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Multe più care dal 1° gennaio. Tutto normale, ma il decreto è arrivato in extremis

Scritto così sembra semplice: da ieri le multe sono più care del 2,4%, per il consueto adeguamento biennale all'inflazione che il Codice della strada prevede per l'inizio di ciascun anno dispari. Ma i nuovi importi sono stati resi ufficiali solo nel pomeriggio di San Silvestro, a poche ore dalla loro entrata in vigore. Segno che persino questo adempimento, pur essendo assolutamente ordinario e ripetitivo, semplice non è. Per due motivi, che vi espongo lasciando a voi ogni giudizio.

Il primo è che i rappresentanti dei vari ministeri coinvolti nell'operazione sono talmente tanti che difficilmente riescono a trovarsi per tempo. Infatti, per un adempimento così "banale", l'articolo 195, comma 3 del Codice prevede debba essere emanato un decreto ministeriale di concerto tra ben tre dicasteri: Giustizia, Economia e Infrastrutture. Ciò significa che ogni volta dalla metà di dicembre (prima non è possibile, perché occorre attendere l'ultima rilevazione Istat sull'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati) s'innesca un valzer di telefonate tra uffici ministeriali. Una volta "il dottore è fuori stanza", un'altra occorre verificare qualche cavillo, un'altra ancora non c'è il tempo per concordare materialmente come fare il decreto. Poi occorre spedire il tutto alla "Gazzetta Ufficiale", per la pubblicazione. Ecco quindi che si arriva sempre all'ultimo momento. Non sarebbe il caso di coinvolgere un minor numero di uffici, data la routinarietà della faccenda?

Tanto più che l'esperienza di 16 anni di applicazione di questo meccanismo ha dimostrato che l'unico soggetto istituzionale costretto a impegnarsi davvero è il ministero delle Infrastrutture. In condizioni normali, non dovrebbero sbattersi particolarmente nemmeno in questo dicastero. Ma – e questo è il secondo motivo che complica l'operazione in modo anomalo – ogni volta bisogna andare a ripescare tutte le sanzioni che sono state variate nell'arco dell'ultimo biennio con le modifiche al Codice che si susseguono in continuazione. Occorre tenerne conto perché, stando attenti ad interpretare l'articolo 195, si scopre che l'adeguamento all'inflazione può riguardare solo gli importi che restano inalterati per due anni pieni. La prassi (instaurata per non ammattire ogni mese) ha poi stabilito che gli altri importi vengano poi adeguati non quando "compiono due anni", ma in occasione del successivo adeguamento generale, cioè dopo un altro biennio (sempreché non vengano ulteriormente cambiati nel frattempo…).

Così stavolta restano invariati* gli importi per:

– circolazione vietata per smog;

– getto di rifiuti da veicoli (ma solo se tali rifiuti lasciano la strada insozzata);

– apposizione di segnali abusivi;

– commercio di pezzi non omologati;

– uso di veicolo già sospeso dalla circolazione per mancata revisione;

– circolazione con veicolo radiato per ripetute inadempienze sul pagamento del bollo;

– motorini truccati o con targa non visibile;

– rilascio di patente a soggetti che non hanno i requisiti morali;

– guida con patente sospesa per non essersi sottoposti agli esami o alle visite mediche di revisione disposte per il medesimo documento;

– conducenti professionisti stranieri residenti in Italia da più di un anno che guidano con patente valida ma abilitazione professionale scaduta;

– eccesso di velocità dai 40 km/h in su;

– divieto di fermata o sosta per ciclomotori e moto a due ruote;

– violazione dei tempi di guida o di riposo obbligatori per gli autisti di mezzi pesanti;

– ciclisti senza giubbino riflettente quando obbligatorio;

– ebbrezza lieve, cioè da 0,51 a 0,80 grammi/litro (negli altri casi di ebbrezza – come pure di droga - le sanzioni non sono soggette ad adeguamento biennale perché sono penali e l'articolo 195 riguarda solo quelle amministrative);

– alcol zero;

– investimento di animali d'affezione.

Tutto semplice, no?

 

*Nell'elenco ho tralasciato le sanzioni legate a novità della riforma del Codice non ancora entrate in vigore, come per esempio le esercitazioni in auto per i minorenni.