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Autovelox illegali a Firenze, Renzi resiste. Per intimidire chi vuol fare ricorso?

Matteo Renzi passa al contrattacco. Dopo le polemiche sugli autovelox illegali e le prime sentenze dei giudici di pace sfavorevoli al Comune di Firenze, il sindaco in carriera dichiara che l'amministrazione impugnerà queste decisioni ed è sicura di vincere fino alla fine, perché gli atti sarebbero regolari. Le cronache che riportano queste dichiarazioni, segnalatemi da Paolo Giachetti, non scendono in dettagli. Quindi non è chiaro su quali elementi giuridici Renzi fondi la sua pubblicizzata convinzione.

Credo che sia anche per questo che l'Aduc (l'associazione di consumatori che più si è impegnata su questo fronte fiorentino) ha un timore: che Renzi voglia solo dare un segnale di resistenza, per scoraggiare i cittadini dal fare ricorso. E questo non sarebbe bello. Ecco la dichiarazione integrale dell'Aduc.

"Se il Comune ricorrerà in appello contro tutte le decisioni dei giudici di pace favorevoli ai cittadini, si tratterebbe di una decisione politica grave. Una cosa è ricorrere contro una decisione specifica che si reputa sbagliata, un'altra è annunciare ricorsi a tappeto contro ogni decisione favorevole al cittadino nella piena e maliziosa consapevolezza che quest'ultimo sarebbe costretto a rinunciare ai propri diritti pur di evitare i costi legali che ne conseguono. Sarebbe una prova di prepotenza difficilmente digeribile: da una parte il Comune, sostenuto dai soldi dei contribuenti e guidato da colui che ha fatto campagna elettorale contro il "multificio" fiorentino per poi triplicare il numero di multe rispetto alla precedente amministrazione; dall'altra il singolo cittadino che sarebbe costretto a pagare le multe e tacere piuttosto che sostenere i costi legali di due ulteriori gradi di giudizio, Tribunale e Cassazione. Ci auguriamo davvero che il Sindaco non voglia insistere sulla strada percorsa fino ad ora, all'insegna del maggior incasso possibile. Siamo coscienti che nella politica italiana, nazionale e a quanto pare anche locale, ammettere un errore è evento raro. Ma addirittura approfittare di un sistema giudiziario costoso, lento e poco amichevole nei confronti del cittadino al fine di scoraggiarlo nel difendere i propri diritti, sarebbe un affronto insopportabile alla cittadinanza".

  • giancar |

    non entro nel merito della vicenda di Firenze.
    Sin ora si è solo detto che alcune “multe” fatte dagli autovelox fiorentini sono state archiviate dai gdp.
    Non si conoscono le carte e le motivazioni che hanno indotto l’amministrazione a metterli in funzione.
    Quello che è certo è che i contravventori non devono, in genere, sentirsi troppo garantiti dalle sentenze dei gdp, troppe volte ipergarantiste se non inespiegabili con la legge alla mano.
    Il contravventore deve sapere che prefettura e comuni hanno la possibilità di fare appello in tribunale e lì molto spesso tali sentenze vengono ribaltate con costi non indifferenti per chi ha proposto ricorso.
    L’appello in tribunale è purtroppo il solo rimedio che garantisce la certezza del diritto contro l’imperante giustizia a cottimo.
    La politica non sembra capace di porvi rimedio.
    [risponde Maurizio Caprino] Tutto questo è corretto, ma non di fronte a un’evidenza come quella di Firenze. Dove non è solo una questione di eccessivo garantismo (che ho più volte criticato, ci mancherebbe!), ma di modalità e finalità del controllo. E un sindaco in carriera che ha posto questo problema proprio nella campagna elettorale che lo ha consacrato alla ribalta nazionale dovrebbe tenerne conto. Se non altro per opportunismo politico (perché la politica, parliamoci chiaro, è troppo spesso puro opportunismo).

  • GoldWing98 |

    Non posso che confermare il mio commento al precedente post sullo stesso argomento: questa gente (pubblici amministratori) deve pagare di tasca propria i danni che crea ai cittadini e alla Pubblica Amministrazione col proprio comportamento, con la propria arroganza e cocciutaggine.

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