente, automobilisti e occupanti di camion e bus) né dall'obiettivo del dimezzamento che era stato fissato da raggiungere entro il 2010 (solo tra un anno sapremo com'è andata effettivamente). Poco significativo è invece il fatto che appena il 6% delle vittime europee della strada sia costituito da ciclisti: nel traffico le bici sono mediamente poche.

Un miglioramento analogo c'è stato per i pedoni. Molto peggio sono andati gli altri utenti deboli: i moticiclisti (intesi come utenti di veicoli a motore a due ruote, quindi senza distinguere tra ciclomotori, scooter e moto vere e proprie). Questi però sono solo dati medi: come al solito, tra Paese e Paese c'è un abisso.


Quanto ai ciclisti, si va da un calo annuo medio del 14% in Finlandia fino a un aumento (sempre anno medio) del 3% in Romania. Male l'Italia, che è ferma a un -2,7% e si riscatta parzialmente andando al -6% coi i pedoni. Possono sorprendere i risultati non buoni della Daminarca (-4% per i ciclisti e addirittura +2% per i pedoni), ma come al solito va detto che si partiva da una situazione già buona e quindi più difficilmente migliorabile.

Un po' ovunque, l'allarme vero resta su moto e motorini: le vittime non solo calano poco, ma costituiscono anche il 17% del totale. Per questo c'è grande dibattito sulla prossima direttiva europea, che si occupa anche di Abs obbligatorio e ciclomotori truccati. Ma di questo parleremo nei prossimi giorni: ci sto lavorando.