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Le microcar sono pericolose? L’ignoranza è peggio. E i venditori rischiano

I genitori sono preoccupati per il figlio che chiede il motorino, s'informano per comprare una microcar e il venditore li rassicura: "Con questa, esaudirete i desideri di indipendenza di vostro figlio ma facendolo stare più sicuro". Così l'affare, ben più costoso dell'acquisto di un motorino, va in porto. Ma per la sicurezza non è un buon affare. Non perché le microcar siano troppo insicure, ma perché è tutta una questione di cultura: se conosci i limiti del mezzo che hai, lo utilizzi meglio.

E invece, dopo l'incidente di una settimana fa sull'Appennino bolognese, sono riprese puntuali le polemiche. L'altro giorno hanno invitato anche me a parlarne a Isoradio e ho detto che, appunto, è tutta una questione di cultura. Nel senso che non si può pretendere da un veicolo che per legge può pesare appena 350 chili di resistere perfettamente all'urto anche contro un'utilitaria, che pesa il triplo. Né si può pretendere da un mezzo progettato per non superare i 45 km/h di tenere bene la strada ed essere stabili anche ai 70 km/h che possono raggiungere dopo che le truccano. E non è corretto pensare che tutto si risolva allacciando le cinture come ora impone la riforma del Codice della strada o scegliendo un modello dotato di airbag: quando una carrozzeria si deforma nella sua cellula vitale (l'abitacolo), gli attacchi delle cinture e il cuscino possono spostarsi in una posizione che li rende meno efficaci (e talvolta anche dannosi).

Attenzione: non sto dicendo che le microcar non si debbano comprare, perché una carrozzeria ce l'hanno e un motorino no. Anche se, proprio per questo motivo, andare su un due ruote consente di vedere e sentire meglio eventuali pericoli e di prevenirli o schivandoli o gettandosi a terra. Quindi, quale veicolo sia meglio o peggio alla fine dipende da incidente a incidente e per ottenere il meglio dall'uno o dall'altro occorre conoscerne i punti di forza e quelli di debolezza.

Certo, poi ci sono microcar più o meno resistenti agli urti, più o meno stabili in una manovra di emergenza e con freni più o meno efficaci e resistenti. Qualche costruttore ha già migliorato la produzione. Ma i limiti fisici restano e in certi incidenti verranno sempre a galla. Qualcuno riferisce che è possibile costruire ancora meglio, ma passerà ancora tempo prima che questi miglioramenti siano estesi a tutto il mercato e/o siano resi obbligatori dalla Ue.

Per questo, chi compra una microcar dovrebbe sapere esattamente che cosa ha scelto e come dovrebbe utilizzarlo. Questo vale per tutti i beni di consumo, ma a maggior ragione per le microcar. E invece si può trovare un venditore con le sue false tranquillizzazioni. Aspetti morali a parte, c'è un problema giuridico: chi nasconde cose che potrebbero far cambiare idea al cliente che effettua l'acquisto può essere pesantemente multato dall'Antitrust per pratiche commerciali scorrette. Finora è toccato a concessionari che manomettono il contachilometri per vendere auto usate "ringiovanite". Ma, se il cliente riesce a dimostrare (per esempio, con un testimone o con una pubblicità) che il venditore lo ha convinto di certe cose, può succedere anche con le microcar.

  • alz |

    […] andare su un due ruote consente di vedere e sentire meglio eventuali pericoli e di prevenirli o schivandoli o gettandosi a terra […]
    gettandosi a terra!! hahaha spassosissimo!
    ma l’hai mai portata na moto?
    [risponde Maurizio Caprino] Ma hai mai visto un incidente?

  • andrea105 |

    a mio avviso la minicar, con velocità massima 45 kmh, quando viene usata fuori dal centro abitato (ad es. in un tratto di strada con limite velocità 70 o 90 kmh) per definizione è più pericolosa (per chi la guida e per gli altri utenti della strada) rispetto ad un motorino: la maggior larghezza la rende una “turbativa” o un “intralcio” al traffico normale (che viaggia appunto legittimamente a velocità maggiore)

  • Philip |

    Sto seguendo la polemica sulle Microcar con un certo interesse perchè ho fatto parte della prima generazione di teenager che le ha guidate sulle strade di Roma. Nella mia classe eravamo in 10 ad avere macchinine di questo tipo, e nell’arco di 2 anni sono stato io l’unico a non avere un incidente. Coincidenza? Forse sì, ma credo che il fatto di essere stato l’unico dei miei compagni a dare l’esame per la patente “A” prima di guidarla possa aver avuto un certo impatto sul mio comportamento al volante.
    Invito i genitori che leggeranno il mio commento a smetterla di dare la colpa ai ragazzini e ai concessionari di queste micro vetture. La colpa sta nei genitori che fanno questi regali ai propri figli senza però assumersi la responsabilità di educarli al codice della strada e ad una guida sicura.
    Per me la minicar ha significato la libertà di movimento nella capitale con il sistema dei trasporti pubblici peggiore d’Europa. La libertà comporta una serie di responsabilità che purtroppo in Italia si cerca sempre di schivare.

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