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Il risarcimento diretto e la fuga delle compagnie: restano gli agenti

In quella babele di rincari e furberie che è sempre di più la Rc auto, un punto di riferimento fisso dovrebbe essere la compagnia assicurativa. Non scherzo: lo stabilisce l'articolo 9 del regolamento sul risarcimento diretto (Dpr 254/06), che impone di prestare tutta l'assistenza tecnica possibile e immaginabile al danneggiato. Ora, da più un paio di anni non è più un mistero per iniziati il fatto che le compagnie stiano scappando il più possibile da non poche aree del Paese (soprattutto il Sud e soprattutto chiudendo uffici di liquidazione, oltre che praticando tariffe esose che avrebbero pure una giustificazione tecnica ma risentono della mancata lotta alle frodi). E allora come si fa? Non resta che affidarsi agli agenti, che hanno il mandato delle medesime compagnie. E che, almeno inizialmente, non erano troppo contenti di fungere da assistenti a tutto campo per legge: un conto è farlo come "favore" per accontentare un cliente e fargli vedere che a lui si tiene, un altro è essere obbligati (cosa che poi può escludere anche il venir "ringraziati").


Ma i tempi stanno cambiando: gli agenti si vedono a rischio. Per questo sono diventati tra i più duri e puntuali nel denunciare l'assenza delle compagnie. Così non soprprende il fatto che oggi l'Adiconsum (associazione di consumatori) e l'Unapass (una delle rappresentanze di categoria degli agenti) abbiano presentato un accordo proprio sull'assistenza al cliente in caso di controversia (Scarica Conferenza stampa del 28 unapass). L'accordo prevede anche sviluppi futuri. Vedremo.

  • Assicuri blog |

    L’agente potrebbe essere in conflitto di interessi (anche se sinceramente spesso lavora per il bene del cliente), ma se proprio si volesse eliminare questa magagna basterebbe rivolgersi ad un broker!
    [risponde Maurizio Caprino] Per le questioni liquidative, però, il broker non ha un rapporto così organico con l’impresa, che resta destinataria dell’obbligo di assistenza imposto dal regolamento.

  • andrea105 |

    che sia l’agente (retribuito a provvigione dalla compagnia) a prestare assistenza al danneggiato nei confronti della medesima compagnia tenuta al risarcimento diretto, è un monumento al conflitto di interessi;
    ciò posto, se ci sono lesioni personali, direi che l’assistenza a pagamento di un professionista che stia dalla parte del danneggiato è essenziale,
    la soluzione è una polizza spese legali, da stipulare presso una compagnia diversa da quella della RCA
    [risponde Maurizio Caprino] La norma nasce dall’abuso che legioni di avvocati, periti e patrocinatori vari hanno fatto delle loro funzioni per anni: si sono inseriti anche nei processi liquidativi più semplici, prendendo la loro parte di guadagno e quindi gonfiando i costi del sistema, che in questo modo è diventato una sorta di ammortizzatore sociale per queste categorie.
    Se un danneggiato non è soddisfatto dell’offerta ricevuta, nulla gli vieta di adire le vie legali e, a quel punto, avvalersi di una di queste figure, il cui compenso – in questo caso – è regolarmente riconosciuto dalla legge.
    Idem in caso di lesioni personali.
    Ma stiamo parlando di una quota limitata del totale dei sinistri.

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